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#Gulliver #IXpuntata (ultima)

Dopo cinque mesi di vita domestica Gulliver è già pronto per un nuovo viaggio, questa volta come Capitano della nave Adventure, partenza da Portsmouth, 7 settembre 1710.

Dopo due settimane hanno già perso un membro dell’equipaggio che ha deciso di imbarcarsi in un’altra avventura che finisce male. Alle Barbados Gulliver è costretto ad assumere personale locale, scelta di cui si pentirà amaramente dato che si tratta di bucanieri che lo faranno prigioniero sulla sua stessa nave. Vendono quasi tutto, fanno traffici con altri pirati, molti muoiono durante la traversata fino a che il 10 maggio del 1711 arriva l’agognato cambio di scena, riceve la visita di un certo James Welch che gli comunica che hanno deciso di farlo scendere a terra. Gli fanno cambiare vestito, lo mettono in una scialuppa: destinazione sconosciuta. Gulliver si incammina lungo un villaggio pieno di vegetazione, ha già in mente di corrompere qualche selvaggio con dei gioielli che si è portato come merce di scambio. Molte impronte di cavallo fanno temere possibili frecce velenose..fino a che si avvicina alle abitazioni dei nativi che lo fissano perplessi. La parola più gettonata tra gli Houynhnhm è yahoo – ricorda qualcosa.

Uno Houynhnhm lo porta a casa sua dopo una passeggiata di tre miglia. Un cavallo grigio lo fa accomodare in una grande stanza, Gulliver non sa cosa pensare. Una cavalla lo fissa e pronuncia ancora la parola yahoo guardando con complicità il suo compagno cavallo. Poi entrano in un’altra stanza piena di cadaveri di animali da cucinare, tra cui asini, cani e mucche. Gli offrono una radice che Gulliver annusa con ribrezzo e restituisce, il menù della casa non lo attira, circondato da pile di fieno. Dopo molte insistenze Gulliver accetta avena, dopo tutto deve mangiare qualcosa anche lui. Gli viene data anche una stalla tutta per lui. La prima difficoltà è la lingua, con dei suoni gutturali simili al tedesco e all’olandese, la seconda è tentare di fargli capire cosa siano i libri e la letteratura. Capisce ora che Houynhnhm significa cavallo, ossia la perfezione della Natura. Per capire il resto ci mette altri cinque mesi di vita nella prateria.

Gulliver ha comunque preso l’abitudine di andare a letto coprendosi con i suoi vestiti. Nessuno degli yahoo sa come sia fatto un umano fino a che una mattina Gulliver, sorpreso nel sonno svela il suo corpo. Gli yahoo non sanno che farsene dei vestiti ma accettano il suo strano modo di vestirsi poi gli chiedono dei suoi viaggi. E Gulliver inizia a raccontare..fa fatica a spiegargli come per lui sia stata una sorpresa scoprire degli animali parlanti, gli yahoo lo fissano con interesse. Tra le prime incomprensioni c’è il concetto di verità, per gli yahoo esiste solo la Ragione, il linguaggio serve a comunicare, inconcepibile mentire, che viene tradotto con l’espressione “dire la cosa che non è”, poi naturalmente diventa difficile fargli capire di che cosa si occupano i cavalli nel suo paese, né gli yahoo capiscono la pratica umana di andare a cavallo, figurarsi quella di castrare i cavalli..e di domarli.

La conversazione si fa ardua quando deve descrivere il concetto di potere, legge, governo, punizione per cui non esistono parole. A questo punto lo yahoo vuole sapere qualcosa di più dell’Europa e dell’Inghilterra. Gulliver ci informa che rimarrà due anni nella terra dei cavalli intelligenti, mette le mani avanti che potrà farne solo un riassunto. Gli argomenti che ha trattato non sono affatto semplici: la rivoluzione del ‘600 di Guglielmo d’Orange, la guerra con la Francia, e il numero di cavalli uccisi, le città saccheggiate, le navi bruciate o affondate.

Come si spiegano i motivi per cui si scatena una guerra?

Tra le varie cause Gulliver elenca le divergenze di opinioni, l’ambivalenza del concetto di carne come nutrimento o meno, il possesso stesso, il confronto con un nemico più forte.

Il capo yahoo stenta a credergli, soprattutto gli sfugge come sia possibile che una cosa reputata legale e giusta possa essere la rovina di qualcun altro.

