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November 2013

Good boy bad boy

Bruce Nauman Human/Need/Desire

Il titolo si riferisce a una video installazione storica, che risale al 1985, crudele e ironica, di Bruce Nauman, noto artista americano, originario dell’Indiana, nelle foto si fa ritrarre come un vecchio cowboy, occhi azzurri chiari e luminosi quasi inquietanti, lavora da sempre con la tecnologia, il neon e il corpo. Due monitor a colori su due piedistalli, un uomo e una donna recitano due copioni, cento frasi in tutto, alternando frammenti di discorso identici, spesso fuori tempo tra loro. Forse il pubblico ascolta…o forse rivedere un dialogo tra sordi diventa insopportabile.

Le tue convinzioni creano la tua realtà

Good boy bad boy

Bruce Nauman Human/Need/Desire

Il titolo si riferisce a una video installazione storica, che risale al 1985, crudele e ironica, di Bruce Nauman, noto artista americano, originario dell’Indiana, nelle foto si fa ritrarre come un vecchio cowboy, occhi azzurri chiari e luminosi quasi inquietanti, lavora da sempre con la tecnologia, il neon e il corpo. Due monitor a colori su due piedistalli, un uomo e una donna recitano due copioni, cento frasi in tutto, alternando frammenti di discorso identici, spesso fuori tempo tra loro. Forse il pubblico ascolta…o forse rivedere un dialogo tra sordi diventa insopportabile.

Le tue convinzioni creano la tua realtà

Intervallo con mini sfinge, migliaia di attori

e la splendida Claudette Colbert presentati dal re dei Kolossal, Cecil B. DeMille.

Intervallo con mini sfinge, migliaia di attori

e la splendida Claudette Colbert presentati dal re dei Kolossal, Cecil B. DeMille.

Enjambement

4 Novembre, San Carlo…auguri a tutti i Carlo e Carla in circolazione

L’enjambement, se tradotto come “accavallamento” ricorda un politico che è meglio non ricordare, ma è una figura retorica ricorrente in poesia, e non solo, l’a capo necessario alla fine di un verso che sconfina nel verso successivo.

In tema una strofa tratta da Novembre di Giovanni Pascoli:

…Silenzio, intorno: solo, alle ventate,

odi lontano, da giardini ed orti,

di foglie un cader fragile. È l’estate

fredda, dei morti.

Inutile dire che “del prunalbo l’odorino amaro senti nel cuore” rende l’idea di una felicità momentaneamente allontanata. Novembre si presenta così: timidi raggi di sole che ti mettono di buon umore – ogni anno ci illudono con la storia dell’estate di San Martino – alternati a nebbie grigiastre dove la malinconia del paesaggio prende il sopravvento e a tratti ti contagia.

Riferito agli impegni quotidiani l’enjambement di solito comporta un cambio repentino di scenario non voluto, una raccomandata non richiesta che arriva di lunedì, il più delle volte un salto nel buio che ti obbliga ad andare a capo con una soluzione nuova, anche se non hai ancora la minima idea di come affronterai la nuova realtà. Eppure il segreto è tutto in quella frattura necessaria tra un verso e l’altro, uno sconfinamento sempre meditato a lungo, in apparenza spontaneo ma che di fatto racchiude ed esclude molto altro, pensieri, circoli viziosi, paure, desideri, resistenze. E allora già prima di incominciare a mettermi a compilare noiose relazioni, alimento il senso del dovere con mondi sonori necessari.

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