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Pazienza

Rifondare un rapporto di fiducia con i cittadini del paese sentenzia un politico alla televisione, ci vuole pazienza..Santa pazienza!

Il fatto che la pazienza sia anche la scapolare, parte dell’abito di un religioso

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rende subito l’idea – nell’immagine la mantellina con il cappuccio dei monaci – una qualità che si indossa anche come parte di sé.

Tornando a parametri terrestri, non è facile adattarsi a quella fase in cui è meglio NON. Astenersi da, lasciare correre che non vuol dire non reagire, semplicemente non affrontare di petto le cose, esercitarsi all’auto-controllo, alla sospensione del giudizio, prendere una posizione precisa dentro di sé senza per questo sentire la necessità di doverlo comunicare agli altri o meglio saperlo dire in altro modo, gesti eloquenti come parole. Tenere le redini delle emozioni e non farsi governare da sentimenti contrastanti. Fino a un certo punto però, fino alla fase in cui dopo aver a lungo atteso, si arriva a una nuova meta interiore: l’oltre.

Anche la pazienza varca i suoi limiti.

Qualunque fiore tu sia,
quando verrà il tuo tempo, sboccerai.
Prima di allora
una lunga e fredda notte potrà passare.
Anche dai sogni della notte trarrai forza e nutrimento.
Perciò sii paziente verso quanto ti accade
e curati e amati
senza paragonarti
o voler essere un altro fiore,
perché non esiste fiore migliore di quello
che si apre nella pienezza di ciò che è.
E quando ciò accadrà,
potrai scoprire
che andavi sognando
di essere un fiore
che aveva da fiorire.

Daisaku Ikeda (1)


(1) Daisaku Ikeda, Lou Marinoff, Qualunque fiore tu sia sboccerai, Piemme, 2014.

 

 

 

 

 

 

 

 

Corto Maltese, Venezia e Rimbaud

La ricerca sui classici non è un gesto nostalgico verso un passato che non ritorna né un rintanarsi in un mondo che non esiste più, semplicemente essendomi specializzata in traduzione letteraria sono interessata alla re-interpretazione dei testi, perché a differenza dell’originale, le traduzioni invecchiano. Può sembrare un esercizio zen, per alcuni quasi inutile, io ogni volta imparo sempre qualcosa di nuovo, per me è questo quello che conta, senza nessun’altra pretesa se non quella di condividere le cose che amo.

Inauguriamo questo inizio di gennaio con un classico dei fumetti, Corto Maltese, Venezia in assenza, mescolato a Rimbaud con la voce calda di Luca Ward, è inverno e la poesia parla d’estate e fuori c’è pure la neve, ma l’azzurro è dietro l’angolo…

Buon 2015 a tutti!

Corto Maltese, Venezia e Rimbaud

La ricerca sui classici non è un gesto nostalgico verso un passato che non ritorna né un rintanarsi in un mondo che non esiste più, semplicemente essendomi specializzata in traduzione letteraria sono interessata alla re-interpretazione dei testi, perché a differenza dell’originale, le traduzioni invecchiano. Può sembrare un esercizio zen, per alcuni quasi inutile, io ogni volta imparo sempre qualcosa di nuovo, per me è questo quello che conta, senza nessun’altra pretesa se non quella di condividere le cose che amo.

Inauguriamo questo inizio di gennaio con un classico dei fumetti, Corto Maltese, Venezia in assenza, mescolato a Rimbaud con la voce calda di Luca Ward, è inverno e la poesia parla d’estate e fuori c’è pure la neve, ma l’azzurro è dietro l’angolo…

Buon 2015 a tutti!

Il compleanno di Shakespeare

William Shakespeare poster stamp issued in 186...

Oggi si festeggia il talento di un grande genio, secondo le fonti e secondo la mia Bibbia personale, l’insostituibile Manualetto Shakespeariano di Gabriele Baldini, è la data di nascita di William Shakespeare: nato a Stratford-upon-Avon il 23 Aprile del 1564. Ogni volta che lo ricordo, inevitabilmente mi viene in mente un altro genio, Miguel de Cervantes, morto lo stesso giorno in cui è morto Shakespeare, il 23 Aprile del 1616.