Altro tema per lui interessante è il denaro e il modo in cui viene impiegato. A cosa serve il vino? Anche qui i motivi si accavallano..per poi arrivare alla descrizione delle purghe, di come si curano certe malattie, rogne varie ed eventuali, fino a chiedere un approfondimento su cosa faccia il capo dei ministri. Per lo yahoo, Gulliver deve avere origini nobili, Gulliver per quanto lusingato gli fa capire che nel suo paese il concetto di nobiltà è alquanto confuso, e che molti nobili sono corrotti e vivono nel lusso, è pratica comune sposarsi tra di loro.

Una mattina viene convocato dal capo yahoo che lo fa sedere distante da lui e gli comunica che dopo aver a lungo ragionato su quanto riportato, si è convinto che non gli ha detto la verità, i suoi racconti sono privi di ragione. Gulliver ha per lui molte imperfezioni, solo ora capisce che in fondo non sia sbagliato coprirsi, proprio per non fare vedere agli altri i suoi difetti, non potrà mai essere uno yahoo. Poche somiglianze nel modo di governare il proprio paese, nell’apprendimento, nelle manifatture e nelle arti. Le femmine sono in comune, qualche coquette anche in terra yahoo.

Cibo preferito: coniglio selvatico. Nuotano fin da piccoli, le femmine yahoo sono amanti sfrenate. Un giorno Gulliver fa il bagno nel fiume e viene adocchiato da un’esemplare rossa – la più focosa tra le specie – che non si trattiene da seguirlo in acqua, Gulliver fa in tempo a scappare, scandalizzato dall’iniziativa femminile e profondamente turbato.

Nel suo lungo soggiorno tra gli yahoo ha anche modo di assistere a uno dei loro convegni quadriennali, il tema è significativo: gli yahoo devono sparire dalla faccia della terra o no?

Al capo torna in mente il discorso di Gulliver sull’uso della castrazione..una novità da quelle parti. Incoraggiano anche la diffusione di altri animali tra cui gli asini. Sono abituati a gareggiare tra loro, festeggiano dedicandosi delle poesie.

Non conoscono altre letterature ma sono abili poeti, celebrano il valore dell’amicizia. Non hanno paura della morte e annunciano l’evento con una semplice espressione, “ritirarsi dalla prima madre”. Vivono fino a 70-75 anni, raramente arrivano agli 80, e quando stanno per morire, vanno a visitare i loro amici. Non hanno nessuna parola per descrivere il male, ma se accade qualcosa di spiacevole aggiungono alle parole un semplice yahoo, come segno di qualcosa di sbagliato. Ci sarebbe molto altro da dire sui loro usi e costumi, Gulliver ci promette che scriverà un volume a parte su questa specie straordinaria.

Un mattino, a sorpresa, riceve la visita del suo maestro che con grande dispiacere gli comunica che l’Assemblea ha deciso che deve andarsene, che non può continuare a vivere tra gli yahoo. Gulliver sviene all’istante. Non è in grado di nuotare al luogo da cui proviene, ha bisogno di essere aiutato, e in sei settimane  riesce a fabbricare una piccola canoa indiana, fatta con pelle di yahoo. Dopo aver ringraziato gli amici yahoo che lo hanno ospitato, si rimette in viaggio il 15 febbraio del 1715, 9 a.m.. Dalla costa sente il saluto del suo amico cavallo sauro che come Vento nei Capelli urla: “abbi cura di te, dolce yahoo.”

Gulliver vorrebbe già tornare indietro, non è più capace di stare da solo e teme di non riuscire a trovare un punto di riferimento in un mare a lui sconosciuto. Si ricorda che l’ultima volta che si era trovato in difficoltà prima di essere rapito dai pirati era a circa a 10° a sud del Capo di Buona Speranza, per cui decide di sterzare a sud-est direzione Australia. Appena tocca terra non vede anima viva, si nutre di qualche conchiglia e pesce crudo con la paura di accendere un fuoco e attirare l’attenzione dei nativi. Al quinto giorno di esplorazione vede i primi abitanti, un gruppo di donne uomini e bambini completamente nudi. Cerca di nascondersi ma viene fermato, tenta di spiegare che è uno yahoo. Parlano in portoghese. Viene portato a bordo di una nave dal Capitano Pedro de Mendez a cui racconta nuovamente parte della sua storia. Arrivano a Lisbona il 5 novembre del 1715. Gulliver ha ormai paura a stare con altri umani, dopo dieci giorni il Capitano gli trova un passaggio per l’Inghilterra, e un mese dopo ritorna a Redriff, un luogo che non sente più suo.

