Search

venicebyvenice

Making your journey easier

Month

November 2014

London’s calling #6: I casi di Fleet Street

Luoghi nonluoghi superluoghi liberamente rivisitati

Torniamo alla mitica Fleet Street, una volta la strada dell’inchiostro sede dei principali giornali che ora si sono trasferiti nella più tecnologica Canary Wharf e a Wapping (dove un tempo impiccavano i pirati), rimane popolata da avvocati parrucconi settecenteschi, c’è il Tribunale o meglio The Royal Courts of Justice, Temple Bar – anticamente la porta di Londra, progettata da Christopher Wren, l’architetto Scricciolo, dopo l’incendio che distrusse la città nel 1666 – punto di raccordo con lo Strand, strada che costeggia Embankment e il Tamigi, confluisce nel tragitto ad arco di Aldwych e sfocia nella piazza con i leoni di Trafalgar Square. Nelle vicinanze il ponte di Sir Robert Foster che collega la Cattedrale di St Paul’s alla Tate Modern, e rimanendo sullo Strand un altro posto straordinario, Somerset House, galleria di arte, centro per convegni, luogo di incontro per aperitivi tra colonne neoclassiche e fontane a cascate. Chi ama l’horror saprà che Sweeney Todd, il barbiere serial killer bazzicava da queste parti.
L’edificio misterioso dell’area rimane il Tempio dei Massoni, La Loggia, The Lodge, pavimento a scacchi bianco e nero, simbolo dell’incontro tra luce e giorno, vita e morte, bene e male, ordinati in un schema ricorrente nella vita di ogni uomo, museo, biblioteca, visitabile su prenotazione. Quando si nomina il Tempio, partono nella mente spezzoni di film con riunioni segrete, da Sherlock Holmes mentre indaga il caso di Jack lo Squartatore alla scena con le maschere in Kubrick con la colonna sonora inquietante di una messa al contrario di Jocelyn Pook, e non solo, sorprendentemente anche nello spazio, il Sergente Apone, in Aliens, il primo della serie “questa volta è guerra”, nel 2179 porta un anello massonico, con tanto di compasso e squadra, se la cava solo Ripley e a caro prezzo. Al cinema i massoni decidono il destino del mondo in luoghi occulti, che noi spiamo con un misto di timore e curiosità morbosa.
“Hai visto quando gli ha dato la mano?”
“Quando? Dove? Chi?”
“Non l’hai visto? È una scena fondamentale.”
“Se me la ripeti, mi fai un favore.”
“L’anello, l’anello con la Grande G, Il Grande Architetto. E non solo, anche la costellazione dei Gemelli nell’emisfero boreale, Gemini, una sorta di mappa della via di iniziazione.”
E qui capisci che ti sei perso qualcosa per strada, altro che conoscere è ricordare, non ricordi proprio, la memoria fa spazio ad altro. Non è l’anello di Gollum, anche se c’è chi ha tentato di vedere dei paralleli con la simbologia della massoneria persino nel Signore degli Anelli, forse per la mitologia complicata e le prove da affrontare.
Nel frattempo sono già arrivata davanti all’ingresso sontuoso dell’Hotel Savoy, ora c’è pure quel mastino di Gordon Ramsey, un duro ex-giocatore di football in prova tra i colossi dei Rangers che divenne chef per un infortunio al ginocchio, ma questa è un’altra storia…

§

One book in one tweet #12 Trame famigliari

12-60

Il lutto si addice ad Elettra di Eugene O’Neill

Il dramma di Sofocle viene trasferito nel 1865 nel New England. Omicidio, adulterio, incesto, vendetta, i Mannon non ci fanno mancare nulla.

Family Reunion di T. S. Eliot

Le riunioni di famiglia possono essere impegnative, in teoria l’invito è per una festa di compleanno, quando l’obbligo non è più un piacere.

La fine della strada di John Barth

Un professore universitario si trova invischiato con poca convinzione in un triangolo amoroso, anche gli affetti tiepidi fanno danni.

Middlesex di Jeffrey Eugenides

Epica moderna di un ermafrodito raccontata attraverso tre generazioni. Il cambiamento è già in nuce nel titolo, a metà fra due scelte di vita.

Uomini si diventa di Michael Chabon

Come tutte le autobiografie da prendere con le pinze, Chabon si lascia vedere in pantofole con moglie e quattro figli, tenero e furbo.

London’s calling #5: Peckham

Luoghi non luoghi superluoghi liberamente rivisitati

Peckham?

Hai detto Peckham?