Un’amica spagnola mi ha fatto una gradita sorpresa, inviandomi via Facebook il sonetto 98, che ha come protagonista proprio il mese di Aprile.

Il tema è un classico della poesia amorosa: l’assenza della persona amata fa sì che la primavera sembri inverno. L’ispirazione più accreditata dagli studiosi pare sia una canzone di un altro illustre letterato: Torquato Tasso.

A questo punto non potevo non tradurlo.

 

Sonetto 98

 

From you have I been absent in the spring,

When proud-pied April (dressed in all his trim)

Hath put a spirit of youth in everything:

That heavy Saturn laughed and leapt with him.

Yet nor the lays of birds, nor the sweet smell

Of different flow’rs in odor and in hue,

Could make me any summer’s story tell:

Or from their proud lap pluck them where they grew.

Nor did I wonder at the Lilies white,

Nor praise the deep vermilion in the Rose,

They were but sweet, but figures of delight:

Drawn after you, you pattern of all those.

  Yet seemed it winter still, and, you away,

  As with your shadow I with these did play.

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Sonetto 98

 

Da te sono stato lontano in primavera,

Quando il variopinto Aprile (tutto vestito a festa)

Infondeva uno spirito di freschezza in ogni cosa:

Così che il greve Saturno con lui rideva e saltellava.

 

Ma né i canti degli uccelli, né la dolce fragranza

Per odore e tinta di fiori diversi,

Riuscivano a farmi raccontare una storia gioiosa,

O a coglierli dal grembo dove crescevano carnosi.

 

Non mi meravigliai per il candore del Giglio,

Né elogiai nella Rosa l’intenso vermiglio;

Erano solo dolcezze, solo figure di diletto

Ritratte da te, modello di tutte loro.

 

Eppure sembrava ancora Inverno, con te via,

Giocai con loro come con l’ombra tua.

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Il francobollo nell’illustrazione venne stampato per celebrare il trecentario della nascita di William Shakespeare. Nel frattempo sono passati solamente 448 anni…

Tempo di primavera

Welsh poet Dylan Thomas

Una bella poesia è un contributo alla realtà. Il mondo non è più lo stesso dopo che gli si è aggiunta una bella poesia.

Dylan Thomas

E allora oggi vi propongo “Here in this spring”, una riflessione sul senso del tempo tratta dai Collected Poems, una raccolta di tutte le poesie scritte dal 1934 al 1953 del grande poeta gallese.

Qui in questa primavera

Qui in questa primavera, le stelle navigano il vuoto;

Qui in questo inverno ornamentale

Colpisce a raffica il tempo nudo;

Quest’estate seppellisce l’uccello di primavera

Si scelgono i simboli dal lento alternarsi

Degli anni delle coste delle quattro stagioni,

In autunno insegnano fuochi di tre stagioni

E note di quattro uccelli.

Dovrei distinguere l’estate dagli alberi, i vermi

descrivono, se è il caso, le tempeste dell’inverno

O il funerale del sole;

Dovrei imparare la primavera dal canto del cuculo

E la lumaca dovrebbe insegnarmi la distruzione.

Un verme descrive l’estate meglio dell’orologio,

La lumaca è un calendario vivente di giorni;

Che cosa mi dirà se un insetto senza tempo

Dice che il mondo si consuma lentamente?

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Here in this spring

Here in this spring, stars float along the void;

Here in this ornamental winter

Down pelts the naked weather;

This summer buries a spring bird.

Symbols are selected from the years’

Slow rounding of four seasons’ coasts,

In autumn teach three seasons’ fires

And four birds’ notes.

I should tell summer from the trees, the worms

Tell, if at all, the winter’s storms

Or the funeral of the sun;

I should learn spring by the cuckooing,

And the slug should teach me destruction.

A worm tells summer better than the clock,

The slug’s a living calendar of days;

What shall it tell me if a timeless insect

Says the world wears away?

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