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retorica

One book in one tweet #8 Mattonville

8-40

La critica della ragion pura di Immanuel Kant

Ha le sue ragioni. I dubbi vengono sciolti nei Prolegomeni ad ogni futura metafisica, ci vuole molta dedizione.

Formae mentis di Howard Gardner

Utile deviare il discorso sulla intelligenza linguistica: la retorica, la memoria, la spiegazione, il meta-linguaggio. La sintesi aiuta.

Codici e segreti di Simon Singh

Per spie e non solo, dai tempi antichi alla fisica quantistica, la crittografia così regolata diventa indecifrabile, scambi di fotoni.

Arte e Illusione di Ernst H. Gombrich

La Phaidon Press non delude mai, guida sublime alla riscoperta delle apparenze, sapere vedere, seguire fedelmente le illustrazioni.

Teoria del gioco di Ken Binmore

La strategia è implacabile, vince sempre “pan per focaccia”, la minaccia di una punizione. I conformisti premiano i conformisti.

 

 

 

Buone Feste

EVIDENZA = Ti abbaglia, quando non ti salta agli occhi.

(Dizionario dei Luoghi Comuni, Gustave Flaubert)


Ultima settimana di questo 2012, che dirvi…se non augurarvi Buon Natale con questo paleo video-documento filmato nell’Italia degli anni ’50. Come ricorda la voce narrante: “se vedrete un’ombra entrare nel comignolo del vostro camino, non fermatala, è il gran vecchio Babbo Natale”…forse…


Buone Feste

EVIDENZA = Ti abbaglia, quando non ti salta agli occhi.

(Dizionario dei Luoghi Comuni, Gustave Flaubert)


Ultima settimana di questo 2012, che dirvi…se non augurarvi Buon Natale con questo paleo video-documento filmato nell’Italia degli anni ’50. Come ricorda la voce narrante: “se vedrete un’ombra entrare nel comignolo del vostro camino, non fermatala, è il gran vecchio Babbo Natale”…forse…


La polizia ringrazia, e non solo

Oggi, rileggendo gli articoli, sono stata distratta dai numeri, centotredicesimo articolo…inevitabile non pensare al numero della polizia e soprattutto a un film che il mio professore di Latino e Greco citava spesso e volentieri, La polizia ringrazia, che nessuno di noi aveva visto e di cui lui era entusiasta al punto da assegnarci persino un tema.

Uno svolgimento surreale, ma l’ignoranza era tale che non c’eravamo resi conto di dover scrivere una recensione di un film di Stefano Vanzina, il padre dei temibili fratelli.

Nella guida di Leonard Maltin gli hanno assegnato due stelle, unico film insieme a Anastasia mio fratello ovvero il presunto capo dell’anonima assassini (titolo che potrebbe fare concorrenza ai film della Wertmüller) che Steno firmò con il suo vero nome. Considerato il primo poliziesco all’italiana, liquidato dalla critica con un commento significativo: “…ispirato, coraggioso, anche se non certo un film appassionante.”

Non mi ricordo cosa scrissi allora, probabilmente la solita sfilza di frasi retoriche sulle difficoltà oggettive di un mestiere difficile come quello del poliziotto…free climbing sugli specchi…certo se avessi saputo, avrei dovuto commentare le peripezie del commissario Bertone alle prese con una banda di criminali, nello sfondo c’era anche una storia torbida di un uomo che andava ad adescare ragazzini. Eravamo decisamente impreparati.

Non c’è peggior cosa di uno scherzo mal riuscito e soprattutto non capito. Con gli anni, e moltissima acqua sotto i ponti, tutti quegli episodi apparentemente dimenticati, sono ritornati indietro, trasformati in aneddoti nostalgici. Ora, grazie a Wikipedia, scopro che il 113 in Norvegia è il numero per l’assistenza medica, oltre a essere il numero atomico dell’ununtrio, nome ‘temporaneo’ di un elemento sconosciuto, probabilmente metallico, dal colore grigio-argento… all’ultima riga però torna il sorriso, è anche il numero che compare sulla targa di Topolino…

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