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July 2015

#Wales at the Venice Biennale: …the rest is smoke

…the rest is smoke

Helen Sear represents Wales, the exhibition runs at Santa Maria Ausiliatrice, Castello 450, near via Garibaldi.

The title is a quote from a Latin inscription taken from Andrea Mantegna’s St. Sebastian (Nothing is stable if not divine. The rest is smoke). Exploring art and its different media in relation to temporality and unimportant level of human existence.

A must-see.

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What are you waiting for?

For more info on walks and tours cbvenicebyvenice@gmail.com

One book in one tweet #25 Leggeri ma non troppo

25-125

La politica di Aristotele

La polis è una comunità di cittadini, interamente indipendente, cementata da culti, retta da nomoi. Poi le cose si complicano.

Tudor London Visited di Norman Lloyd Williams

Se qualcuno osa chiedervi: ma come era Londra ai tempi dei Tudor? Un tour de force, dal biografo di Sir Walter Raleigh con amore.

Il pensiero filosofico e morale di Arthur Schopenhauer

Il mondo come rappresentazione, volontà, arte, noia, dolore e gioia, etica della pietà, vie della liberazione, critica dell’ideologia.

The Blind Assassin di Margaret Atwood

L’assassino cieco non dimentica. Il ricordo nel ricordo oltre il ricordo. Indaga Iris Chase.

Il teorema del Pappagallo di Denis Guedj 

La matematica e i libri. Dallo zero a zefiro il passo è breve. Sunya in sanscrito significa vuoto, l’arabo sifr diventa in latino zephirum.

 

Tiramisù (Pick me up)#Venetianrecipes

There are lots of variations of this famous Venetian pudding. The original recipe was created in Treviso by the chef Roberto Linguanotto aka Loli.

No marsala, no liqueur, here are the ingredients:

12 egg yolks
½ kg of sugar
1 kg of mascarpone
savoiardi (lady fingers)
espresso coffee, cooled
cocoa powder

Action

First prepare a large moka, pour the coffee into a bowl and let it cool.

Beat the egg yolks with the sugar until you get a creamy mix, then add the mascarpone. Quickly dip the savoiardi in the coffee, one at a time, and line the bottom of a glass dish with a layer of savoiardi, top with half of the mascarpone mix, and then add another savoiardi layer, then the remaining mascarpone and a final dusting of cocoa powder.

Chill in the fridge for about 4 hours, then serve and enjoy!

§

For more info on walks and tours cbvenicebyvenice@gmail.com

Interviste Probabili: 3. Gerolamo Cardano

Stavo per sedermi sulla poltrona in libreria, quando dallo scaffale cade un libro. Mi giro, non sono sola. La sagoma di un uomo con la barba e i baffi arricciati, coperto da un mantello inappropriato per il clima estivo, mi fissa con aria perplessa. Invece di reagire, rimango ferma al mio posto. Non si sa mai cosa fare con un fantasma, la paura si trasforma subito in prudenza. Il fantasma fissa la copertina e dice:

Che strana edizione, l’avevo intitolato Synesiorum somniorum libri.

Faccio fatica a crederci, il libro è di Gerolamo Cardano, filosofo, matematico, astrologo, alchimista, medico, grande giocatore d’azzardo del Cinquecento. Considerato il padre della teoria della probabilità, ha scritto un saggio sul gioco dei dadi, pubblicato postumo – meglio evitare argomento morte e riprendere la conversazione.. L’hanno tradotto il secolo scorso in italiano da un’edizione tedesca stampata nel 1563, semplicemente con Sogni. Opera complessa.

Molti scettici, immagino. Mi hanno tormentato in vita. Un lavoro a cui ho dedicato anni, non si può pretendere di arrivare a una conoscenza perfetta, contenere nel finito l’infinito.

De aleae ludo ha suscitato molte polemiche. 

Era prevedibile, ho perso fortune al gioco dei dadi, qualcun altro ha elaborato due secoli dopo la teoria dei grandi numeri, partendo da una mia intuizione.

In pratica lei insegnava a barare.

