Finiamo l’anno con qualche considerazione…I famosi buoni propositi che servono a focalizzare gli obiettivi dell’anno che verrà.
Cosa si tiene e cosa si toglie?
C’è un gioco di parole che forse spiega meglio, il famigerato subito-subìto, è tutto una questione di accenti, tra azione e reazione passiva o inerzia. Le monàde della monade, come ricorda Giorgio Calcagno – ammesso che si tratti di “monade”. Magari Leibniz non sarebbe tanto contento della definizione, la poesia leva ogni ulteriore dubbio.
Ed io conosco il topo
Conosci il falco, ed io conosco il topo, tu il volo a picco, ed io l’orma del piede, conosci il pino, ed io conosco l’edera, conosco il legno, e tu conosci il fuoco.
Io faccio il viaggio, tu ne sai lo scopo, io ti dò l’incertezza, tu la fede, tu sai come donare, io come chiedere, conosco il prima, e solo tu sai il dopo.
Tu trovi il filo, che nel labirinto ti conduce sicura ad una uscita, io ho perso il segno, annaspo ad ogni spigolo;
ma se guardi negli occhi, che hai avvinto al tuo incanto di giada, io ho la partita: rubo il lampo ai tuoi occhi, e ti sconfiggo.*
*Ed io conosco il topo, Giorgio Calcagno, Tutte le Poesie (2010).
Per mantenersi in linea, dalla Bibbia dei giochi [1]:
Prendete carta e matita. Scrivete: “Pranzo d’acqua fa volti sghembi”. Recitate l’alfabeto italiano, e man mano cancellate una lettera per volta: A-prAnzo, B-sghemBi, C-aCqua..Vedrete che le 21 lettere ci sono tutte. (Gli crediamo)
Adesso provate voi una frase in cui compaia almeno una volta una delle 21 lettere. Non è difficile (noooo) ma è probabile che vi venga una frase un po’ lunga.
Aiutino?
Sì dai.
O templi, quarzi, vigne, fidi boschi (Giovanni Mariotti)
Capirai..proviAmo
ABCDEFGHILMNOPQRSTUVZ
O (una in meno, parte l’esclamazione e la zappa sui piedi)
beh ci sta, se devi fare una gita qui: zampironi
Buon Pranzo d’Acqua a tutti!
_____________________________
[1] G. Dossena, Dizionario dei Giochi con le Parole, Avaliardi, 1994, p. 262.
Per mantenersi in linea, dalla Bibbia dei giochi [1]:
Prendete carta e matita. Scrivete: “Pranzo d’acqua fa volti sghembi”. Recitate l’alfabeto italiano, e man mano cancellate una lettera per volta: A-prAnzo, B-sghemBi, C-aCqua..Vedrete che le 21 lettere ci sono tutte. (Gli crediamo)
Adesso provate voi una frase in cui compaia almeno una volta una delle 21 lettere. Non è difficile (noooo) ma è probabile che vi venga una frase un po’ lunga.
Aiutino?
Sì dai.
O templi, quarzi, vigne, fidi boschi (Giovanni Mariotti)
Capirai..proviAmo
ABCDEFGHILMNOPQRSTUVZ
O (una in meno, parte l’esclamazione e la zappa sui piedi)
beh ci sta, se devi fare una gita qui: zampironi
Buon Pranzo d’Acqua a tutti!
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[1] G. Dossena, Dizionario dei Giochi con le Parole, Avaliardi, 1994, p. 262.
