Search

venicebyvenice

Making your journey easier

Category

Fuori Programma

Karma-leon

Oggi Branoalcollo compie 9 anni, oh, boy! Eccomi qui ancora fluttuante sulla piattaforma WordPress.

Di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia…Mira silex mirusque latex qui flumina vincit – straordinaria è la pietra, straordinaria è l’acqua che vince i fiumi – recita l’iscrizione sulla vera da pozzo a San Giovanni e Paolo.

Sono partita dalla fine, pubblicando inizialmente stralci dei miei racconti, ho ottenuto alcune richieste di collaborazione, tutte a titolo gratuito – che agli esordi mi sembravano una manna – alcune andate a buon fine, altre già con la data di scadenza.

Tra tutte sarò sempre grata al mio amico scozzese Ian Mathie che purtroppo è mancato, era malato da tempo ma nella sua scrittura non traspariva nulla della sua sofferenza. Aveva vissuto tanti anni in Africa e scriveva questi racconti esotici in cui ritrovavi la bellezza di un mondo lontano che grazie a lui vibrava di una luce nuova. E poi sapeva cogliere l’aspetto ironico di ogni cosa, era leggero e profondo.

Ho scritto parecchie recensioni su scrittori (giovani, meno giovani, emergenti) che ho conosciuto in rete e che raramente ho incontrato nella vita reale.

Tra i pochi vantaggi dell’invecchiare c’è quello di finalmente imparare a seguire la tua natura, il tuo istinto-bussola rodato da molteplici imprevisti di percorso che poi con l’età ri-definisci come esperienze.

Occhio per occhio e il mondo diventerà cieco, insegna Gandhi, meglio tacere che cadere nella trita teatralità del pizzino ripicca che ormai è diventato suo malgrado un classico che vende.

Ringrazio chi continua a passare da queste parti, ognuno con le sue ragioni, «Sao ko kelle terre, per kelle fini que ki contene, trenta anni le possette parte Sancti Benedicti.».

Un abbraccio speciale alla mia consigliera preferita.

Perché invece io continui a scrivere è una domanda che mi sono posta e che rimane costante nel tempo.

Perché mi piace.

May You Live in Interesting Times 58esima Biennale di Venezia

Quest’anno, la Biennale di Venezia curata da Ralph Rugoff, presenta delle novità rispetto alle scorse edizioni. Meno paesi partecipanti, 79 in tutto, molti eventi collaterali che sono delle occasioni per esplorare la città in zone fuori dai soliti circuiti turistici, e per la prima volta gli artisti selezionati espongono le loro opere sia ai Giardini che all’Arsenale. Spesso riconoscerete la stessa mano, ma in molti casi rimarrete stupiti per l’esito dei risultati.

Farne un riassunto è impresa pressoché ardua, anticipo già che c’è un livello di cupezza che fa sospettare che i tempi “interessanti” siano altro al di là del gioco di parole sul finto anatema cinese e sul rapporto con le fake news. Indubbiamente gioca un ruolo importante la tecnologia, la rete di connessioni che hanno stabilito altri tipi di interazioni, e hanno modificato per sempre il nostro modo di rapportarci online e offline, segnali di suoni che ci distraggono, a volte ci confondono, altre ci destabilizzano e lasciano un senso di vuoto incolmabile.

Che ruolo ha l’arte in un mondo che fa presagire spesso scenari apocalittici? Inquinamento ambientale, riscaldamento globale, periferie e centri storici abitati da rifiuti, mancanza di prospettive, abbandoni, violenza, identità che non vogliono essere imbrigliate in contesti di genere, luoghi non luoghi, sogni appesi a un esile filo di speranza che si coglie a tratti, tanto dolore, troppo.

Le immagini sono forti, ci sono menomazioni, gabbie che stanno per esplodere, strani marchingegni che tentano di raccogliere pozze rosse come sangue, cancelli che sbattono sgretolando muri, pupazzi appesi come marionette inermi, fermate di autobus con foto di ragazze scomparse mai più ritrovate, inquietanti case di bambole, maschere deformate, il relitto del naufragio sulla costa siciliana del 2015, Barca Nostra, stazionata sulla riva dell’Arsenale di fronte a una piazzola di ghiaia, una tomba a cielo aperto, voluta da Cristoph Büchel.

Menzione speciale l’hanno avuta il Belgio con l’installazione MONDO CANE, l’artista greca Haris Epaminonda con le sue sculture tempio che esplorano realtà parallele. Leone d’oro il video The White Album di Arthur Jafa, un riassunto di violenza e razzismo che documenta le tensioni all’interno della società americana. Ritorna Arthur Marclay che aveva vinto il leone d’oro con l’installazione Clock, un omaggio allo scorrere del tempo che passa insieme a noi, quest’edizione presenta un collage di video di guerra, 48 video di guerra montati a cornice e selezionati solo in base alla nitidezza dell’immagine, dalla guerra civile americana alla guerra in Iraq, in un circolo continuo che non ha né inizio né fine. Impressionante la video installazione del giapponese Ikeda sull’universo dei dati. Sofferente il mondo sonoro di Shilpa Gupta, un omaggio a 100 poeti che sono stati imprigionati per le loro idee, For, in your tongue, I cannot fit.

