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One book in one tweet #28 Caccia al Tesoro

28-140

Dimmi dove ti fa male e ti dirò perché di Michel Odoul

Libro che aiuta a comprendere meglio il linguaggio del corpo, attraverso elementi di psicoenergetica. Chiarissimo.

Le 5 ferite e come guarirle di Lise Bourbeau

Rifiuto, abbandono, ingiustizia, umiliazione e tradimento. Ce n’è per tutti.

I quattro accordi di Don Miguel Ruiz

Per chi vuole approfondire la saggezza tolteca: ogni volta che qualcuno parla di voi, parla di se stesso.

La psicologia della scrittura di Sante A. Bidoli

Non riconoscerete la vostra ma è un buon segno, considerando le spiegazioni.

Lo Strano Caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde di Louis Stevenson a cura di Vieri Razzini

Scritto di getto, nato da un incubo notturno, secondo la descrizione fornita all’amico Henry James, “il sordido con una sua dignità”.

 

 

 

 

 

 

Elevazioni V – And the beat goes on

Non ch’una battaglia,
ma per voi sarò pronto a farne cento:
di mia persona, in tutto quel che vaglia,
fatene voi secondo il vostro intento;
che la cagion ch’io vesto piastra e maglia,
non è per guadagnar terre né argento,
ma sol per far beneficio altrui,
tanto più belle donne come vui. [1] 

Così canta Ruggiero una volta scampato al pericolo della perfida Alcina, la maga che vive su un’isola-balena in movimento oltre le colonne d’Ercole e trasforma i suoi amanti in piante e/o fiori o sassi – Astolfo è diventato un mirto, una variazione rispetto ai maiali di Circe:

Alcina i pesci uscir facea de l’acque
con semplici parole e puri incanti. [2] 

L’incanto dura poco, racconta Astolfo:

Conobbi tardi il suo mobil ingegno,
usato amare e disamare a un punto.
Non era stato oltre a due mesi in regno,
ch’un novo amante al loco mio fu assunto. [3] 

E anche Ruggiero avrebbe rischiato la stessa metamorfosi, un destino sospeso tra sasso o pianta o corpo liquido, se non fosse stato per l’intervento miracoloso della maga Melissa, amica dell’amata Bradamante che grazie a un anello magico gli fa vedere come stanno le cose: Alcina è una vecchia strega senza denti che usa la magia con la scaltrezza di una seduttrice incallita. Ha due sorelle maghe come lei, la perfida Morgana e la virtuosa Logistilla, che avrà un ruolo fondamentale nella organizzazione della fuga da una fine certa. Grazie a lei, Ruggiero potrà riprendere il viaggio con la mitica Balisarda – la spada appartenuta a Orlando – e liberare Astolfo e Rabicano, il cavallo magico di Astolfo senza peso che non lascia impronte, nato da una fiamma a forma di cavalla e un soffio di vento, e molto accadrà ancora, come vuole tradizione, epica e non.

Scambiare veleno per liquore grato resta il passaggio obbligato dall’illusione alla disillusione, non che l’operazione sia definitiva, la creatività aiuta a riconoscere risorse inesauribili:

E quanti personaggi inutili abbiamo indossato?

Dosso Dossi, Melissa
Dosso Dossi, Melissa (1518-1520)

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[1] vv. 80-88, canto VI, Orlando Furioso, Ludovico Ariosto, Garzanti, 1986.

[2] Ibidem, vv. 38-39

[3] Ibidem, vv. 50-54.

Il quadro nell’articolo è esposto alla Galleria Borghese di Roma che lo descrive così.

Quattro passi intorno a San Girolamo

30 Settembre | San Girolamo | Patrono dei traduttori |

A Venezia il nome rimanda alla sede di un distributore di benzina, di una scuola elementare a Cannaregio, dell’Ateneo Veneto (San Fantin o Scuola di San Girolamo applicata alla giustizia, nota anche con il nome di scuola dei picai (impiccati), accompagnavano al supplizio i condannati a morte). L’edificio, dopo la soppressione della Scuola di San Girolamo, nell’Ottocento venne affidato alla Società Veneta di Medicina, che poi si unì ad altri istituti culturali, dando vita nel 1812 all’Ateneo Veneto di Scienze, Lettere ed Arti.

Frequentato nel corso degli anni da Daniele Manin, Nicolò Tommaseo, Pietro Paleocapa – il signore in pietra raffigurato seduto nella statua dei giardini Papadopoli vicino a Piazzale Roma, ingegnere e direttore delle opere pubbliche a Venezia – Alessandro Manzoni, Antonio Fogazzaro, Diego Valeri – poeta e traduttore italiano, autore della sempreverde Guida sentimentale di Venezia -, Carlo Rubbia.

Ancora una volta grazie a San Girolamo, emergono nuovi indizi, come il suo commento al Libro di Zaccaria: oscurissimo.

Ritorno alla guida di Diego Valeri, originario di Piove di Sacco, trasferitosi a Venezia, anche lui mette tra le sue zone preferite la fondamenta delle zattere. Nel Diario del Novecento descrive il tratto di strada che separa la riviera del Brenta all’arrivo in laguna, tragitto che conosco a memoria, tale e uguale. Un tempo c’era il trenino, ora sostituito da una corriera camuffata da bus tecnologico extra-urbano che ci impiega sempre troppo mentre il paesaggio scorre lentamente fuori dal finestrino, gli alberi antichi, le ciminiere di Marghera, il degrado della zona industriale abbandonata a se stessa, le scritte sui muri del centro Rivolta, e poi una volta imboccato il ponte della Libertà, la luce della laguna ti proietta come d’abitudine in un altro regno.

Ma la città dove si vive? chiedi…

Ceci n’est pas une pipe

The lost jockey

Infatti si tratta del Fantino Perduto di René Magritte (1948), movimento statico in una natura connotata da alberi che sono anche versioni di bilboquet (letteralmente tazza e palla), sorta di birilli di un gioco antico che risale al Cinquecento, approdato in Giappone grazie alle vie della seta nel Seicento con il nome di Kendama – chi perdeva beveva un altro bicchiere, che non era mai il bicchiere della staffa. Si è poi evoluto in un vero e proprio gioco di società, compare in qualche cartone animato con tanto di regole e strategie di lancio della palla da infilzare..il coraggioso e battagliero Yattaman, cantato dai Cavalieri del Re, qui siamo oltre il surrealismo. Le metafore continuano a viaggiare verso destinazioni inaspettate.

C’est plus fort que de jouer au bilboquet

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