Quando la moglie lo abbraccia, prova un tale ribrezzo che sviene. Ci mette un anno a riabituarsi all’odore umano. Il primo acquisto sono due cavalli, gli yahoo gli sono rimasti nel cuore, soprattutto la loro lezione sulla verità, che Gulliver rielabora scomodando Sinone:

Nec si miserum Fortuna Sinonem

Finxit, vanum etiam mendacemque improba finget. (1)

(Chè Fortuna può ben fare che Sinon sia

gramo e misero, ma non giammai che sia bugiardo e vano)

E sulla possibile accusa di aver rivelato troppo a paesi e abitanti a noi sconosciuti, Gulliver si augura che ci sia da temere non un’invasione ma una diversa prospettiva su altri mondi ugualmente credibili. L’orgoglio diventa a questo punto un difetto insopportabile.

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(1) Virgilio, episodio che si riferisce all’inganno di Sinone, trovato dai Troiani sulla spiaggia dice di essere fuggito dai compagni che volevano sacrificarlo agli dei per assicurarsi un ritorno sicuro, più in là il cavallo di Troia, trappola dietro l’angolo.

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Pubblico oggi la IX e ultima puntata del Doctor Faustus, ci inabissiamo nei meandri malati della mente di Adrian Leverkühn, e le notizie non sono buone…(potreste piangere)… Serenus ormai è invecchiato insieme alla fedele moglie Helene, amareggiato dalle sorti della Germania, dalla sconfitta della guerra, dall’imbarbarimento a cui è costretto ad assistere, tutto quello di buono e utile in cui aveva creduto, è stato distrutto: “L’inevitabile riconoscimento della perdizione non equivale a rinnegare l’amore. Io tedesco modesto ed erudito, ho amato molte qualità tedesche, anzi la mia vita insignificante ma capace di affetto e di dedizione fu consacrata all’amore spesso combattuto, sempre ansioso, ma eternamente fedele a un uomo insigne e artista tedesco…”[1] E così Serenus Zeitblom preferisce tornare indietro nel tempo, siamo intorno al 1926, Adrian è quasi sempre malato, non riesce nemmeno a partecipare alla rappresentazione della sua opera più significativa a Francoforte, Apocalipsis cum figuris. Soffre spesso di mal di denti, denti che per mancanza di soldi non riesce a curare. Dopo la morte del padre, osservatore attento della natura, Adrian si mette a comporre musica da camera, il Quartetto d’Archi, il Trio per violino, viola e violoncello, e la Lamentatio Doctoris Fausti. L’apparente monotonia dei suoi giorni nella campagna bavarese viene spezzata da una novità, la visita del nipote Nepomuk, figlio della sorella Ursula che gravata da frequenti polmoniti, chiede al fratello Adrian di occuparsi per un periodo del bambino, che ha avuto il morbillo e ha bisogno di un periodo di riposo. Nepo è un bambino delizioso, educato, che conquista subito tutti gli abitanti di Pfeiffering e zone limitrofe, persino l’algido Adrian che lo chiama Echo, per quella sua voce cristallina che anima la casa. Serenus gli regala un carillon che diventa uno dei suoi giocattoli preferiti, Nepo aka Echo ascolta in ammirato silenzio lo zio al piano mentre lavora ai canti di Ariel nella Tempesta di Shakespeare, vuole sapere quanti anni ha il folletto magico imprigionato per dodici anni, ed Adrian gli risponde che non ha età, e Nepo da allora vuole sempre leggere storie di fate e folletti. La sera Adrian non gli fa mai mancare il saluto della buona notte, il bambino recita dei salmi mai sentiti prima, le sue preghiere hanno un’originalità insolita: “Splende il sole anche al demonio, ed è puro tuttavia, possa anch’io restare puro finché scocca l’ora mia. Così sia.”