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September 2016

San Girolamo

30 Settembre | San Girolamo | Patrono dei Traduttori

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[A Calendar of Saints, James Bentley, Little, Brown & Company, 1997]

Esperienze di traduzione ovvero come perdere ore di sonno per rincorrere una parola..Un esempio illustre da Dire quasi la stessa cosa di Umberto Eco:

Nel tradurre Sylvie di Nerval ho dovuto rendere conto del fatto che, come dice il racconto, sia le case del villaggio dove viveva la protagonista, Loisy, che la casa della zia, che Sylvie e il Narratore visitano a Othys, sono delle chaumières. Chaumière è una bella parola che in italiano non esiste. I traduttori italiani hanno variamente optato per capanna, casupola, casetta, o piccola baita, e Richard Sieburth traduce cottage.

Ora il termine francese esprime almeno cinque proprietà:

una chaumière è (i) una casa da contadini, (ii) piccola, (iii) di solito in pietra, (iv) dai tetti di stoppia, (v) umile. Quali di queste proprietà sono pertinenti per il traduttore italiano? [1]

Dopo lunghe trattative si perde inevitabilmente qualcosa..Eco decide per casupola che altrove diventa casetta di pietra con variazioni di significato nel corso della narrazione, scegliendo di volta in volta connotazioni perse nello scarto iniziale di senso. Sieburth, il traduttore inglese, è stato più fortunato, poteva utilizzare cottage, parola-ventaglio.

Dire quasi la stessa cosa, ma mai la stessa cosa, alla ricerca di un equilibrio sottile e mutevole. Decifratori di enigmi per solutori abili.

§

[1] Tratto da Dire quasi la stessa cosa, U. Eco, Bompiani, 2003, pp. 83-85.

 

 

 

 

 

#Gulliver #IIpuntata

Devo lamentare che le carte sono mischiate male fin quando non ho una buona mano

Si riparte con Gulliver chiuso in un tempio incatenato dai lillipuziani..

L’imperatore è alto come un’unghia di Gulliver – Gulliver questa volta è sobrio. Naso aquilino, virile nel suo piccolo, corona decorata a dovere con pietre preziose e una piuma, e una veste orientale ma anche vagamente europea, non parla nessuna lingua che Gulliver conosca. Gulliver gli rivolge la parola prima in tedesco e in olandese, poi in francese, spagnolo, latino – come ultima spiaggia – con scarsi risultati, viene preso a frecciate, si difende come può, e messo alle strette lancia lillipuziani fuori dalle tasche come insetti fastidiosi. Dopo tutto la guerra è guerra.

Nel regno si è sparsa la voce dell’arrivo di questo strano essere, difficile da nutrire per dimensioni e peso, e di cui l’imperatore non sa che farsene, non sanno come liberarsi della sua carcassa, hanno pure paura che il cadavere provochi delle epidemie. Dopo complesse trattative, scelgono un approccio più amichevole.

Viene dato ordine a seicento lillipuziani di accamparsi notte e giorno fuori dalla mole di Gulliver. Trecento hanno il compito di cucirgli un vestito adeguato alle mode del tempo – la moda è sempre stata di moda – sei maestri tentano di insegnargli il lillipuziano – when in Lilliput do as the Lilliputians do. Il lillipuziano non è poi così difficile, dopo tre settimane Gulliver comincia a capire qualcosa al punto che firma un accordo di pace con il non più temibile capo dei lillipuziani. Viene redatto un inventario dei suoi effetti personali, classificati come oggetti dell’uomo-montagna. Gulliver ci informa che per accedere al servizio di segretario di corte bisogna fare una danza con la corda, chi salta più in alto, vince il posto. Esercizio fisico politico.

Rompe la routine dei “divertimenti” uno strano ritrovamento, una massa informe nera che i Lillipuziani temono come un’epidemia. Trattasi del cappello malandato di Gulliver scampato anch’esso al naufragio. Viene siglato un accordo con l’imperatore di Lilliput che ha un nome facile da ricordare: GOLBASTO MOMAREN EVLAME GURDILO SHEFIN MULLY ULLY GUE. L’uomo montagna si impegna a non lasciare la sua abitazione se non previo consenso del Grande Capo e a difendere qualora venga richiesto il regno lillipuziano, vitto e alloggio incluso. Il cibo fornito segue una strana proporzione calcolata secondo la matematica dei lillipuziani, occhio e croce, porzioni corrispondenti a 1728 pasti lillipuziani. Gulliver è perplesso, ma una volta ottenuta la sua libertà, chiede di poter visitare la capitale del regno, Mildendo.