La Lituania si aggiudica il Leone D’Oro con l’installazione dal vivo Sun & Sea, una spiaggia ricreata a Castello, fuori dall’Arsenale, con tanto di performance live che si tiene tutti i sabati (chi volesse partecipare può far parte dei bagnanti, basta contattare padiglione per ricevere istruzioni su cosa portare e come vestirsi, volendo si può cantare fino a Ottobre).

Ci sono anche varie app per conoscere la visione di Venezia nella realtà aumentata di Scott Barren o seguire Bob (Acronimo per Bag of Beliefs-Borsa di Credenze) una creatura virtuale che potrebbe riservare parecchie sorprese o sperimentare le visioni di Dominique Gonzalez-Foerster.

Strepitosa la mega ragnatela di Tomás Saraceno, che ha ricreato un’enorme tela nuvola dentro una scatola nera, la sua aracnomanzia ci accoglie con cautela mentre il Padiglione Centrale fuma grazie all’intervento di Lara Favaretto, Thinking Head. All’interno del Padiglione Centrale nei Giardini, l‘Angelo del Foyer, ologramma di Cyprien Gaillard che richiama l’omonimo quadro di Max Ernst ci avverte da subito che saranno tempi “interessanti”, non forse come avremmo immaginato.

Siete pronti?

Giornata mondiale del libro – 23 Aprile

Oggi il bardo compie 455 anni, è l’anniversario della morte del sommo Cervantes, il libro di oggi deve avere un certo peso. Quale scegliere?

Un libro che continuo a leggere nel corso degli anni e che ha sempre le risposte giuste al momento giusto.

Eccolo qui, con la prefazione di Carl Gustav Jung, mi ha seguito in tutti i miei traslochi, è per me un compagno fidatissimo. Da consultare sempre con grande soddisfazione anche quando la sentenza non è tra quelle che si vorrebbero sentire. Ci vogliono anni per capirlo, bisogna studiarlo per imparare a decifrarlo, non avere pregiudizi e affidarsi al principio di sincronicità. Jung inizialmente aveva perseguito l’idea di scrivere una presentazione più corposa ma era stato vivamente sconsigliato dall’oracolo, non era ancora arrivato il momento, non sarebbe stato capito. La scelta era comunque legata alla volontà di un approccio individuale, “l’antica saggezza dell’Oriente dà la debita importanza al fatto che l’individuo intelligente chiarisca i propri pensieri, ma non ne dà nessuna alla maniera in cui lo fa.” [1]

Un’opera antica e profonda, si dice scritta da quattro santi: Fu Hsi, il re Wên, il Duca di Chou e Confucio.

I Ching 1

 

§

[1] p. 33 tratto da I Ching, Edizione Adelphi, 1995, Milano, Traduzione a cura di Bruno Veneziani e A. G. Ferrara

Buon Anno e buone letture!

 

Sempre più spesso nel luogo dove mi trovo un uomo senza volto mi compare davanti e mi si ferma accanto ancora più a lungo di quanto io possa sopportarlo. È un uomo alto e asciutto, vestito con eleganza, una lunga stretta redingote di velluto nero liscia e senza pieghe, pantaloni attillati dello stesso colore e dello stesso tessuto della giacca, camicia di seta bianca, scarpe con fibbie d’argento, un tricorno fuori moda che in parte copre la superficie vuota e piatta del suo viso…

[La Taverna del Doge Loredan, Alberto Ongaro, Edizioni Piemme 2004]

 

 

Qui si inizia il 2019 con un grande classico su cui vi aggiornerò prossimamente su questi schermi…lettura imperdibile TO BE CONTINUED

 

Natale e dintorni #2

Le idee e la comprensione crescono e maturano come le piante; non serve trafficare troppo attorno ad esse. Pavel Florenskij

Quest’anno ho scritto poco, non sono riuscita a superare la media dell’anno scorso, circa due articoli al mese. Il blog continua a vivere e lottare insieme a voi, sempre fluttuante, costante nel tempo.

La Compagnia è stata varia: Wallace Stevens, Venezia, migliaia di turisti, San Valentino, Casanova, gli alieni Kanamiti, Jiro Taniguchi, Reginald Bliss, i classici Disney, MarcoTopo, La Baronessa Orczy e la sua Primula Rossa, Astarte e la Prosopopea, la Storia Universale Disney, Topalbano, Pascal, Bordiga, IUAV, Ang Lee, Richard Parker, Pi, Emily Dickinson, FreeSpace ai Giardini e all’Arsenale, Isola di San Giorgio Maggiore, il Vaticano alla Biennale, Tintoretto, Carlo Scarpa.

Ora finalmente si avvicina la meritata pausa natalizia, vi auguro di trascorrerla nel miglior modo possibile. Buone Feste a tutti ovunque voi siate!


Untitled (Anarchitecture) ©Gordon Matta-Clark

Powered by WordPress.com.

Up ↑