[2] Nessuno sa chi gli abbia insegnato quelle preghiere, Adrian non vuole nemmeno saperlo a dire il vero, è colpito dalla costanza con cui il bambino recita ogni sera quei salmi serali fuori dal comune. Dopo quasi due mesi e mezzo, Echo si ammala, febbre, nausea, chiede a tutti saggiamente di “parlare piano”, viene chiamato il dottor Kürbiss e la diagnosi non lascia speranza: meningite cerebrospinale. Viene convocato un altro professore ben più preparato del dottor Kürbiss, che conferma la diagnosi, corregge le cure, al posto della morfina, la codeina, ma nessun rimedio efficace. Il bambino morirà dopo settimane di agonia, Adrian dopo la scomparsa prematura del nipote preferito chiude ogni contatto con l’esterno, le uniche persone ammesse sono il traduttore Rüdiger, Jeannette Scheurl, la musicologa con cui ripassa opere del Seicento, e Serenus durante i week-end, che viene ignorato praticamente tutto il giorno, perché non vuole essere disturbato quando studia, tranne qualche minuto di dialogo in cui si concede al fedele amico. Serenus nota come nelle sue composizioni Adrian abbia inserito l’eco come ripercussione del suono umano, probabilmente in ricordo del nipote, un’assenza malinconica presente e mai dimenticata. Nella Lamentatio è colpito da quel senso di speranza persino nella dannazione, il miracolo che va oltre la fede, che diventa trascendenza pura. Adrian decide di confessare le sue pene ai suoi amici e conoscenti, li invita tutti a Pfeiffering e una volta riuniti nella sala, ammette la sua colpa, confida di aver fatto un patto con il diavolo, che gli ha concesso 24 anni di vita per comporre opere degne di fama, l’iniziazione è stata più facile di quanto si creda, basta solamente un atto nella direzione sbagliata, il contatto prima non voluto e poi cercato con l’Hetaera Esmeralda, e per lui l’impossibilità di avere accanto a sé un affetto vero. Parla del nipote come di un figlio che i demoni gli hanno tolto. L’unica coppia con la macchina, appena lo sente parlare, abbandona sala e ospiti al loro destino, gli altri ascoltano costernati e scioccati, tranne un poeta, Daniel Zur Höhe, l’unico a trovare la storia “sublime”…Serenus vorrebbe quasi proteggerlo dagli sguardi intrusivi di occhi indagatori, ma Adrian è un fiume in piena e dopo un accenno della sua ultima opera al piano, si sente male. Viene ricoverato alla clinica neurologica di Monaco per tre mesi, durante tutto questo periodo Serenus è combattuto se rivelare o meno alla madre di Adrian quanto accaduto, ma una volta dimesso, sente che non può più nascondere la verità. La signora Elsbeth si viene a prendere il figlio, un bambino vecchio, e lo trascina a casa, in quel tentativo maldestro di ridare vita a un’infanzia adulta persa nella follia. Per Serenus sarà troppo doloroso vedere il suo amico pieno di talento, ridotto a un perenne delirio, andrà a trovarlo solamente altre due volte, a distanza di molti anni, nel 1935 e nel 1939. Nel 1940 gli arriva la notizia che Adrian Leverkühn è morto. Al funerale i suoi fedeli amici, Rüdiger, Jeannette Scheurl, Serenus, Kunigunde Rosenstiel, Meta Nackedey, e una donna velata, irriconoscibile, che scompare non appena coprono la bara con zolle di terra. Cominciano a traballare anche i presunti trionfi della Germania, Serenus ritorna al presente dolente: “oggi, avvinghiata dai suoi demoni, precipita di disperazione in disperazione. Quando toccherà il fondo degli abissi?…Dio sia clemente alle vostre povere anime, o amico, o patria!”[3] E preghiera sia.

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Altre letture

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[1] DF, p. 530.

[2] Ibidem, p. 552.

[3] Ibidem, p. 593.

Doctor Faustus: IX e ultima parte

Il passato è tollerabile solo quando ci si sente superiori ad esso.