Una città minuscola si intende, modesta nelle sue dimensioni, che Gulliver rischia di radere al suolo con il bordo del suo mantello. Il centro viene caldamente evitato ma riesce a vedere da una finestra il viso stupito dell’imperatrice. Prima di andare a fare visita al palazzo del capo, si mette a costruirsi due sgabelli per potersi sedere, tre giorni perso nel bosco a tagliare legna.

Una volta tornato al palazzo il capo gli fa sapere che temono un’invasione da un altro regno, gli abitanti di Blefuscu – non sono dei vampiri della Transilvania ma leggo in nota un riferimento alla Francia. Lotte intestine per la rottura delle uova – per non dire altro – in realtà una metafora di Swift sulle guerre religiose tra Inghilterra (Lilliput) e Francia (Blefuscu). Gulliver non vorrebbe essere messo in mezzo, ma offre il suo sostegno se e qualora verrà richiesto.

Il pericolo è dietro l’angolo, la tanto temuta invasione sta per iniziare, Gulliver scorge in lontananza una flotta di nemici in marcia. Un’impresa tutto sommato fattibile, lancia degli arpioni in mare e comincia a legare le navi tra loro..Ore contate per i naviganti di Blefuscu che si devono arrendere all’inevitabile sconfitta. Seguono trattati di pace, e Gulliver ormai è quasi diventato consigliere ufficiale dell’imperatore.

Per chi nel frattempo si chiedesse ma gli animali di Lilliput sono piccoli come i lillipuziani? Gulliver informa che sì, e noi facciamo finta di credergli.

Il viaggio continua..

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LAS ALFOMBRAS VOLADORAS DE CLAUDIA BONOLLO Y WANDA ROMANO PARA MONAMOUR NATURAL DESIGN EN ESTAMPA 2016

Qui si vola alto anzi altissimo! Complimenti a Claudia Bonollo, Wanda Romano, Denis Broduries e naturalmente Monamour Natural Design che saranno presenti anche quest’anno a Estampa 2016, Madrid, dal 22 al 25 Settembre 2016.

I Viaggi di #Gulliver #Ipuntata

Riprendo il resoconto dettagliato di Lemuel Gulliver..il viaggio non sarà breve, armarsi di coraggio: quattro parti, trentanove capitoli, centinaia di note, e molta anzi moltissima pazienza.

Già dal primo capitolo Lemuel tiene a precisare che gli inizi non sono stati facili, dopo gli studi a Cambridge, visto che i soldi per le rette scarseggiano, il padre, proprietario di una piccola magione nel Nottinghamshire, affida il figlio quattordicenne a un chirurgo di Londra, James Bates, da cui rimane quattro anni. Gli studi continuano a Leyden per diventare medico di bordo sulla nave Swallow, dove viene assunto per circa tre anni, ritorna di nuovo a Londra e si sposa con Mary Burton. Viaggia nelle West Indies, cambia casa, perde l’appoggio del maestro di studi Bates che muore, e dopo vari lavori arriva una proposta che sembra promettente, accetta l’offerta del Capitano William Prichard e si imbarca da Bristol sulla nave Antelope, direzione mari del Sud..East Indies, il 4 maggio del 1699.

A novembre la nave viene inghiottita da una terribile tempesta, sei membri dell’equipaggio dispersi tra le onde e Lemuel in lotta tra la vita e la morte ma fortunato al punto da trovare un’ancora di salvezza su un’isola sconosciuta. Lo salva anche mezza pinta di brandy miracolosamente scampato al naufragio, che Lemuel si scola mentre vaga stordito nell’erba e poi si addormenta esausto. Ci informa con precisione medica che dorme per nove ore, si sveglia grazie alla luce abbagliante del giorno e non è un bel risveglio, non si può muovere, ha mani e piedi legati. Il sole batte forte e c’è una strana creatura che lo tormenta con un piccolo arco, non è l’effetto del brandy, l’essere minuto è basso sei pollici, circa 15 cm, non è solo, è in compagnia di un esercito di esseri piccoli come lui. Chi sono?

