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San Valentino

Natale e dintorni #2

Le idee e la comprensione crescono e maturano come le piante; non serve trafficare troppo attorno ad esse. Pavel Florenskij

Quest’anno ho scritto poco, non sono riuscita a superare la media dell’anno scorso, circa due articoli al mese. Il blog continua a vivere e lottare insieme a voi, sempre fluttuante, costante nel tempo.

La Compagnia è stata varia: Wallace Stevens, Venezia, migliaia di turisti, San Valentino, Casanova, gli alieni Kanamiti, Jiro Taniguchi, Reginald Bliss, i classici Disney, MarcoTopo, La Baronessa Orczy e la sua Primula Rossa, Astarte e la Prosopopea, la Storia Universale Disney, Topalbano, Pascal, Bordiga, IUAV, Ang Lee, Richard Parker, Pi, Emily Dickinson, FreeSpace ai Giardini e all’Arsenale, Isola di San Giorgio Maggiore, il Vaticano alla Biennale, Tintoretto, Carlo Scarpa.

Ora finalmente si avvicina la meritata pausa natalizia, vi auguro di trascorrerla nel miglior modo possibile. Buone Feste a tutti ovunque voi siate!


Untitled (Anarchitecture) ©Gordon Matta-Clark

San Valentino

14 Febbraio | Terni 176 – Roma 14 Febbraio 273

Saint_Valentine_by_Bassano

Le prime sorprese arrivano dal Calendario dei Santi, di Valentino nessun cenno, al suo posto i fratelli Cirillo e Metodio di Salonicco. San Valentino invece esiste e lotta insieme a noi, protettore degli innamorati e degli epilettici, di fede cristiana, ortodossa e anglicana. Umbro di nascita, di famiglia patrizia, vescovo già a 21 anni, tentò di convertire l’imperatore Claudio con scarsi risultati, allontanato, sotto Aureliano, venne punito e flagellato per scoraggiare ogni tentativo futuro di conversione di nuovi adepti, continuò a professare la sua fede, sposando in punto di morte una cristiana Serapia, gravemente ammalata con il suo innamorato, un soldato romano, Sabino, unione ostacolata dalle rispettive famiglie, una sorta di Romeo & Giulietta, che non ha lieto fine, perché muoiono entrambi, unica consolazione l’unione postuma. Il Santo venne decapitato alla veneranda età di 97 anni.

La celebrazione della Festa di San Valentino come alternativa agli scatenati Lupercalia romani, il 14 e 15 Febbraio, si deve a Papa Gelasio nel 496 d.C. che bandì i riti propiziatori in onore del dio Luperco, epiteto di Fauno. Inizialmente era una festa di purificazione riservata al gregge e poi venne allargata alla città di Roma, con cerimonie che celebravano il sodalizio tra i Luperci Quintili e Fabiani. La prima fase rituale si svolgeva nel Lupercale, la grotta sacra vicino al Palatino nel punto in cui Faustolo all’ombra di un fico trovò i due gemelli Romolo e Remo che venivano allattati da una lupa. Si sacrificavano capri e un lupo e poi con la pelle degli animali uccisi si facevano delle strisce (februa) con le quali si percuotevano le donne che volevano ottenere la fecondità e vi lascio immaginare da soli le scudisciate con pelle di capra..

Aboliti i Lupercalia con non troppa convinzione siamo arrivati alla “festa” pilotata degli innamorati, con i biglietti d’auguri per San Valentino, la più antica “Valentina” scritta in prigione da Carlo d’Orleans nel 1415, dal 1600 usanza piuttosto comune, in Inghilterra quasi un dovere non solo per San Valentino ma per ogni occasione in cui si ritiene opportuno ringraziare qualcuno senza avere l’imbarazzo di un incontro diretto – i social un’autentica manna – in Italia una moda a fasi alterne, per cui o non ci si scrive niente, perché anche il niente è una certezza, o si copia una frase ad effetto su tumbrl, Facebook, instagram che ha lo stesso effetto del niente di cui sopra, con amore.

 

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