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Guerra e Pace – la serie

Posted on settembre 3, 2018 by Yerakinax Standard

Mi sto rivedendo la miniserie della BBC. Ce n’è per tutti i gusti. Personaggio alter ego di Tolstoj, Pierre Bezuchov, figlio illegittimo del conte Bezuchov che inaspettatamente eredita tutta la fortuna del padre con relative (rogne) di personaggi interessati e meschini. Tutti lo trattano come un ingenuo di campagna, troppo buono per essere creduto vero. Costretto ad aprire gli occhi, si separa subito dalla moglie che ha una tresca con un essere spregevole che dopo aver mangiato a quattro palmenti, essere stato ospitato come un re, cerca di usurparne il posto. Inspiegabilmente Pierre lo vince in duello, ma Dolochov troverà il modo di dare fastidio ad altri. Il militare psicopatico darà filo da torcere a chi ha la sventura di incrociare il suo cammino. E infatti, dopo il duello con Bezuchov, quando sembra essere sul punto di morte, si piazza dalla famiglia Rostov e cominciano i guai. Sullo sfondo le guerre napoleoniche con manipoli di ussari costretti a sfidare eserciti ordinati pieni di munizioni con armi e forze esigue. E qui spicca Andrej Bolkonskj che al primo attacco ad Austerlitz  viene dato per morto e invece torna a casa, ferito ma vivo. La gioia dura lo spazio di una manciata di secondi perché la moglie Lise muore di parto, dando alla luce un bambino. Tutto da ricominciare.

Nel frattempo Dolochov si è ripreso alla grande e ha rovinato al gioco l’”amico” Rostov che non ha i soldi per pagare i suoi debiti. Mai dare la seconda chance ha chi ha fallito alla prima, questa rimane una regola d’oro.

Avia pervia

Posted on ottobre 30, 2020 by Yerakinax Standard

Ho perso un po’ di tempo per scoprire chi aveva tentato di entrare nel sito, e devo dire che hai rotto, davvero, considerando la tua età.

Nel frattempo continuo a vedere la tele ad oltranza. L’altro ieri, che era davvero l’altro ieri, ho rivisto con grande piacere Amarcord, e ho potuto constatare che

  1. i film vanno comunque rivisti
  2. non avevo capito nulla quando l’avevo visto da piccola – io mi ricordavo solo le tette della tabaccaia – che mi sembravano enormi. Sempre un seno abbondante ma non così eccessivo, chi ha seno non può che essere solidale
  3. tutto si ridimensiona
  4. quello che pensate della scuola da piccoli è sempre vero
  5. tutto ritorna, purtroppo pericolosamente, abbiamo dei cloni in giro anche in questo periodo orrendo
  6. la prima volta non avevo riconosciuto Ciccio Ingrassia nel ruolo del fratello pazzo Teo – rimozione già in giovane età…
  7. e nemmeno Pupella Maggio nel ruolo di Miranda, meravigliosa
  8. la figura del padre irascibile che ha degli scatti incontrollati ma che si commuove quando vede le stelle – mentre tutti russano, stremati dall’attesa – ci restituisce un senso nuovo
  9. la tenerezza ha i suoi tempi.

La Primula Rossa

Mentre le tortore emettono da anni il loro lamentoso tu-tu-tu-tu-tu-tu senza mai stancarsi, riprende la rubrica dedicata ai classici. Tempo di rispolverare la baronessa Emma Orczy – nome completo della scrittrice di origine ungherese Emma Magdalena Rosalia Maria Josefa Barbara detta “Emmuska” Orczy (1865 – 1947) – la famigerata saga della Primula Rossa, che ho amato grazie alla versione cinematografica con Richard E. Grant.

Se non l’avete ancora letto, è uscita ultimamente una nuova traduzione in italiano (Fazi), qui invece, faccio riferimento alla versione di Maria Eugenia Morin, pubblicata dalla Newton & Compton ai tempi delle lire, nella serie i libri da 3000 lire. Il romanzo è uscito nel 1905 e ha avuto un enorme successo, fiumi di inchiostro su possibili intrighi e fughe rocambolesche da una fine certa sotto l’inesorabile lama della ghigliottina. La Baronessa Emmuska si è cimentata anche con i gialli (uno per tutti, Il Vecchio nell’Angolo, Sellerio) oltre a dedicarsi all’arte – alcuni suoi quadri sono esposti alla Royal Academy di Londra, scene campestri con dame in costume e polli sullo sfondo – per chi apprezza il genere.

Meglio tornare alla botanica.

