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Francesco Petrarca

Buone Feste Happy Holidays

Ci siamo quasi, non mi resta che augurarvi Buone Feste e un Felice Natale…è stato un anno impegnativo, faticoso da ogni punto di vista, intenso ma ricco di emozioni e incontri stimolanti. Ringrazio di cuore Claudia Bonollo, Ian Mathie, Stephen Black, Wanda Romano, Gianpaolo Arena, Raffaele Serra, Alieno De Bootes, Andrea Bettini, Cristina Bove per aver partecipato creativamente alle “interviste possibili” e tutte le persone che sono passate a trovarmi, avatar compresi, il viaggio continua…a presto C. :-*

Venice, Italy (NASA, International Space Stati...

Gli articoli del 2013 sono stati ispirati da: Seneca, amicizia, Emily Dickinson, invidia, David Sylvian, tragedie e prigioni, Silvio Pellico, Tabula Rasa, Victor I. Stoichita, ombra, Fritoe & Bartomoleo Scappi, Orlando Furioso, l’eterno lunedì di Sylvia Plath, Sun Ra, Natsume Soseki, Io sono un gatto, Giacomo Zanella, Fossili, Paralipomeni, Giacomo Leopardi, John Dryden, Torquato Tasso, Patrick Kavanagh, San Patrizio, Maniacs, Cecil B. De Mille, Anadiplosi, Sandro Penna, Napolitano, Back to the Past, Hysteron Proteron, Trap, Progetto delle Città Raccontate: 10 racconti su Venezia, Davide Lorenzon, Cartaresistente, Fernando Ambrosi, Teardrops, Pierluigi Cappello, Stephen King, D.R. Hooker, Solaris di Andrej Tarkovskij, Pizzini, Il Fornaretto, giustizia negata, Ulisse di Afred Tennyson, Tiziano Terzani, Ezra Pound, Barbablù, Clarissa Pinkola Estés, Anafora, Wislawa Szymborska, estate, Philip Larkin, Chicchan, Eliot Weinberger, Tradimenti, Antifona, Godot, New Seeds, Boards of Canada, I Racconti della Luna pallida di Agosto, Homecoming, René Char, Antonio Vivaldi, Arthur Rimbaud & Patti Smith, Paranomasia, Francesco Petrarca, Isole, Mr Black, Derek Walcott, Othello di William Shakespeare, Toni Morrison, Kate Bush, Branca de Neve di Monteiro, Asini d’oro, Antoine Doinel, Truffaut, Greenwich, Londra, Lord Horatio Nelson, whisky, Enjambement, Novembre di Giovanni Pascoli, Marian Engel, orsi canadesi, Alice Munro, Hush, Texas, xxx, Good Boy-Bad Boy di Bruce Nauman, Claudio G. Fava & Jean Pierre Melville, noir, Biennale d’arte di Venezia, Don Chisciotte, Marcella Bella, King Crimson, I Ching, Il Ristagno, Attila, God is an Astronaut, Alessandro Pizzin, Captain Beefheart, O Fado, Il marinaio di Fernando Pessoa, Antonio Tabucchi, Carminho.

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Buone Feste Happy Holidays

Ci siamo quasi, non mi resta che augurarvi Buone Feste e un Felice Natale…è stato un anno impegnativo, faticoso da ogni punto di vista, intenso ma ricco di emozioni e incontri stimolanti. Ringrazio di cuore Claudia Bonollo, Ian Mathie, Stephen Black, Wanda Romano, Gianpaolo Arena, Raffaele Serra, Alieno De Bootes, Andrea Bettini, Cristina Bove per aver partecipato creativamente alle “interviste possibili” e tutte le persone che sono passate a trovarmi, avatar compresi, il viaggio continua…a presto C. :-*

Venice, Italy (NASA, International Space Stati...

