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Il senso di Smilla per la neve

Posted on  by Yerakinax Standard

Questo è un libro che ho letto qualche anno fa di Peter Hoeg (ci vuole la o con la barra ma i miei lettori danesi, al momento scrivo zero e riporto zero, mi perdoneranno), talmente tanto tempo fa che ricordo solo il titolo, e poco altro, oltre ai diversi modi di descrivere il bianco, blanc, white, off white, blanco, biancheto, bianco ma proprio bianco, di un bianco, bianchissimo, bianco sporco, bianco lercio, bianco bigio, bianco gelido, bianco lucido, bianco opaco, bianco smunto, bianco ma non troppo, e una frase che ammazza: “Come tu hai il senso di Dio, io ho il senso della neve.”

Era una minaccia?

To pelagò einai vathi – Il mare è profondo

Posted on novembre 30, 2018 by Yerakinax Standard

Il mare è profondo e l’amore è immenso. Questa è una canzone che ho conosciuto grazie a te che ora non puoi più leggermi. C’era già tutto, io la cantavo senza rendermi conto che in quella storia di bambino c’era la tua storia, con il Partenone sullo sfondo, avevi già pensato a tutto, anche al tuo ultimo abbraccio.

Guerra e Pace – la serie

Posted on settembre 3, 2018 by Yerakinax Standard

Mi sto rivedendo la miniserie della BBC. Ce n’è per tutti i gusti. Personaggio alter ego di Tolstoj, Pierre Bezuchov, figlio illegittimo del conte Bezuchov che inaspettatamente eredita tutta la fortuna del padre con relative (rogne) di personaggi interessati e meschini. Tutti lo trattano come un ingenuo di campagna, troppo buono per essere creduto vero. Costretto ad aprire gli occhi, si separa subito dalla moglie che ha una tresca con un essere spregevole che dopo aver mangiato a quattro palmenti, essere stato ospitato come un re, cerca di usurparne il posto. Inspiegabilmente Pierre lo vince in duello, ma Dolochov troverà il modo di dare fastidio ad altri. Il militare psicopatico darà filo da torcere a chi ha la sventura di incrociare il suo cammino. E infatti, dopo il duello con Bezuchov, quando sembra essere sul punto di morte, si piazza dalla famiglia Rostov e cominciano i guai. Sullo sfondo le guerre napoleoniche con manipoli di ussari costretti a sfidare eserciti ordinati pieni di munizioni con armi e forze esigue. E qui spicca Andrej Bolkonskj che al primo attacco ad Austerlitz  viene dato per morto e invece torna a casa, ferito ma vivo. La gioia dura lo spazio di una manciata di secondi perché la moglie Lise muore di parto, dando alla luce un bambino. Tutto da ricominciare.

Nel frattempo Dolochov si è ripreso alla grande e ha rovinato al gioco l’”amico” Rostov che non ha i soldi per pagare i suoi debiti. Mai dare la seconda chance ha chi ha fallito alla prima, questa rimane una regola d’oro.

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