Qui c’è tutto da ricostruire, giorni fa vagavo con un taxi nella laguna per lavoro, una viaggiatrice della Pennsylvania mi indica una scultura vicino al cimitero di San Michele: “Chi sono? Due amanti?”..Inforco gli occhiali e metto a fuoco “Dante’s barge“, altro che amanti, Dante e Virgilio su una chiatta, opera dello scultore armeno Georgy Frangulyan, installazione commissionata in occasione della Biennale di Venezia qualche tempo fa, davanti all’isola dei morti..
Nessuna domanda sulla Biennale, per cui aspetto una sua reazione.
“Ah sì, beh a me sembrano lì da secoli.”
E in effetti, se mi tolgo gli occhiali, scompaiono inghiottiti da una nuvola, sospesi tra onde e cielo, mentre lei con una Tshirt verde salvia con la scritta North Face guarda già verso Murano, del vetro non è che le interessi più di tanto, ma rientra nella liste di cose da vedere per cui si va, con poca convinzione ma si va.
Parla poco.
“Tentato di leggere Dante in inglese ma l’ho trovato un po’ pesante per cui ho lasciato perdere.”
Problemi di traduzione, disinteresse o che? Tento un approccio diverso con il jolly Ezra Pound.
“Pound, americano che ha vissuto a Venezia, grande studioso, anche di Dante, ha ricostruito un’Odissea moderna attraverso la conoscenza dei classici.”
“Sembra interessante..”
“La letteratura è nuova se rimane nuova..forse le note non hanno aiutato..”
Annuisce e mi sorride.
“I have tried to write Paradise
Do not move Let the wind speak that is paradise.
Let the Gods forgive what I have made Let those I love try to forgive what I have made.”
Abbassa lo sguardo e fa finta di fissare un orizzonte lontano, commossa. Siamo a Murano.
Qui c’è tutto da ricostruire, giorni fa vagavo con un taxi nella laguna per lavoro, una viaggiatrice della Pennsylvania mi indica una scultura vicino al cimitero di San Michele: “Chi sono? Due amanti?”..Inforco gli occhiali e metto a fuoco “Dante’s barge“, altro che amanti, Dante e Virgilio su una chiatta, opera dello scultore armeno Georgy Frangulyan, installazione commissionata in occasione della Biennale di Venezia qualche tempo fa, davanti all’isola dei morti..
Nessuna domanda sulla Biennale, per cui aspetto una sua reazione.
“Ah sì, beh a me sembrano lì da secoli.”
E in effetti, se mi tolgo gli occhiali, scompaiono inghiottiti da una nuvola, sospesi tra onde e cielo, mentre lei con una Tshirt verde salvia con la scritta North Face guarda già verso Murano, del vetro non è che le interessi più di tanto, ma rientra nella liste di cose da vedere per cui si va, con poca convinzione ma si va.
Parla poco.
“Tentato di leggere Dante in inglese ma l’ho trovato un po’ pesante per cui ho lasciato perdere.”
Problemi di traduzione, disinteresse o che? Tento un approccio diverso con il jolly Ezra Pound.
“Pound, americano che ha vissuto a Venezia, grande studioso, anche di Dante, ha ricostruito un’Odissea moderna attraverso la conoscenza dei classici.”
“Sembra interessante..”
“La letteratura è nuova se rimane nuova..forse le note non hanno aiutato..”
Annuisce e mi sorride.
“I have tried to write Paradise
Do not move Let the wind speak that is paradise.
Let the Gods forgive what I have made Let those I love try to forgive what I have made.”
Abbassa lo sguardo e fa finta di fissare un orizzonte lontano, commossa. Siamo a Murano.
A questo punto nella narrazione si inserisce la voce narrante di Gilbert Markham, il vicino di casa di Helen Graham. Gilbert traduce i pensieri di Helen, leggendo le lettere che lei scrive al fratello racconta l’intera vicenda all’amico Halford e di conseguenza a noi lettori. Classico stratagemma narrativo in cui rivediamo i suoi sentimenti attraverso gli occhi di lei, una fantasia tipicamente femminile secondo il registro scelto dalla temeraria Acton Bell.
La descrizione del paesaggio ancora una volta serve a introdurre qualcosa che sta nascendo in lui, un nuovo inizio riflesso nell’alba – anche se mai nessuno come Pound saprà descrivere meglio l’alba – Fresca come le pallide foglie umide del mughetto distesa al mio fianco nell’aurora.
Si precipita di prima mattina alla tenuta di Wildfell Hall, vuole parlare con Helen. Le confessa che ha letto il suo diario, la ama.
Helen, vorrebbe cedere ma non se la sente, meglio non vedersi più. Gilbert lascia la casa a malincuore e va a chiedere scusa al fratello di Helen, Frederick Lawrence che aveva fatto cadere da cavallo per averlo confuso con un presunto amante mentre Helen si era rifugiata a Wildfell Hall per scappare dal marito violento. Viene perdonato con la promessa di tenersi alla larga dalla sorella e dalla tenuta, e gli viene richiesto di scrivere una nota da inviare ad Helen al posto suo per spiegarle il motivo della sua assenza – si è infortunato la mano e non riesce a scrivere – ulteriore complicazione di Acton Bell, nota-oggetto al posto dell’amato.
