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Memories

Oggi, tanto per cambiare sono stata contattata dall’ennesimo profilo farlocco, questa volta su pinterest, e pure con una massima, “la memoria è solo memoria di ciò che è vecchio”, più o meno, vado a braccio…ma che cazzata! Certo per alcune persone meglio non ricordare, sarebbe troppo doloroso vedere tutti gli atti incompiuti, le meschinità di certi gesti, il non ammettere certi errori che poi sono preziose lezioni, e invece ti infliggono la loro presenza-assenza come uno scroccone non invitato che tu hai accompagnato alla porta e che rientra come un ladro dalla finestra, virtuale o reale che sia, il disturbo è uguale. Poi c’è chi ha pure cattiva memoria, e ricorda quello che vuole ricordare, ma il film in questione, è Wild Strawberries di Ingmar Bergman, e lo ricordo bene, come ricordo bene il motivo per cui l’avevo condiviso, una poesia di Edwin Morgan, uno dei più grandi poeti scozzesi, dallo stesso titolo Strawberries…le fragole di un picnic, poco importa per il lettore se quel picnic sia avvenuto o meno, se la storia sia nel passato, nel presente, o in un futuro possibile, è un ricordo condiviso riattivato dal cuore – to learn by heart – e così che si impara a memoria.
“Qui non serve misurare con il tempo, a nulla vale un anno, e dieci anni non son nulla. Essere artisti significa: non calcolare o contare; maturare come l’albero, che non incalza i suoi succhi e fiducioso sta nelle tempeste di primavera, senza l’ansia che dopo possa non giungere l’estate. L’estate giunge. Ma giunge solo a chi è paziente e vive come se l’eternità gli stesse innanzi, così sereno e spensierato e vasto.” Eh già, come non essere d’accordo con Rilke?

La mia classifica

«Bellezza e verità sono una cosa».

Questo è quanto sappiamo sulla terra

E questo è tutto che sapere importa.

John Keats

Secondo la classifica di WP, William Shakespeare è sempre ai primi posti, il sonetto più cliccato mescola fiction e realtà, ispirato al lascito del secondo miglior letto alla moglie, Anne Hathaway, probabilmente per traduzioni ed esercitazioni in classe, l’arcano quindi è svelato. In alternativa alle commedie del bardo, a Puck e al regno delle fate, questa è la mia classifica personale, cinque articoli a cui sono legata per motivi diversi:

#1 Dai tempo al tempo

#2 Le Odissee che preferisco ricordare

#3 Pizzini

#4 Il tempo delle fragole

#5 Gli anni di pellegrinaggio di Wilhelm Meister

 

 

 

 

 

Mare magnum

Deutsch: Francis Bacon Frontispiz aus Sylva sy...

Ho sempre sognato di dipingere il sorriso, ma non ci sono mai riuscito

Francis Bacon

Mi ha sempre incuriosito il fatto che sir Francis Bacon (1561-1626), nome prima latinizzato in Franciscus Baconus, e poi italianizzato in Francesco Bacone, fosse un antenato del pittore Francis Bacon (1909-1992). Filosofo preferito dagli illuministi, Diderot dedicò a lui l’Enciclopedia, viene considerato il padre dell’empirismo inglese, autore di un’opera complessa, il Novum Organicum (1620), una critica diretta all’Organicum aristotelico e alla logica scolastica.

Bacone non risparmia nessuno, vuole rifondare un nuovo sapere, una nuova scienza, libera da pre-giudizi, i temibilissimi idoli, e basata su un nuovo metodo: l’induzione per eliminazione. Leggendo alcuni tentativi di spiegazione del suo metodo su alcuni dizionari filosofici, ho avuto la stessa impressione confusa restituita dalle traduzioni tecniche multilingue degli elettrodomestici: un senso di vaghezza diffuso, in cui il messaggio non è affatto chiaro ma volutamente ambiguo per non cadere in un errore di interpretazione che restituisce la confusione mentale del traduttore. E come di solito accade, si finisce con l’imparare da soli, procedendo per tentativi, un sistema primitivo che funziona sempre.

Bacone sostiene che l’immaginazione ha poteri occulti, ma sono straordinarie le sue applicazioni: può essere utilizzata per bloccare il processo di fermentazione della birra. Sicuramente un’idea fuori dal comune.