Primo fonema che sente è Tolgo phonac (?)- poi dicono che le lingue non servono – oltre a centinaia di frecciatine in senso reale e figurato che fanno il solletico di una formica. Il bombardamento si ferma dopo qualche minuto, sente da una minuscola impalcatura questa imprecazione – che è sicuro venga ripetuta varie volte – Langro dehul san (per la spiegazione dobbiamo attendere), ancora non è chiaro cosa stia succedendo fino a che si avvicina il capo, Hurgo, che fortunatamente parla la sua lingua e passeggia comodamente con il suo seguito sul suo corpo. Lemuel urla che ha fame. Le provviste sono quelle che sono, ma Hurgo dà ordine che venga saziato, le porzioni sono incredibilmente piccole, e Lemuel riesce a bere mezza pinta di un vino che ha un sapore famigliare, Borgogna o qualcosa di simile..il Re gli monta sul viso e parla per dieci minuti di fila in una lingua aliena. Lemuel gli fa sapere che vuole essere lasciato libero. La richiesta viene momentaneamente respinta e Lemuel, sedato dal vino, si addormenta per altre otto ore. Si sveglia su un carro enorme, per colpa di uno starnuto provocato da un’ispezione della narice rischia di inondare parte della popolazione minuta. Prigioniero in un tempio di Lilliput…

TO Be CONTINUED..STAY TUNED

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I Viaggi di #Gulliver #Ipuntata

Riprendo il resoconto dettagliato di Lemuel Gulliver..il viaggio non sarà breve, armarsi di coraggio: quattro parti, trentanove capitoli, centinaia di note, e molta anzi moltissima pazienza.

Già dal primo capitolo Lemuel tiene a precisare che gli inizi non sono stati facili, dopo gli studi a Cambridge, visto che i soldi per le rette scarseggiano, il padre, proprietario di una piccola magione nel Nottinghamshire, affida il figlio quattordicenne a un chirurgo di Londra, James Bates, da cui rimane quattro anni. Gli studi continuano a Leyden per diventare medico di bordo sulla nave Swallow, dove viene assunto per circa tre anni, ritorna di nuovo a Londra e si sposa con Mary Burton. Viaggia nelle West Indies, cambia casa, perde l’appoggio del maestro di studi Bates che muore, e dopo vari lavori arriva una proposta che sembra promettente, accetta l’offerta del Capitano William Prichard e si imbarca da Bristol sulla nave Antelope, direzione mari del Sud..East Indies, il 4 maggio del 1699.

A novembre la nave viene inghiottita da una terribile tempesta, sei membri dell’equipaggio dispersi tra le onde e Lemuel in lotta tra la vita e la morte ma fortunato al punto da trovare un’ancora di salvezza su un’isola sconosciuta. Lo salva anche mezza pinta di brandy miracolosamente scampato al naufragio, che Lemuel si scola mentre vaga stordito nell’erba e poi si addormenta esausto. Ci informa con precisione medica che dorme per nove ore, si sveglia grazie alla luce abbagliante del giorno e non è un bel risveglio, non si può muovere, ha mani e piedi legati. Il sole batte forte e c’è una strana creatura che lo tormenta con un piccolo arco, non è l’effetto del brandy, l’essere minuto è basso sei pollici, circa 15 cm, non è solo, è in compagnia di un esercito di esseri piccoli come lui. Chi sono?

Primo fonema che sente è Tolgo phonac (?)- poi dicono che le lingue non servono – oltre a centinaia di frecciatine in senso reale e figurato che fanno il solletico di una formica. Il bombardamento si ferma dopo qualche minuto, sente da una minuscola impalcatura questa imprecazione – che è sicuro venga ripetuta varie volte – Langro dehul san (per la spiegazione dobbiamo attendere), ancora non è chiaro cosa stia succedendo fino a che si avvicina il capo, Hurgo, che fortunatamente parla la sua lingua e passeggia comodamente con il suo seguito sul suo corpo. Lemuel urla che ha fame. Le provviste sono quelle che sono, ma Hurgo dà ordine che venga saziato, le porzioni sono incredibilmente piccole, e Lemuel riesce a bere mezza pinta di un vino che ha un sapore famigliare, Borgogna o qualcosa di simile..il Re gli monta sul viso e parla per dieci minuti di fila in una lingua aliena. Lemuel gli fa sapere che vuole essere lasciato libero. La richiesta viene momentaneamente respinta e Lemuel, sedato dal vino, si addormenta per altre otto ore. Si sveglia su un carro enorme, per colpa di uno starnuto provocato da un’ispezione della narice rischia di inondare parte della popolazione minuta. Prigioniero in un tempio di Lilliput…

TO Be CONTINUED..STAY TUNED

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