Pubblico oggi la IX e ultima puntata del Doctor Faustus, ci inabissiamo nei meandri malati della mente di Adrian Leverkühn, e le notizie non sono buone…(potreste piangere)… Serenus ormai è invecchiato insieme alla fedele moglie Helene, amareggiato dalle sorti della Germania, dalla sconfitta della guerra, dall’imbarbarimento a cui è costretto ad assistere, tutto quello di buono e utile in cui aveva creduto, è stato distrutto: “L’inevitabile riconoscimento della perdizione non equivale a rinnegare l’amore. Io tedesco modesto ed erudito, ho amato molte qualità tedesche, anzi la mia vita insignificante ma capace di affetto e di dedizione fu consacrata all’amore spesso combattuto, sempre ansioso, ma eternamente fedele a un uomo insigne e artista tedesco…”[1] E così Serenus Zeitblom preferisce tornare indietro nel tempo, siamo intorno al 1926, Adrian è quasi sempre malato, non riesce nemmeno a partecipare alla rappresentazione della sua opera più significativa a Francoforte, Apocalipsis cum figuris. Soffre spesso di mal di denti, denti che per mancanza di soldi non riesce a curare. Dopo la morte del padre, osservatore attento della natura, Adrian si mette a comporre musica da camera, il Quartetto d’Archi, il Trio per violino, viola e violoncello, e la Lamentatio Doctoris Fausti. L’apparente monotonia dei suoi giorni nella campagna bavarese viene spezzata da una novità, la visita del nipote Nepomuk, figlio della sorella Ursula che gravata da frequenti polmoniti, chiede al fratello Adrian di occuparsi per un periodo del bambino, che ha avuto il morbillo e ha bisogno di un periodo di riposo. Nepo è un bambino delizioso, educato, che conquista subito tutti gli abitanti di Pfeiffering e zone limitrofe, persino l’algido Adrian che lo chiama Echo, per quella sua voce cristallina che anima la casa. Serenus gli regala un carillon che diventa uno dei suoi giocattoli preferiti, Nepo aka Echo ascolta in ammirato silenzio lo zio al piano mentre lavora ai canti di Ariel nella Tempesta di Shakespeare, vuole sapere quanti anni ha il folletto magico imprigionato per dodici anni, ed Adrian gli risponde che non ha età, e Nepo da allora vuole sempre leggere storie di fate e folletti. La sera Adrian non gli fa mai mancare il saluto della buona notte, il bambino recita dei salmi mai sentiti prima, le sue preghiere hanno un’originalità insolita: “Splende il sole anche al demonio, ed è puro tuttavia, possa anch’io restare puro finché scocca l’ora mia. Così sia.”[2] Nessuno sa chi gli abbia insegnato quelle preghiere, Adrian non vuole nemmeno saperlo a dire il vero, è colpito dalla costanza con cui il bambino recita ogni sera quei salmi serali fuori dal comune. Dopo quasi due mesi e mezzo, Echo si ammala, febbre, nausea, chiede a tutti saggiamente di “parlare piano”, viene chiamato il dottor Kürbiss e la diagnosi non lascia speranza: meningite cerebrospinale. Viene convocato un altro professore ben più preparato del dottor Kürbiss, che conferma la diagnosi, corregge le cure, al posto della morfina, la codeina, ma nessun rimedio efficace. Il bambino morirà dopo settimane di agonia, Adrian dopo la scomparsa prematura del nipote preferito chiude ogni contatto con l’esterno, le uniche persone ammesse sono il traduttore Rüdiger, Jeannette Scheurl, la musicologa con cui ripassa opere del Seicento, e Serenus durante i week-end, che viene ignorato praticamente tutto il giorno, perché non vuole essere disturbato quando studia, tranne qualche minuto di dialogo in cui si concede al fedele amico. Serenus nota come nelle sue composizioni Adrian abbia inserito l’eco come ripercussione del suono umano, probabilmente in ricordo del nipote, un’assenza malinconica presente e mai dimenticata. Nella Lamentatio è colpito da quel senso di speranza persino nella dannazione, il miracolo che va oltre la fede, che diventa trascendenza pura. Adrian decide di confessare le sue pene ai suoi amici e conoscenti, li invita tutti a Pfeiffering e una volta riuniti nella sala, ammette la sua colpa, confida di aver fatto un patto con il diavolo, che gli ha concesso 24 anni di vita per comporre opere degne di fama, l’iniziazione è stata più facile di quanto si creda, basta solamente un atto nella direzione sbagliata, il contatto prima non voluto e poi cercato con l’Hetaera Esmeralda, e per lui l’impossibilità di avere accanto a sé un affetto vero. Parla del nipote come di un figlio che i demoni gli hanno tolto. L’unica coppia con la macchina, appena lo sente parlare, abbandona sala e ospiti al loro destino, gli altri ascoltano costernati e scioccati, tranne un poeta, Daniel Zur Höhe, l’unico a trovare la storia “sublime”…Serenus vorrebbe quasi proteggerlo dagli sguardi intrusivi di occhi indagatori, ma Adrian è un fiume in piena e dopo un accenno della sua ultima opera al piano, si sente male. Viene ricoverato alla clinica neurologica di Monaco per tre mesi, durante tutto questo periodo Serenus è combattuto se rivelare o meno alla madre di Adrian quanto accaduto, ma una volta dimesso, sente che non può più nascondere la verità. La signora Elsbeth si viene a prendere il figlio, un bambino vecchio, e lo trascina a casa, in quel tentativo maldestro di ridare vita a un’infanzia adulta persa nella follia. Per Serenus sarà troppo doloroso vedere il suo amico pieno di talento, ridotto a un perenne delirio, andrà a trovarlo solamente altre due volte, a distanza di molti anni, nel 1935 e nel 1939. Nel 1940 gli arriva la notizia che Adrian Leverkühn è morto. Al funerale i suoi fedeli amici, Rüdiger, Jeannette Scheurl, Serenus, Kunigunde Rosenstiel, Meta Nackedey, e una donna velata, irriconoscibile, che scompare non appena coprono la bara con zolle di terra. Cominciano a traballare anche i presunti trionfi della Germania, Serenus ritorna al presente dolente: “oggi, avvinghiata dai suoi demoni, precipita di disperazione in disperazione. Quando toccherà il fondo degli abissi?…Dio sia clemente alle vostre povere anime, o amico, o patria!”[3] E preghiera sia.