Sì, ho detto proprio Peckham, oggi andiamo oltre, oltre a tutto, oltre il Tamigi, a sud-est, direzione Southwark. Intanto qui hanno ambientato una delle sit-com più divertenti, Only Fools and Horses, due fratelli che tirano bidoni, Del Boy Trotter e suo fratello Rodney, in compagnia del nonno, personaggio surreale, che danno ogni tanto ancora in replica. Trotter/David Jason si è poi infilato in un’altra serie, serissima, il soporifero Inspector Frost (L’ispettore Gelo in A Touch of Frost), ma io ogni volta che lo vedo, scoppio a ridere, perché per me è inchiodato al ruolo di Del Boy, un cialtrone simpatico che ha la mania di usare frasi in francese che non hanno senso, strafalcioni giusto per darsi un tono, il fratello Rodney è la versione maschile di Biancaneve, segue sempre con titubanza le imprese deliranti del fratello, ma lo segue; il nonno è forse il più fuso di tutti, un vecchio lupo di mare, assomiglia al nostromo della pubblicità, che osserva con distacco un mondo che va a rotoli. Guardando il paesaggio urbano dal finestrino dell’autobus, le architetture hanno avuto un destino diverso, la via commerciale che include il mercato e negozi vari è un agglomerato fatiscente di edifici divisi per insegne, molto cemento. Ci sono delle eccezioni, una di queste è la Peckham Central Library, biblioteca e centro multimediale progettato da Alsop e Störmer, che ha vinto nel 2000 il premio Stirling per l’Architettura, e organizza spesso eventi culturali.

Proseguendo la strada, tra Brixton e Peckham, c’è un altro gioiello che è bene visitare di tanto in tanto, la Dulwich Picture Gallery, che ha una imponente collezione di quadri antichi: Rembrandt, Rubens, Canaletto, Poussin, Gainsborough, Hogarth, Reni, Guercino, Tiepolo. Nel corso degli anni si è specializzata nella riproduzione di stampe, che si possono ordinare in vari formati, la mecca dei fanatici del poster artistico. I ritratti sono sereni quadri di famiglia, i cani dipinti hanno delle espressioni significative, l’apparente quiete da setting ideale tipica del pittoresco rivela comunque altro, c’è sempre un dettaglio che supera i limiti della rappresentazione, il quadro nel quadro nel quadro. E poi ha una delle più belle sale da tè in circolazione, le facciate in vetro si aprono al paesaggio verde, anche in una giornata fredda e umida, quel prato verde intenso rimane la cornice ideale per ospitare nuovi pensieri, e non c’è bisogno di spiegare nulla, niente calma quanto una decisione presa.

1 ACROSS: Improvised (3, 3, 4)

Off the cuff, evvai!

§ Chasing sheep is best left to shepherds

One book in one tweet #11 Contrasti

11-55

Gladiators (the bloody truth) di Michael Grant

Ai tempi di Domiziano, colpivano duro Achillia e Amazon. Si diceva che il sangue di un gladiatore appena ucciso curasse l’epilessia.

Il turbo e il chiaro di Luigi Meneghello

Saggio sulla traduzione, il titolo è un rimando dantesco, lo turbo turba, il chiaro gradisce, “la cagione non è superficiale”.

Il metodo Mystery di Erin von Markovik

Vale per Mystery. Offrire un punch al sidro può avere effetti indesiderati, bisognerebbe colpire in sette ore, qualche bidone si prende.

The Taste of Portugal di Edite Veira

Imprescindibile. Ricco di ricette gustosissime, i pasteis de nata, i dolcetti alla crema che si mangiano a Belém a casa non vengono.

Pragmatica della comunicazione umana di Paul Watzlawick, Janet Helmick Beavin, Don D. Jackson

“Non sono le cose in se stesse a preoccuparci, ma le opinioni che ci facciamo di esse”. Il fenomeno di riflessività genera il paradosso.

One book in one tweet #11 Contrasti

11-55

Gladiators (the bloody truth) di Michael Grant

Ai tempi di Domiziano, colpivano duro Achillia e Amazon. Si diceva che il sangue di un gladiatore appena ucciso curasse l’epilessia.

Il turbo e il chiaro di Luigi Meneghello

Saggio sulla traduzione, il titolo è un rimando dantesco, lo turbo turba, il chiaro gradisce, “la cagione non è superficiale”.

Il metodo Mystery di Erin von Markovik

Vale per Mystery. Offrire un punch al sidro può avere effetti indesiderati, bisognerebbe colpire in sette ore, qualche bidone si prende.

The Taste of Portugal di Edite Veira

Imprescindibile. Ricco di ricette gustosissime, i pasteis de nata, i dolcetti alla crema che si mangiano a Belém a casa non vengono.

Pragmatica della comunicazione umana di Paul Watzlawick, Janet Helmick Beavin, Don D. Jackson

“Non sono le cose in se stesse a preoccuparci, ma le opinioni che ci facciamo di esse”. Il fenomeno di riflessività genera il paradosso.

Powered by WordPress.com.

Up ↑