Ho ripreso in mano un mio vecchio Dizionario dei Giochi con le parole [1], devo ammettere che gli esempi sarebbero da aggiornare, per certi versi simili alle risate a denti stretti della Settimana Enigmistica. I draghi locopei sono l’anagramma di giochi di parole, un nome lievemente fantasy, genere che non rientra tra le mie letture preferite. Sfogliando i vari giochi proposti, mi ha incuriosito la spiegazione del passatempo “marchesa-maschera”, forse in voga tra i giovani ottantenni, che consiste nello slittamento di una lettera che cambia completamente il significato di una parola, un divertimento contorto che si capisce meglio una volta letto l’esempio: Il sindaco di Udine bacia la mona della Regina – un refuso comparso in una didascalia di una foto degli anni ’20. A sorpresa scopro che lo scioglilingua sopra la panca la capra campa, sotto la panca la capra crepa, altro non è che un’altra possibile declinazione del famoso “marchesa-maschera”, impossibile non inciampare nell’inversione delle sillabe pa-ca, ca-pa… Il colpo di grazia arriva con un contributo di Amedeo Tosetti che ci propone alcune frasi chiarificatrici: Io sto disteso in cotal foggia all’ombra di un faggio e mi disseto. Tu, Titiro, versi un sorso di vino rosso ai servi, facili ad èsili esili. Stai sicuro: io non ricuso la tua ospitalità. Anche a Paride scorrono rapide le ore della giovinezza. Molta fatica per nulla. Direi peggio dei pedanti che vogliono raccontarti le barzellette, che poi puntualmente dimenticano dei pezzi. E ci sono pure quelli che si esaltano se per pietà accenni un sorriso, te ne racconto un’altra? Anche no, grazie davvero. Allora mi è venuto in mente un film degli anni quaranta di Howard Hawks, Colpo di Fulmine (Ball of Fire) con una strepitosa Barbara Stanwyck, che a torto si ricorda di solito per la serie televisiva western in cui è la padrona antipatica di un ranch, e invece qui sconvolge la vita di un gruppo di lessicografi intenti a scrivere le voci di un’enciclopedia, una rivisitazione di Biancaneve e i sette nani, pre-google. Eccoli in azione mentre tentano di imparare la conga, male e per poco, ci pensa la governante castratrice a metterli in riga. Secchioni emozionati. E anche youtube che ha rimosso il video, ce ne faremo una ragione 😉
[1] A cura di Giampaolo Dossena, 1994, Garzanti Editore.
Ho ripreso in mano un mio vecchio Dizionario dei Giochi con le parole [1], devo ammettere che gli esempi sarebbero da aggiornare, per certi versi simili alle risate a denti stretti della Settimana Enigmistica. I draghi locopei sono l’anagramma di giochi di parole, un nome lievemente fantasy, genere che non rientra tra le mie letture preferite. Sfogliando i vari giochi proposti, mi ha incuriosito la spiegazione del passatempo “marchesa-maschera”, forse in voga tra i giovani ottantenni, che consiste nello slittamento di una lettera che cambia completamente il significato di una parola, un divertimento contorto che si capisce meglio una volta letto l’esempio: Il sindaco di Udine bacia la mona della Regina – un refuso comparso in una didascalia di una foto degli anni ’20. A sorpresa scopro che lo scioglilingua sopra la panca la capra campa, sotto la panca la capra crepa, altro non è che un’altra possibile declinazione del famoso “marchesa-maschera”, impossibile non inciampare nell’inversione delle sillabe pa-ca, ca-pa… Il colpo di grazia arriva con un contributo di Amedeo Tosetti che ci propone alcune frasi chiarificatrici: Io sto disteso in cotal foggia all’ombra di un faggio e mi disseto. Tu, Titiro, versi un sorso di vino rosso ai servi, facili ad èsili esili. Stai sicuro: io non ricuso la tua ospitalità. Anche a Paride scorrono rapide le ore della giovinezza. Molta fatica per nulla. Direi peggio dei pedanti che vogliono raccontarti le barzellette, che poi puntualmente dimenticano dei pezzi. E ci sono pure quelli che si esaltano se per pietà accenni un sorriso, te ne racconto un’altra? Anche no, grazie davvero. Allora mi è venuto in mente un film degli anni quaranta di Howard Hawks, Colpo di Fulmine (Ball of Fire) con una strepitosa Barbara Stanwyck, che a torto si ricorda di solito per la serie televisiva western in cui è la padrona antipatica di un ranch, e invece qui sconvolge la vita di un gruppo di lessicografi intenti a scrivere le voci di un’enciclopedia, una rivisitazione di Biancaneve e i sette nani, pre-google. Eccoli in azione mentre tentano di imparare la conga, male e per poco, ci pensa la governante castratrice a metterli in riga. Secchioni emozionati. E anche youtube che ha rimosso il video, ce ne faremo una ragione 😉
[1] A cura di Giampaolo Dossena, 1994, Garzanti Editore.
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