Tra i progetti che stavano a cuore al Lord Cancelliere della filosofia (1) ci sono un elenco di esplorazioni accomunate dallo stesso intento, introdurre in un corpo dato un’opera nuova: fare leghe di metalli per scopi diversi, rendere il vetro più trasparente, o infrangibile, individuare un metodo per conservare durante l’estate i limoni, le arance, i cedri, far maturare più rapidamente i piselli, le fragole o le ciligie, cercare di ottenere – dal ferro unito alla selce o a qualche altra pietra – un metallo più leggero del ferro e non attaccabile dalla ruggine, (il comunemente noto acciaio), fondamentale per gli utensili di cucina, spiedi, fornelli, girarrosti, pentole, e in secondo luogo, per gli strumenti bellici, come pezzi di artiglieria, saracinesche, griglie, catene.

Bacone predilige sempre gli experimenta lucifera, gli esperimenti che portano luce, “hanno la meravigliosa virtù di non ingannare e di non deludere mai, non hanno il compito di produrre qualche opera, ma di rivelare qualche causa naturale. Così qualunque risultato essi forniscono, soddisfano il loro scopo e risolvono il problema.” (2)

Un sistema apparentemente semplice arricchito da una serie di ramificazioni: istanze solitarie, istanze migranti, istanze ostensive, istanze clandestine, istanze costitutive, istanze conformi, istanze monadiche, istanze devianti…Le istanze della croce introducono il concetto di bivio o biforcazione di fronte a una causa esaminata: nel dubbio, bisogna sempre preferire il vincolo che rimane costante e indissolubile.

La questione rimane tuttora aperta, secondo la meccanica quantistica è probabile riscoprire leggi scientifiche contro-intuitive.

Ci sono cattivi esploratori che pensano che non ci siano terre dove approdare solo perché non riescono a vedere altro che mare attorno a sé.

——————————————————————————————–

(1) La definizione è di Harvey.

(2) Giovanni Reale, Dario Antiseri, Il pensiero occidentale, Volume II, Edizioni Scolastica, 1983, p. 258.

Mare magnum

Deutsch: Francis Bacon Frontispiz aus Sylva sy...

Ho sempre sognato di dipingere il sorriso, ma non ci sono mai riuscito

Francis Bacon

Mi ha sempre incuriosito il fatto che sir Francis Bacon (1561-1626), nome prima latinizzato in Franciscus Baconus, e poi italianizzato in Francesco Bacone, fosse un antenato del pittore Francis Bacon (1909-1992). Filosofo preferito dagli illuministi, Diderot dedicò a lui l’Enciclopedia, viene considerato il padre dell’empirismo inglese, autore di un’opera complessa, il Novum Organicum (1620), una critica diretta all’Organicum aristotelico e alla logica scolastica.

Bacone non risparmia nessuno, vuole rifondare un nuovo sapere, una nuova scienza, libera da pre-giudizi, i temibilissimi idoli, e basata su un nuovo metodo: l’induzione per eliminazione. Leggendo alcuni tentativi di spiegazione del suo metodo su alcuni dizionari filosofici, ho avuto la stessa impressione confusa restituita dalle traduzioni tecniche multilingue degli elettrodomestici: un senso di vaghezza diffuso, in cui il messaggio non è affatto chiaro ma volutamente ambiguo per non cadere in un errore di interpretazione che restituisce la confusione mentale del traduttore. E come di solito accade, si finisce con l’imparare da soli, procedendo per tentativi, un sistema primitivo che funziona sempre.

Bacone sostiene che l’immaginazione ha poteri occulti, ma sono straordinarie le sue applicazioni: può essere utilizzata per bloccare il processo di fermentazione della birra. Sicuramente un’idea fuori dal comune.