Gli articoli del 2013 sono stati ispirati da: Seneca, amicizia, Emily Dickinson, invidia, David Sylvian, tragedie e prigioni, Silvio Pellico, Tabula Rasa, Victor I. Stoichita, ombra, Fritoe & Bartomoleo Scappi, Orlando Furioso, l’eterno lunedì di Sylvia Plath, Sun Ra, Natsume Soseki, Io sono un gatto, Giacomo Zanella, Fossili, Paralipomeni, Giacomo Leopardi, John Dryden, Torquato Tasso, Patrick Kavanagh, San Patrizio, Maniacs, Cecil B. De Mille, Anadiplosi, Sandro Penna, Napolitano, Back to the Past, Hysteron Proteron, Trap, Progetto delle Città Raccontate: 10 racconti su Venezia, Davide Lorenzon, Cartaresistente, Fernando Ambrosi, Teardrops, Pierluigi Cappello, Stephen King, D.R. Hooker, Solaris di Andrej Tarkovskij, Pizzini, Il Fornaretto, giustizia negata, Ulisse di Afred Tennyson, Tiziano Terzani, Ezra Pound, Barbablù, Clarissa Pinkola Estés, Anafora, Wislawa Szymborska, estate, Philip Larkin, Chicchan, Eliot Weinberger, Tradimenti, Antifona, Godot, New Seeds, Boards of Canada, I Racconti della Luna pallida di Agosto, Homecoming, René Char, Antonio Vivaldi, Arthur Rimbaud & Patti Smith, Paranomasia, Francesco Petrarca, Isole, Mr Black, Derek Walcott, Othello di William Shakespeare, Toni Morrison, Kate Bush, Branca de Neve di Monteiro, Asini d’oro, Antoine Doinel, Truffaut, Greenwich, Londra, Lord Horatio Nelson, whisky, Enjambement, Novembre di Giovanni Pascoli, Marian Engel, orsi canadesi, Alice Munro, Hush, Texas, xxx, Good Boy-Bad Boy di Bruce Nauman, Claudio G. Fava & Jean Pierre Melville, noir, Biennale d’arte di Venezia, Don Chisciotte, Marcella Bella, King Crimson, I Ching, Il Ristagno, Attila, God is an Astronaut, Alessandro Pizzin, Captain Beefheart, O Fado, Il marinaio di Fernando Pessoa, Antonio Tabucchi, Carminho.

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I bisticci della paronomasia

Ho notato che molti cliccano spesso lo spazio riservato alle figure retoriche fai-da-te, oggi allora dedico qualche riga alla paronomasia, letteralmente “mutamento di nome”, nota anche come annominazione, bisticcio, che consiste nell’accostare parole di significato diverso ma simili per attinenza fonetica, o per parentela etimologica o formale. Questa volta lo Zingarelli non cita Dante ma un verso di Montale:

Trema un ricordo nel ricolmo secchio.

Esempio elegantissimo, dove persino il secchio acquista una sua dignità linguistica. Nel linguaggio parlato ci dobbiamo per forza allontanare da tanta eloquenza, facendoci sorprendere dai cosiddetti strafalcioni, parole che per sbaglio ne ricordano altre.

Una signora, vestita in jeans, camicia a scacchi e tshirt bianca, si è presentata dicendo “scusate, oggi sono in déshabillé”. Tutte hanno annuito in silenzio, era evidente che voleva dire casual, il famoso nu jeans e na maglietta…e qui l’attinenza era solo nella sua testa, mettendo in pratica il classico fischi per fiaschi.

“Guarda che il troppo stroppia.”

“Ma si dice stroppia o storpia?”

“Non so, io ho sempre detto stroppia.”

“Beh si può dire anche storpia…”

“Mai sentito…”

Viene in soccorso google, con la risposta forbita dell’Accademia della Crusca, il troppo stroppia (o storpia).

Coro: “Vedi?”

“Stroppiare è una variante di storpiare.”

“Ok, ok, il troppo è troppo.”

Sorriso sornione.

“Ma tu dici storpia?”

“No, io dico stroppia.”