Pimpernel

Chi è la Primula Rossa?

“La Primula Rossa […] è il nome di un umile fiore di campo inglese; ma è anche il nome scelto dal migliore e più coraggioso uomo del mondo per nascondere la propria identità e riuscire meglio ad assolvere il nobile compito che si è prefisso.”

“Nobile” qui ha una valenza ambigua, siamo ai tempi della Rivoluzione Francese e Sir Percy Blackeney – nobile inglese che dà il nome al primo romanzo della serie incentrata sulle avventure di Primula ai tempi della violenza giacobina, rivelerà tutt’altro carattere, sfoderando colpi da spadaccino, e un’astuzia degna di Zorro (che in spagnolo vuol dire volpe).

Unico indizio un sigillo di ceralacca con il simbolo del fiore. E qui la traduttrice ha già avuto il suo bel da fare per tradurre la frase che ritorna sempre a ogni fuga, e metterla in rima.

“La cercano qui, la cercano là

dove si trovi nessuno lo sa

Che catturare mai si possa

Quella dannata Primula Rossa?”

(They seek him here

they seek him there

Is he in heaven or is he in hell

That damned elusive Pimpernel)

Tutto ha inizio a Parigi, Settembre 1792 per il resto del mondo, Vendemmiaio nel calendario rivoluzionario, quando compare il primo foglietto di Primula Rossa, firmato con un piccolo fiore a forma di stella. Dall’altra parte della Manica si può continuare a sperare.

 

TO Be CONTINUED..Il Ritorno dei Classici | Emma Orczy | La Primula Rossa |

 

 

 

La Primula Rossa

Mentre le tortore emettono da anni il loro lamentoso tu-tu-tu-tu-tu-tu senza mai stancarsi, riprende la rubrica dedicata ai classici. Tempo di rispolverare la baronessa Emma Orczy – nome completo della scrittrice di origine ungherese Emma Magdalena Rosalia Maria Josefa Barbara detta “Emmuska” Orczy (1865 – 1947) – la famigerata saga della Primula Rossa, che ho amato grazie alla versione cinematografica con Richard E. Grant.

Se non l’avete ancora letto, è uscita ultimamente una nuova traduzione in italiano (Fazi), qui invece, faccio riferimento alla versione di Maria Eugenia Morin, pubblicata dalla Newton & Compton ai tempi delle lire, nella serie i libri da 3000 lire. Il romanzo è uscito nel 1905 e ha avuto un enorme successo, fiumi di inchiostro su possibili intrighi e fughe rocambolesche da una fine certa sotto l’inesorabile lama della ghigliottina. La Baronessa Emmuska si è cimentata anche con i gialli (uno per tutti, Il Vecchio nell’Angolo, Sellerio) oltre a dedicarsi all’arte – alcuni suoi quadri sono esposti alla Royal Academy di Londra, scene campestri con dame in costume e polli sullo sfondo – per chi apprezza il genere.

Meglio tornare alla botanica.

Pimpernel

Chi è la Primula Rossa?

“La Primula Rossa […] è il nome di un umile fiore di campo inglese; ma è anche il nome scelto dal migliore e più coraggioso uomo del mondo per nascondere la propria identità e riuscire meglio ad assolvere il nobile compito che si è prefisso.”

“Nobile” qui ha una valenza ambigua, siamo ai tempi della Rivoluzione Francese e Sir Percy Blackeney – nobile inglese che dà il nome al primo romanzo della serie incentrata sulle avventure di Primula ai tempi della violenza giacobina, rivelerà tutt’altro carattere, sfoderando colpi da spadaccino, e un’astuzia degna di Zorro (che in spagnolo vuol dire volpe).

Unico indizio un sigillo di ceralacca con il simbolo del fiore. E qui la traduttrice ha già avuto il suo bel da fare per tradurre la frase che ritorna sempre a ogni fuga, e metterla in rima.

“La cercano qui, la cercano là

dove si trovi nessuno lo sa

Che catturare mai si possa

Quella dannata Primula Rossa?”

(They seek him here

they seek him there

Is he in heaven or is he in hell

That damned elusive Pimpernel)

Tutto ha inizio a Parigi, Settembre 1792 per il resto del mondo, Vendemmiaio nel calendario rivoluzionario, quando compare il primo foglietto di Primula Rossa, firmato con un piccolo fiore a forma di stella. Dall’altra parte della Manica si può continuare a sperare.

 

TO Be CONTINUED..Il Ritorno dei Classici | Emma Orczy | La Primula Rossa |

 

 

 

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