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One book in one tweet #5

5-25

Le poesie di Ossian

Saltare la prefazione e andare direttamente al testo, non fatevi scoraggiare dalle note, Fingal sfida le tempeste ma vi conquisterà, forse.

Hyde Park di James Shirley

Cavalli in scena, siamo in un parco, tre coppie, due litigano come cane e gatto, è una bella gara, dopo una buona cena, si risolve tutto.

Novelle orientali di Marguerite Yourcenar

“Il mare è bello, il vento è favorevole, gli uccelli marini si stanno facendo il nido…Partiamo per le terre al di là delle onde.” Si va.

Fiabe romene di magia a cura di Marin Mincu

Le maghe non scherzano, se mozzi il piede a un’Arpia, il banchetto dura 3 giorni per farti sposare una delle figlie. Bere con moderazione.

Le Mille e Una Notte, Edizione Einaudi

Costosa ma vi risparmierà discussioni sulla sintassi, il re è un porco, Sherazade sa più di quello che fa credere, Sinbad è un pirata colto.

One book in one tweet #5

5-25

Le poesie di Ossian

Saltare la prefazione e andare direttamente al testo, non fatevi scoraggiare dalle note, Fingal sfida le tempeste ma vi conquisterà, forse.

Hyde Park di James Shirley

Cavalli in scena, siamo in un parco, tre coppie, due litigano come cane e gatto, è una bella gara, dopo una buona cena, si risolve tutto.

Novelle orientali di Marguerite Yourcenar

“Il mare è bello, il vento è favorevole, gli uccelli marini si stanno facendo il nido…Partiamo per le terre al di là delle onde.” Si va.

Fiabe romene di magia a cura di Marin Mincu

Le maghe non scherzano, se mozzi il piede a un’Arpia, il banchetto dura 3 giorni per farti sposare una delle figlie. Bere con moderazione.

Le Mille e Una Notte, Edizione Einaudi

Costosa ma vi risparmierà discussioni sulla sintassi, il re è un porco, Sherazade sa più di quello che fa credere, Sinbad è un pirata colto.

Frammenti

A me beato sembra come un dio

l’uomo che siede a te dinanzi, ed ode

da vicino le tue dolci parole

                                                ed il tuo dolce

riso amoroso. E subito nel petto

sbigottisce il mio cuore: se io ti vedo

solo un istante, subito la mia

                                                voce si spegne.

Mi si spezza la lingua, ed una fiamma

Sottile mi trascorre per le membra,

ed io non vedo nulla più con gli occhi;

                                                romban gli orecchi.

Freddo sudor m’inonda, ed un tremore

tutta mi prende, e più verde dell’erba

io sono, e non mi sembra essere lontana

                                                dalla mia morte.

Ma sopportare tutto si può…

Fr. 2D, Saffo [1] 

 

Altrove altri Arcipelaghi…

 

Alla fine di questa frase, comincerà la pioggia.

Al limite della pioggia, una vela.

 

Lenta la vela perderà di vista le isole;

in una foschia se ne andrà la fede nei porti

di una intera razza.

 

La guerra dei dieci anni è finita.

La chioma di Elena una nuvola grigia.

Troia, una bianca fossa di cenere

vicino al gocciolare del mare.

 

Il gocciolio si tende come le corde di un’arpa.

Un uomo con occhi annuvolati raccoglie la pioggia

e pizzica il primo verso dell’Odissea.[2]

 

 

 

__________________________

[1] La traduzione è di G. Perrotta.

[2] Tratto da Mappe del Nuovo Mondo, Derek Walcott. Qui la versione in inglese:

At the end of this sentence, rain will begin. / At the rain’s edge, a sail. // Slowly the sail will lose sight of the islands; / into a mist will go the belief in harbors / of an entire race. // The ten-years war is finished. Helen’s hair a gray cloud. / Troy, a white ashpit / by the drizzling sea. // The drizzle tightens like the strings of a harp. / A man with clouded eyes picks up the rain / and plucks the first line of the Odyssey./

 

Frammenti

A me beato sembra come un dio

l’uomo che siede a te dinanzi, ed ode

da vicino le tue dolci parole

                                                ed il tuo dolce

riso amoroso. E subito nel petto

sbigottisce il mio cuore: se io ti vedo

solo un istante, subito la mia

                                                voce si spegne.