In realtà tentavo di bilanciare le ingiustizie delle perdite. Mi sono concentrato sulle combinazioni possibili nel lancio dei dadi, dopo aver sperperato molti denari. “In sex revolutionibus singula puncta evenire deberent” (su sei lanci dovrebbero presentarsi tutti e 6 i valori), vale a dire che i valori nel lancio di un dado sono equiprobabili ( p = 1/6 ). L’equiprobabilità è basata sulla simmetria del dado stesso.

Cosa l’affascinava dell’azzardo?

Il tempo perduto a inseguire il caso, 25 anni al gioco dei dadi. Un amore amaro.

E il suo rapporto con l’arte divinatoria dei sogni?

Mi ponevo in contrasto con quanto sosteneva Cicerone, per me i sogni sono un dono, un dono mandato da Dio.

In quest’ottica come si valutano allora i sogni falsi?

Esistono anche i sogni turbolenti. Bisogna imparare a distinguerli, alcuni sono residui di memorie diurne. 

I sogni che si dimenticano per lei sono tutti veri?

Sì, non sono legati necessariamente alla narrazione. Certi sogni restano difficili da interpretare, proprio per la loro mescolanza con i ricordi del passato. Tra questi un mio sogno famoso..

Quale?

Sognai che avevo consegnato tutti i miei anelli – a parte due, uno di ametista e un altro di poco valore con una pietra rossa – a dei mercanti spagnoli, convinto da un gioielliere che non conoscevo nel sogno. Il gioielliere al suo ritorno contava soldi, non mi dava nulla ma diceva che due giorni prima aveva venduto i miei gioielli. Continuava a dire che aveva fatto un affare, che si era accordato per ricevere i soldi dopo due anni in oro senza nessun impegno scritto. Uno dei mercanti era un tessitore di seta, l’altro non si ricordava di cosa si occupasse. Quando mi comunicò il prezzo, replicai che io stesso li avrei venduti a un valore più alto, e che non mi aveva dato nessuna garanzia che il prezzo pattuito fosse rispettato. Lui replicava che non mi aveva obbligato, che mi aveva solo convinto, perché di fatto erano affari miei. La cosa mi sembrava piuttosto improbabile, immaginavo che le mie pietre fossero ancora al sicuro nel forziere, ma il gioielliere insisteva che le pietre non c’erano più. A quel punto non ricordandomi il suo nome, glielo richiesi e lui rispose Stefano..Stefano Metz (città assediata dall’imperatore). Allora chiesi dove abitasse, mi disse che non stava a Milano e che non aveva una fissa dimora e che sarebbe andato ad abitare in un quartiere con un monastero con le vergini. Nel sogno vedevo un galletto legato a un elefante e una belva simile a una pantera, da cui mi tenevo alla larga. All’alba la serva Geronima – che non c’era più – dava del pane agli animali e mi ricordai che la sera prima avevamo parlato dei gioielli. Il sogno serviva a dissuadermi di qualcosa di cui mi sarei pentito, un guadagno poco sicuro, e che avrei rischiato la follia nel pensare di arricchirmi. Invece il significato delle belve mi fu chiaro quando le comparai alla figura della vecchia serva che le accudiva, due bestie giovani, l’elefante, il figlio, la fiera, un giovane versatile, famoso per l’eleganza dei suoi studi musicali. Mi ero convinto che tutti gli aspetti di questa storia si riferissero al nome e cognome di un principe. “Servirò un principe e sarò ricompensato, anche se ora non ho nulla” – questo è quello pensai esaminando il sogno.

Un sogno fondamentale per la sua onirocritica.

Devo tutto al mio maestro Sinesio, andare a caccia di analogie con la consapevolezza della precarietà delle vicende umane.

Ripenso al quarto album dei Led Zeppelin, ZoSo, il cui simbolo pare sia derivato da un libro di Gerolamo Cardano in riferimento al sigillo magico di Saturno, note diverse ma pur sempre note. Cerco di non sorridere al confronto rock, Cardano si risistema il mantello e prima di congedarsi, aggiunge:

Il più grande vantaggio nell’azzardo è non giocare affatto.

