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November 2014

London’s calling #4: Chippies

Luoghi non luoghi superluoghi liberamente rivisitati

Si capisce da subito che la Gran Bretagna è il regno dei ragazzini dal cibo, il classico snack a oltranza che viene spacciato ovunque fuori dal controllo di madri asfissianti, le famigerate crisps, le patatine salate in mono-porzioni che trovi da-per-tut-to, dal newsagent, da Boots, nei corner shops, piccoli bazaar aperti a tutte le ore del giorno, con intere file dedicate alle tavolette di cioccolato – hanno una predilezione per quelle al mou, quelle che ti si attaccano ai denti per sempre, e l’esperienza a volte può essere indimenticabile, per colpa di un morso troppo vigoroso, passi in un secondo dalla gioia al sudore freddo per un’otturazione in bilico, tramortito da un frammento di cioccolato dolcissimo, fuck! Giuri a te stesso che se riesci a liberare il dente, la cioccolata verrà abbandonata, quella al mou si intende. E poi ci sono i chippies, i posti dove si mangiano solo fish & chips, il merluzzo fritto in olio – non indaghiamo troppo in che tipo di olio – con le immancabili patatine fritte che per farti un favore spruzzano di aceto, se non ti piace l’aceto devi essere veloce come un lampo e urlare no vinegar please, prima che sia troppo tardi e ritrovarti con le patatine fritte pieghevoli, acide e molli, a cui aggiungi un po’ di salse per non lasciarle sole; c’è chi mette ketchup e mayonese, chi solo ketchup (io), chi non si fa mancare nulla e ci mette la “brown sauce”, una sostanza viscida marrone all’aroma di sugo d’arrosto, artificiale al cento per cento. Volendo come altra opzione ci sono le salsicce, assomigliano a quelle che si mangia Pluto, le saveloy, rosse ruggine all’esterno, con una carne rosata all’interno, pare che ci sia del maiale, forse anche cervello di maiale, speziato come si deve, meglio non chiedere, si mangiano di gusto, in alternativa al merluzzo, ovviamente con le salse, quello che non ammazza, ingrassa. Costo irrisorio rispetto a una cena, ci sono anche i ristoranti di fish & chips di lusso, non è la stessa cosa, di certo non è un piatto che ti fai a casa, lo divori così senza neanche un perché, il fegato a lungo andare te lo fa sapere che vorrebbe anche qualcos’altro, ma tu lo ignori, e magari ci bevi pure una birra per dimenticare il grasso. E poi ci sono i fanatici dei panini, i tramezzini, c’è gente che è peggio di Poldo, divoratrice full-time di panini, che hai mangiato per pranzo? Un panino, il solito. Noi italiani invece ci beccano subito, a Soho in coda per dei tortellini da Camisa, o a cambiare il filtro della macchinetta del caffè che ti costa una barbarità, ma vuoi mettere il caffè con la macchinetta di quello filtro che ti sciacqua le budella? Alla fine ci frega sempre questa mania ancestrale della ricerca degli ingredienti, del resto anche le Florentine eggs, le uova con gli spinaci, sono un’invenzione della Borgia, esperta di veleni ma anche di pranzetti succulenti. Loro invece ti fregano con le colazioni negli hotel, che hanno un loro fascino, a ognuno il suo, come ce l’ha Langan’s, la brasserie di Michael Caine a Green Park che era il massimo negli anni ’70 e ora ha lo chef che litiga con il mondo, provare per credere, mentre ti sorseggi un whisky per darti un tono, guardi il menu, e dici, “ah però, forte sto Langan’s” e intanto mediti la fuga con passo felpato…

One book in one tweet #10 Dizionari, volumi e appendici per secchioni

10-50

Oxford Dictionary of Idioms a cura di Jennifer Speake (in cognome veritas)

La Bibbia dello slang formale, le classiche frasi fatte che servono a togliersi dai guai con gentilezza feroce, nice-nice.

Dizionario dei termini filosofici di F. P. Lamanna e F. Adorno

“Flatus vocis” = vedi problema degli Universali. “Hanno una loro realtà per sé stante o non sono che nomi, etichette verbali?” È un dilemma.

The Multilingual Dictionary of Printing and Publishing redatto da Dr Alan Isaacs

Perfettamente inutile. Tipo è uguale in italiano, spagnolo e portoghese, schrift (ted.), type (ingl.), caractère d’imprimerie (fr.).

The Penguin Dictionary of Religions a cura di John R. Hinneus

Qui ogni dubbio è chiarito in ordine alfabetico, e in caso di ulteriori delucidazioni una bibliografia di cento pagine farà il resto.

A Calendar of Saints di James Bentley

Ormai le cene da un prelato sono eventi rari, questa raccolta di agiografie è un vero gioiello, bene illustrato e soprattutto ben scritto.

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Perfettamente inutile. Tipo è uguale in italiano, spagnolo e portoghese, schrift (ted.), type (ingl.), caractère d’imprimerie (fr.).

The Penguin Dictionary of Religions a cura di John R. Hinneus

Qui ogni dubbio è chiarito in ordine alfabetico, e in caso di ulteriori delucidazioni una bibliografia di cento pagine farà il resto.

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POSH = Port Out, Starboard Home*

A Novembre l’atmosfera è un po’ da “alexander platz auf wiedersehen c’era la neeeeeeve”, ecco la neve non è arrivata, il buio pesto alle cinque sì, e guardando il canale, proprio concentrandosi molto, si può sentire l’eco di Lorelei, la sirena di fiume, figura minore rispetto alle sirene inquiete degli abissi, ma più adatta al clima umido di queste campagne urbane che non sono né acqua né pesce…Lorelei si pettina i capelli dorati nei versi sublimi in rima del tedesco romantico Heinrich Heine, e i naviganti naufragano in curve pericolose, “il canto è potente come una malia” e allora io mi ascolto tutt’altra melodia, un pezzo dei Khruangbin, thai-funk texano, ed è subito giorno.

______________________________________

* Non è solo Posh Spice, che vuol dire “elegante”, ma è un riferimento preciso a quale cabina scegliere in viaggio verso l’India, all’andata sul lato sinistro della nave, al ritorno sul destro (tribordo).

POSH = Port Out, Starboard Home*

A Novembre l’atmosfera è un po’ da “alexander platz auf wiedersehen c’era la neeeeeeve”, ecco la neve non è arrivata, il buio pesto alle cinque sì, e guardando il canale, proprio concentrandosi molto, si può sentire l’eco di Lorelei, la sirena di fiume, figura minore rispetto alle sirene inquiete degli abissi, ma più adatta al clima umido di queste campagne urbane che non sono né acqua né pesce…Lorelei si pettina i capelli dorati nei versi sublimi in rima del tedesco romantico Heinrich Heine, e i naviganti naufragano in curve pericolose, “il canto è potente come una malia” e allora io mi ascolto tutt’altra melodia, un pezzo dei Khruangbin, thai-funk texano, ed è subito giorno.

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* Non è solo Posh Spice, che vuol dire “elegante”, ma è un riferimento preciso a quale cabina scegliere in viaggio verso l’India, all’andata sul lato sinistro della nave, al ritorno sul destro (tribordo).

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