Seconda entrata gratis ai musei, qui l’invito non si poteva rifiutare, le gallerie dell’Accademia, collezione meravigliosa di quadri antichi, pavimenti veneziani, allestimenti di Carlo Scarpa, soffitti-opere d’arte, dipinti moderni pur nella loro collocazione biblica, Madonne dai visi angelici su talariย dorati.
Molti si facevanoย le foto davantiย ai quadri, Tintoretti invasi daย teste di famiglie in prima fila incuranti delle scene rappresentate:ย miracoli, crocifissioni, banchetti, martirii. Il quadro piรน gettonato, per ovvi motivi logistici, รจ statoย il leone alato di Cima da Conegliano (1517-18), belvaย imponente di grandi dimensioni, simbolo di Venezia, con San Giovanni Battista, San Giovanni Evangelista, Maria Maddalena e Girolamoย con tableaux vivantsย di turisti co-protagonisti insieme al leone. Inย un quadro del ‘500 di Lazzaro Bastiani, il leone, compagnoย fedele e adorato da San Girolamo, รจ presente persino al funerale del santo, sguardo da sfinge enigmatica oltre l’orizzonte. Tra i visitatoriย l’uomo piรน alto del mondo, un gigante che svettava tra la folla, d’un tratto ci ha fattoย sentire tutti dei lillipuziani brulicanti tra i dipinti e le composizioni ordinate di Giovanni Bellini. Ho attraversato sale eย secoli di storia dell’arte tra sogni – impossibile non ammirare il sogno di San Marco del Tintoretto, effetti speciali nei drappeggi azzurri e rossi intensi – leggende – impressionante la versione di Tintoretto diย San Giorgio,ย San Luigi con un’espressione compiaciutaย mentreย la principessa con nonchalance schiaccia un drago con gli occhi iniettati di sangue – broccati raffinati che hanno ispirato piรน di uno stilista, memorabile la stanza di Sant’Orsola nel ciclo di Vittore Carpaccio dedicato alle storie della santa, con la bellissima rappresentazione delย suo sogno in unย letto a baldacchino con la parte dello sposo vuota e l’angelo che illumina gli spazi.
Il giovane malato di Lorenzo Lotto รจ un gentiluomo che accarezza un libro tra petali di rosa mentre una lucertola – che rappresenta la mancanza di passione ed รจ un simbolo di rinascita – se ne sta beata su un drappeggio azzurro, alle sue spalle compare da una finestraย un cielo pieno di luce che fa vibrare i colori.
Innumerevoli le Annunciazioni, la celebre narrazioneย di Giovanni Bellini, con un angelo dai calzari rosso fuoco in una sala quasi in penombra, e un’annunciazione con uno scorcio inaspettato di Gerolamo Savoldo della scuola bresciana, aria celeste inquadrata in una cornice quasi surreale, un oggettoย volante non identificato nell’a-temporalitร di una nuvola.
Trascorso tre ore di assoluta bellezza,ย necessario farla circolare.