“Che non è proprio comune.”

“È un modo di dire.”

“Sarà…Io non lo uso.”

Non se ne viene a capo, rimane ineguagliabile Francesco Petrarca con il sonetto Cxxxiv “Pace non trovo e non ho da fare guerra” del suo Canzoniere, nell’abbinamento raffinato tra ghiaccio e giaccio la paronomasia trova finalmente giustizia:

 

Pace non trovo, et non ò da far guerra;


e temo, et spero; et ardo, et son un ghiaccio;


et volo sopra ’l cielo, et giaccio in terra;


et nulla stringo, et tutto ’l mondo abbraccio.


 

Tal m’à in pregion, che non m’apre né serra,


né per suo mi riten né scioglie il laccio;


et non m’ancide Amore, et non mi sferra,


né mi vuol vivo, né mi trae d’impaccio.



Veggio senza occhi, et non ò lingua et grido;

 

et bramo di perir, et cheggio aita;


et ò in odio me stesso, et amo altrui.



Pascomi di dolor, piangendo rido;


egualmente mi spiace morte et vita:


in questo stato son, donna, per voi.

I bisticci della paronomasia

Ho notato che molti cliccano spesso lo spazio riservato alle figure retoriche fai-da-te, oggi allora dedico qualche riga alla paronomasia, letteralmente “mutamento di nome”, nota anche come annominazione, bisticcio, che consiste nell’accostare parole di significato diverso ma simili per attinenza fonetica, o per parentela etimologica o formale. Questa volta lo Zingarelli non cita Dante ma un verso di Montale:

Trema un ricordo nel ricolmo secchio.

Esempio elegantissimo, dove persino il secchio acquista una sua dignità linguistica. Nel linguaggio parlato ci dobbiamo per forza allontanare da tanta eloquenza, facendoci sorprendere dai cosiddetti strafalcioni, parole che per sbaglio ne ricordano altre.

Una signora, vestita in jeans, camicia a scacchi e tshirt bianca, si è presentata dicendo “scusate, oggi sono in déshabillé”. Tutte hanno annuito in silenzio, era evidente che voleva dire casual, il famoso nu jeans e na maglietta…e qui l’attinenza era solo nella sua testa, mettendo in pratica il classico fischi per fiaschi.

“Guarda che il troppo stroppia.”

“Ma si dice stroppia o storpia?”

“Non so, io ho sempre detto stroppia.”

“Beh si può dire anche storpia…”

“Mai sentito…”

Viene in soccorso google, con la risposta forbita dell’Accademia della Crusca, il troppo stroppia (o storpia).

Coro: “Vedi?”

“Stroppiare è una variante di storpiare.”

“Ok, ok, il troppo è troppo.”

Sorriso sornione.

“Ma tu dici storpia?”

“No, io dico stroppia.”

“Che non è proprio comune.”

“È un modo di dire.”

“Sarà…Io non lo uso.”

Non se ne viene a capo, rimane ineguagliabile Francesco Petrarca con il sonetto Cxxxiv “Pace non trovo e non ho da fare guerra” del suo Canzoniere, nell’abbinamento raffinato tra ghiaccio e giaccio la paronomasia trova finalmente giustizia:

 

Pace non trovo, et non ò da far guerra;


e temo, et spero; et ardo, et son un ghiaccio;


et volo sopra ’l cielo, et giaccio in terra;


et nulla stringo, et tutto ’l mondo abbraccio.


 

Tal m’à in pregion, che non m’apre né serra,


né per suo mi riten né scioglie il laccio;


et non m’ancide Amore, et non mi sferra,


né mi vuol vivo, né mi trae d’impaccio.



Veggio senza occhi, et non ò lingua et grido;

 

et bramo di perir, et cheggio aita;


et ò in odio me stesso, et amo altrui.



Pascomi di dolor, piangendo rido;


egualmente mi spiace morte et vita:


in questo stato son, donna, per voi.

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