Mi si spezza la lingua, ed una fiamma

Sottile mi trascorre per le membra,

ed io non vedo nulla più con gli occhi;

                                                romban gli orecchi.

Freddo sudor m’inonda, ed un tremore

tutta mi prende, e più verde dell’erba

io sono, e non mi sembra essere lontana

                                                dalla mia morte.

Ma sopportare tutto si può…

Fr. 2D, Saffo [1] 

 

Altrove altri Arcipelaghi…

 

Alla fine di questa frase, comincerà la pioggia.

Al limite della pioggia, una vela.

 

Lenta la vela perderà di vista le isole;

in una foschia se ne andrà la fede nei porti

di una intera razza.

 

La guerra dei dieci anni è finita.

La chioma di Elena una nuvola grigia.

Troia, una bianca fossa di cenere

vicino al gocciolare del mare.

 

Il gocciolio si tende come le corde di un’arpa.

Un uomo con occhi annuvolati raccoglie la pioggia

e pizzica il primo verso dell’Odissea.[2]

 

 

 

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[1] La traduzione è di G. Perrotta.

[2] Tratto da Mappe del Nuovo Mondo, Derek Walcott. Qui la versione in inglese:

At the end of this sentence, rain will begin. / At the rain’s edge, a sail. // Slowly the sail will lose sight of the islands; / into a mist will go the belief in harbors / of an entire race. // The ten-years war is finished. Helen’s hair a gray cloud. / Troy, a white ashpit / by the drizzling sea. // The drizzle tightens like the strings of a harp. / A man with clouded eyes picks up the rain / and plucks the first line of the Odyssey./

 

O fado

Non vedo l’ora che arrivi Natale, prima di tutto perché manca poco alla fine del 2013 e poi perché nei fatidici giorni di festa ci si prepara all’anno che verrà, almeno si prova, per aprirsi a nuove esperienze più gratificanti.

Le emozioni invece di queste ultime settimane di Dicembre sono intense, a tratti con quella nostalgia tipica del fado, un canto che mi commuove sempre, e che Amália Rodrigues ha descritto con una precisione illuminante: “il fado non è né allegro, né triste, è la stanchezza dell’anima forte, l’occhiata di disprezzo del Portogallo a quel Dio a cui ha creduto e che poi l’ha abbandonato, nel fado gli dei ritornano legittimi e lontani.”

Il legame con un lontano indefinito ritorna anche in un libro soprannaturale di Fernando Pessoa, Il Marinaio[1], dramma statico in un quadro che rispetta le tre unità aristoteliche di luogo, spazio e azione, e che racconta la storia di tre donne che vegliano la bara di una giovane donna, chiuse in una stanza circolare in un castello antico, dalla finestra si vede soltanto un tratto di mare tra due monti. Le vegliatrici vivono una sola notte, perché sono le protagoniste di un sogno, per farsi compagnia e sentirsi “vive” si raccontano il sogno di un marinaio che, naufrago su un’isola deserta, si mette a sognare un passato e una patria che non ha mai avuto, non sapremo mai come sarà il suo futuro perché il sogno rimane inconcluso o forse continua altrove…Una finzione nella finzione nella finzione. Questa volta il decifratore di sciarade non risolve il mistero, ma il sospetto che le donne siano dei fantasmi è forte e chiaro.

In tempi più recenti una giovane interprete del fado, Carminho, rivisita un altro classico, l’amore per un marinaio in viaggio verso nuove avventure, e un nuovo sogno prende vita.


[1] Traduzione di Antonio Tabucchi, Einaudi, Torino, 1988.

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