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Altre letture

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[1] DF, p. 530.

[2] Ibidem, p. 552.

[3] Ibidem, p. 593.

Doctor Faustus: VIII parte

Penultima puntata, siamo arrivati quasi alla fine del tomo, Serenus Zeitblom ama i dettagli…Al capitolo XXXVII incontriamo un nuovo personaggio, Saul Fitelberg, un agente internazionale di musica, un ebreo polacco che si presenta all’improvviso a casa di Adrian, corporatura massiccia, sui quarant’anni, sguardo vivace dietro gli occhiali di corno, vestito di tutto punto con un elegante abito di flanella grigio-azzurra, scarpe di tela e cuoio giallo – e si sa che pure il diavolo versione pappone aveva le scarpe gialle – che vuole lanciare le opere del maestro a Parigi, città in cui vive da vent’anni. Saul parla più di Serenus, in francese – qui il traduttore lascia direttamente intere frasi in francese, come è giusto che sia perché lui traduce dal tedesco, e quindi chi non sa il francese perde dei pezzi – un eloquio che scoraggerebbe chiunque, Saul è un uomo che si è fatto da sé, che ha conosciuto la vera miseria e che ora vive nel lusso, compiaciuto dei suoi successi. Ha già in mente il programma che Adrian deve eseguire, se non vuole dirigere, c’è eventualmente un maestro di fama mondiale, e una soprano per i Lied, non devono mancare le versioni musicali del Love’s Labour’s Lost di Shakespeare, le rivisitazioni di Verlaine e Keats e le composizioni più astratte. Adrian e Serenus ascoltano silenti. Si definisce un ebreo filo-tedesco, il vero interprete del nazionalismo tedesco, e non si può non pensare ai terribili sviluppi futuri, estimatore del Faust di Goethe rispetto a quello di Gounod, ha le idee fin troppo chiare, si congeda con la speranza di rivederli presto a Parigi.