Detto da un esperto, è un saggio consiglio. Tempo per altri sogni..se il sogno dovesse ripetersi, sarebbe davvero un azzardo.

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Per chi fosse interessato al libro, Gerolamo Cardano, Sogni, a cura di Agnese Grieco e Mauro Mancia, Saggi Marsilio, 1993. Per il sogno famoso pp. 159-161.

Independence Day: 4 luglio

I barbecue all’aperto contrastano con la faccia triste di Tom Cruise nel film di Oliver Stone, quel fantasma di un dolore che si vorrebbe dimenticare e che ti insegue mentre stai ingoiando i mali del mondo addentando un doppio cheeseburger con patate fritte.

Obama è invecchiato in modo impressionante, Michelle è radiosa come non mai. In Grecia siamo alla vigilia del referendum-resa, un oxi piegato alle logiche di un sistema bancario programmato male che probabilmente si trasformerà in un tragico sì, come quando viene il torcicollo, si dice sì ma si vorrebbe dire no.

E così mentre l’America festeggia a modo suo la sua remota indipendenza dalla Gran Bretagna nel 1776, isola che vive in un loop temporale tutto suo, al di sopra di ogni sospetto, noi restiamo il Continente, una cozzaglia di stati che si chiamano Europa che hanno un unico punto in comune: non siamo d’accordo su nulla. Chi ci rappresenta si riunisce in assemblee incrinanti dove discute per ore parlandosi sopra e alla fine ritorna a casa con in tasca la promessa di un’altra assemblea a data da destinarsi, visto il comma bis dell’articolo x della legge H8bis, si veda legislazione del 1979 secondo il comma 2 punto che andrebbe riveduto.

Dall’altra parte del mare arrivano ondate di migranti che tentano una nuova vita, rischiando la propria. Molte volte va male, altre si tocca terra e inizia un’altra vita di problemi. Litighiamo persino per la spartizione dei migranti: un tot. all’Italia, un tot. alla Francia che non li vuole, l’Inghilterra non se ne parla nemmeno, full, la Germania ha già tutto organizzato fino al 2072, la Polonia lo esclude nella maniera più totale, la Spagna vorrebbe ma non può.

Siamo riusciti a creare una nuova posizione sociale, badante. Una semi-libertà vigilata a casa di un estraneo. Mezza giornata libera e la domenica nel parco con le altre amiche badanti a sfogarsi nella loro madrelingua. Nel frattempo centinaia di cinesi stipati in magazzini segreti confezionano borse e scarpe, ventiquattr’ore su ventiquattro.

“Bisogna innovare, bisogna innovare”, ti ripetono i fanatici delle start-up, i facilitatori di impresa. Tutto sembra facile, hai un’idea, la sviluppi, fai rete, se vuoi te la fai finanziare con il crowdfunding. E tu ti senti un coglione codardo che sta sprecando risorse indicibili mentre potresti far fiorire commerci nelle galassie là fuori, ti fai subito contaminare dall’euforia di un esploratore che ha scoperto una nuova miniera di pepite nel Klondike. Bisogna essere mobili, veloci, connessi a un mondo che cambia, aprirsi, aprirsi e aprirsi.

Apri una pagina web che avresti voluto chiamare Klondike.net e ti eri pure fatto il viaggio della rete che ricalca net in inglese, ma appena digiti il nome, scopri come una doccia gelata che Klondike è già stata assegnata. Dopo lo sconforto iniziale, non molli, tenti di ingannare il robot del servizio clienti con scarsi risultati. Al terzo tentativo ti cancellano nome e e-mail in un colpo solo, e che non ti venga in mente di ritentare.

Alla fine di accontenti di un laconico Klond, che fa schifo, direi che peggio di te c’è solo Klout, il misuratore di influenza sul web.

Il primo seguace è l’orso di Yellowstone, un tipo con un avatar dentone con un ciuffo giallo che vende spine subacquee per sommergibili.

Un inizio dai, da cosa nasce cosa..

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