Tra i progetti che stavano a cuore al Lord Cancelliere della filosofia (1) ci sono un elenco di esplorazioni accomunate dallo stesso intento, introdurre in un corpo dato un’opera nuova: fare leghe di metalli per scopi diversi, rendere il vetro più trasparente, o infrangibile, individuare un metodo per conservare durante l’estate i limoni, le arance, i cedri, far maturare più rapidamente i piselli, le fragole o le ciligie, cercare di ottenere – dal ferro unito alla selce o a qualche altra pietra – un metallo più leggero del ferro e non attaccabile dalla ruggine, (il comunemente noto acciaio), fondamentale per gli utensili di cucina, spiedi, fornelli, girarrosti, pentole, e in secondo luogo, per gli strumenti bellici, come pezzi di artiglieria, saracinesche, griglie, catene.

Bacone predilige sempre gli experimenta lucifera, gli esperimenti che portano luce, “hanno la meravigliosa virtù di non ingannare e di non deludere mai, non hanno il compito di produrre qualche opera, ma di rivelare qualche causa naturale. Così qualunque risultato essi forniscono, soddisfano il loro scopo e risolvono il problema.” (2)

Un sistema apparentemente semplice arricchito da una serie di ramificazioni: istanze solitarie, istanze migranti, istanze ostensive, istanze clandestine, istanze costitutive, istanze conformi, istanze monadiche, istanze devianti…Le istanze della croce introducono il concetto di bivio o biforcazione di fronte a una causa esaminata: nel dubbio, bisogna sempre preferire il vincolo che rimane costante e indissolubile.

La questione rimane tuttora aperta, secondo la meccanica quantistica è probabile riscoprire leggi scientifiche contro-intuitive.

Ci sono cattivi esploratori che pensano che non ci siano terre dove approdare solo perché non riescono a vedere altro che mare attorno a sé.

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(1) La definizione è di Harvey.

(2) Giovanni Reale, Dario Antiseri, Il pensiero occidentale, Volume II, Edizioni Scolastica, 1983, p. 258.

Il tempo delle fragole

A chi di dovere

Questo lunedì una poesia di Edwin Morgan (1920-2010), pubblicata nel 1968 nella raccolta The Second Life, stesso titolo di futuri mondi virtuali che verranno creati anni dopo. Una strana coincidenza, anche se Morgan è sempre stato un grande sperimentatore, uno dei primi a scrivere poesie dedicate alla fantascienza e spaziare tra mito, tradizione e avanguardia. Tra le mie preferite rimane sempre l’intraducibile canzone scritta per il mostro di Loch Ness. (1)

Fragole invece è un frammento di ricordo di due uomini che sono stati innamorati. Idealmente mi sarebbe piaciuto mantenere l’anonimato del genere, ma in italiano bisognava fare una scelta: il maschile e non il femminile, come ho letto in alcune traduzioni online.

Una porzione di frutta per alcuni forse eccessivamente zuccherata in cui però si riconoscono emozioni già vissute.

Strawberries

There were never strawberries

like the ones we had

that sultry afternoon

sitting on the step

of the open french window

facing each other

your knees held in mine

the blue plates in our laps

the strawberries glistening

in the hot sunlight

we dipped them in sugar

looking at each other

not hurrying the feast

for one to come

the empty plates

laid on the stone together

with the two forks crossed

and I bent towards you

sweet in that air

in my arms

abandoned like a child

from your eager mouth

the taste of strawberries

in my memory

lean back again

let me love you

let the sun beat

on our forgetfulness

one hour of all

the heat intense

and summer lightning

on the Kilpatrick hills

let the storm wash the plates

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Fragole

Mai ci furono fragole

Come quelle che mangiammo

Quel pomeriggio afoso

Seduti sul gradino

Del balcone aperto

Uno di fronte all’altro

Le tue ginocchia tra le mie

I piatti azzurri sul grembo

Le fragole che brillavano

Ai raggi caldi del sole

Le intingevamo nello zucchero

Guardandoci negli occhi

Rallentando il banchetto

Perché ce ne fosse un altro

I piatti vuoti

Posati insieme sulla pietra

Con le due forchette incrociate

E io che mi chinavo su di te

Dolce in quell’aria

Fra le mie braccia

Abbandonato come un bambino

Dalla tua bocca impaziente

Il sapore delle fragole

Nel mio ricordo

Si sporge ancora

Lasciami amarti

Lascia che il sole batta

Sulla nostra distrazione

Un’ora di tutto

Quel calore intenso

E i fulmini d’estate

Sulle colline di Kilpatrick

Lasciamo lavare i piatti al temporale

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