Agli inizi del 1924 Adrian va in Svizzera ad assistere alle repliche dei concerti di Rudi. A una cena organizzata dal fabbricante Bullinger, mentre gli invitati commossi ascoltano varie arie di opere, Adrian si lancia in un monologo sul rapporto tra senso e spiritualità, e su come anche una certa volgarità leggera sia indispensabile per esaltare la bellezza sensibile, cita il personaggio di Felina nel Wilhelm Meister, a suo dire una “sgualdrinella” con una certa grazia e Serenus lo ammira segretamente sempre di più. A questo punto ci rivela di essersi accorto di un legame speciale tra Adrian e il violinista, si rifiuta di riassumere la corrispondenza privata tra i due, ma è rimasto sorpreso del fatto che Adrian abbia aperto il suo cuore a Rudi, e che dopo il viaggio insieme in Ungheria, nel castello di Madame de Tolna, siano passati anche loro dal “lei” al “tu”. Serenus ha quindi perso l’esclusiva del “tu”. In questo periodo, durante le repliche dei concerti di Rudi, Adrian ha conosciuto una francese in viaggio con la zia, una disegnatrice di bozzetti teatrali, Marie, una mora dagli occhi scuri come giada e le ciglia lunghissime, notata anche da Serenus e dal resto del gruppo di musicisti. Anche Marie conosce l’impresario Fitelberg, Adrian è affascinato dalla sua voce, melodiosa come quella di sua madre Elsbeth. Dopo vari incontri, Adrian chiama Serenus e gli chiede di fargli da messaggero, vuole che inviti Marie e la zia in visita a Monaco, a fare una gita fuori porta, tutti insieme allegramente sulle alpi bavaresi, meta il castello rococò di Lindford, noto per il suo proprietario eccentrico Luigi II, dichiarato pazzo dagli eredi perché dilapidava fortune in vizi e piaceri. Adrian confessa a Serenus che ha deciso di cambiare vita, ha quarant’anni e vuole sposarsi, Marie ignora il suo piano, la gita è un primo tentativo di approccio. Si uniscono all’escursione, l’inseparabile traduttore, che per non farsi mancare nulla, porta pure gli sci, perché a differenza degli altri, vuole farsi trainare dalla slitta, Serenus e la moglie Helene, il violinista Rudi, e ovviamente Marie e la zia. Adrian elogia per la prima volta pubblicamente il talento del violinista Rudi, è di buon umore, non ha mal di testa, e dopo una giornata di passeggiate, grappe alla genziana e soste montane, si offre di accompagnare le due donne a casa – un evento storico – prendendo da solo l’ultima coincidenza per Pfeiffering delle 23.

Dopo due giorni esatti da quell’incontro, Adrian ha preso le sue decisioni, chiama Rudi e gli chiede di andarlo a trovare per discutere di una questione urgente. Rudi, che per lui ha una passione e trasporto innegabili, si precipita a casa sua il primo pomeriggio, solamente per poche ore, pur essendo impegnato  la sera stessa per un concerto. Non si immagina cosa Adrian stia per chiedergli, e infatti appena sente le sue ragioni, gli fa una scenata di gelosia. Adrian non si scompone, vuole che Rudi vada da Marie a chiedere la mano per lui, una richiesta insolita, complicata dal fatto che Rudi gli confessa che Marie piace anche a lui. Adrian non si stupisce affatto, anzi pensa che l’amico sia ancora più adatto a perorare la sua causa, il fatto che qualcun altro possa essere innamorato della donna che vuole sposare gli sembra del tutto trascurabile, a suo avviso la dichiarazione potrebbe risultare ancora più convincente. Rudi è costretto ad eseguire l’ordine del maestro e viene congedato. Serenus ci anticipa che non si rivedranno mai più.

Come concordato, il violinista va da Marie, così poco convinto del discorso da pronunciare che viene liquidato subito con un “Addio” a lui e al maestro. Marie non ha nessun interesse per Adrian, lo ammira come musicista, ma per lui non prova nulla, Rudi è felicissimo, se non c’è speranza per Adrian, allora è arrivato il momento di attuare il piano B: corteggiarla lui. Non si perde d’animo, una volta rientrato a casa, le scrive una lettera d’amore, Marie fa finta di non leggerla, ma è lusingata, Rudi insiste per qualche giorno, e dopo non troppe insistenze il violinista e Marie sono ufficialmente fidanzati, Adrian incassa il colpo con rabbia glaciale. Una sera, Serenus rientrando da un concerto, nota sul tram, Rudi Schwerdtfeger, e seduta qualche posto più in là Ines Institoris, la linea non è quella che porta a casa sua, immagina che forse sta andando a trovare un’amica in un’altra zona della città, all’improvviso sente degli spari, si volta e scopre che hanno colpito Rudi, Ines ha buttato la rivoltella vicino al corpo della vittima, viene immediatamente bloccata da due uomini, non oppone nessuna resistenza, “il viso bianco come un foglio di carta, gli zigomi accesi da macchie rosse, gli occhi chiusi, un sorriso folle”…Serenus viene ascoltato come testimone, all’uscita della centrale della polizia, vorrebbe chiamare Adrian ma non ce la fa, attacca il ricevitore prima di finire di comporre il numero.

TO BE CONTINUED…alla prossima e ultima puntata

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E dopo questa melodia il lunedì riparte di slancio…

 

 

 

 

 

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