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giacomo zanella

Back to the Past

Nineteen minutes past 11 o'clock
11.19 a.m. Presso la mia dimora

 

 

 

 

 

 

 

Carissimi,

con rinnovata energia eccomi pronta a una sfida novella, l’appuntamento settimanale con qualche riflessione sparsa per allietare questi giorni di pioggia di un Aprile novembrino. La primavera che tarda ad arrivare mi ha fatto rammentare i versi mirabili di Hafez:

Oh Rosa,

ti ho cercata

tra tutte le rose,

Ma non ti ho trovata.

Ho patito, ho gridato, ho urlato,

Girovagato

Da una terra a un’altra

Nell’immensità.

Alla fine ti ho trovata,

Quieta, addormentata

Nel mio cuore.

 

Che meraviglia! E che conforto offre la poesia!

Recentemente mi sono messa a rileggere un nostro poeta italiano, il vicentino Giacomo Zanella, che sentitamente ringrazio per la capacità di rendere delicati persino i pensieri più cupi.

Da Astichello, un umile saggio filosofico in versi:

XVII

Tra le chiome de’ pioppi entro la stanza

Lampeggia il sole, e d’ombre irrequiete

Con tremolo riverbero una danza

Disegna sul candor della parete.

 

Tal d’infiammata giovanil speranza

Ne’ recessi dell’anima una rete

M’ordia di rosee larve! Or sol m’avanza

Il pensier che i fuggiti estri ripete

 

Melanconicamente; e non è poco

Il suo stupor, se dopo sparsi al vento

Tanti sogni superbi e tanto foco

 

Di poesia dagl’anni inerti spento,

Volontario romito in questo loco

Fra pochi arbori e fiori vivo contento.

 

Fossili

Sul chiuso quaderno 
Di vati famosi,
Dal musco materno 
Lontana riposi,
Riposi marmorea,
Dell’onde già figlia,
Ritorna conchiglia.
 
Occulta nel fondo
D’un antro marino
Del giovane mondo
Vedesti il mattino;
Vagavi co’ nautili,
Co’ murici a schiera;
E l’uomo non era…
 
 
Sopra una conchiglia fossile nel mio studio, Giacomo Zanella, Poesie 1868-1885
 

Sono andata a votare, poco convinta, in apprensione per questa epoca in crisi nera, anzi nerissima. Seguendo la tassonomia delle ere geologiche, le descrizioni sono di solito poco invitanti, animali che arrancano alla ricerca di cibo, e vengono fagocitati da bestie ferocissime, condizioni climatiche terrificanti, tempi duri. Il Cretaceo si ricorda per l’estinzione dei dinosauri, circa 65 milioni di anni fa, mostri che inspiegabilmente piacciono tanto ai bambini. Ora sembra che la causa sia stata un’enorme meteorite, un vero cataclisma per queste creature infernali dalla mole sproporzionata, morte di fame e di freddo. Attualmente brancoliamo ancora nell’Olocene, era relativamente giovane, iniziata solamente 12000 anni fa, e chissà quante altre mutazioni saremo in grado di scoprire…Darwin collezionava campioni di fossili nella Penisola della Yucatán nel tentativo di ordinarli per specie, secondo studi recenti prese parecchie cantonate, smentito da paleontologi che hanno scritto trattati su fossili di mammiferi che non sappiamo nemmeno pronunciare. Forse come sosteneva Le Corbusier, è il caso di guardare oltre: Questi frammenti di elementi naturali, pezzetti di pietra, fossili, schegge di legno, cose martirizzate dagli elementi, raccattate lungo il bordo del mare, […] che esprimono leggi fisiche, l’usura, l’erosione, lo scoppio, ecc., non solo hanno qualità scultoree, ma anche uno straordinario potenziale poetico.

 

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