Gilbert viene a sapere da una vicina che Helen ha lasciato Wildfell Hall ed è tornata a trovare il marito gravemente malato a Grassdale, cedendo ancora una volta ai suoi ricatti emotivi. Gli viene consegnata la lettera che Helen ha scritto al fratello Frederick. La situazione è sotto controllo anche se lascia poco spazio alla speranza, abbandonato da tutti, persino dai servi, Mr Huntington in preda ai deliri della febbre fa fatica a riconoscerla, preferisce chiamarla con un altro nome, Helen ora per lui è Alice. Chiede di vedere il piccolo Arthur, Helen gli fa firmare una carta in cui si impegna che potrà stare con il figlio solo in presenza di un’altra persona. Mr Huntington fa quello che gli viene richiesto. L’accoglienza del padre non è delle migliori, non è il figlio adorante che lui vorrebbe. Il giorno dopo gli viene praticato un salasso.
In un raro momento di lucidità Arthur le chiede : “Cosa farai quando starò meglio? Te ne andrai di nuovo?”
Helen non è in grado di garantirglielo. Arthur non sembra migliorare, ha paura di morire.
Gilbert Markham riceve la notizia della morte di Mr Huntington tramite una lettera che Helen ha inviato al fratello. Helen Graham è libera, e Gilbert comincia a fantasticare su una loro possibile unione. Sarà all’altezza? Verrà rifiutato anche questa volta? Quanto dovrà aspettare per dichiararsi nuovamente? Quando potrà rivederla a Grassdale?
Passano molti mesi, viene a sapere che la vecchia amante di Mr Huntington è scappata con un altro lasciando il marito e l’amante ammalato – un classico. Scopre dalla vicina Liz che corre voce che Mrs Huntington si sia sposata con un certo Hargrave, Gilbert è inconsolabile. Viaggia tutta la notte sotto la neve verso Grassdale e scopre che a sposarsi non è Helen, ma il fratello Frederick. La ricerca di Helen continua, si precipita verso Staningley, West Yorkshire. Afflitto, seduto ai piedi di un albero viene riconosciuto dal piccolo Arthur.
Viene accolto da Helen in casa.
“Che è successo in tutto questo tempo? Nessun morto? Nessuno sposato?”
Gilbert crede ancora che si sia sposata con un altro, ha origliato una conversazione durante il viaggio in carrozza e gli è sembrato di capire che qualcuno si riferisse a una ricca tenuta avuta grazie a un’eredità e forse a un matrimonio? – a questo punto la fantasia galoppa per conto suo. Quando vede Helen non sa cosa dire.
Inaspettatamente è Helen ad introdurre l’argomento, è lei che si propone, offrendogli una rosa – in senso reale e figurato, uno scoop per i tempi di Acton Bell.
Il sì immediato, con l’approvazione anche della ricca zia. Matrimonio rimandato ad Agosto e vissero felici e contenti.
“A real building is one on which the eye can light and stay lit.”
Ezra Pound
The Giudecca is a small island just in front of the Fondamenta delle Zattere where ancient, modern and contemporary architectures coexist and represent a rare example of Venetian urban development.
East of the Giudecca, facing the bacino di San Marco, we can admire the Island of San Giorgio Maggiore, the homonymous church was designed by Palladio and the island is the headquarters of Fondazione Cini, a famous international cultural centre with a library hosting more than 150,000 volumes.
The Junghans former industrial area of the Giudecca has been converted into a residential complex by the architect Cino Zucchi – the smokestack is still there – and a theatre.
The Molino Stucky – an abandoned flower mill – is now part of the Hilton group.
In the same district, 94 houses designed by the architect Gino Valle. In Campo di Marte another group of social buildings by Alvaro Siza, Carlo Aymonino, Aldo Rossi and Raphael Moneo, with the reconstruction of a typical Venetian campiello.
The island offers an extraordinary array of architectures, beyond the famous Chiesa del Redentore by Palladio, and the Zitelle (the church of young maidens, wrongly attributed to Palladio), with two horizons, one along the Giudecca channel, and a hidden side opening towards the lagoon.
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Voglio vivere nel participio imperativo del futuro, forma passiva – nel “dovente essere”.
Così riesco a respirare. Così mi piace. Ci trovo un onore equestre, da basmač, da cavaliere.
Osip Mandel’štam, Viaggio in Armenia*
Mancano pochi giorni al Bianco Natal, astro del ciel, prima di farvi gli auguri, un breve riepilogo su quello che avete preferito passando da queste parti.
Anche nel corso del 2014, le traduzioni di tutte le poesie rimangono ai primi posti, è evidente che nella poesia si trovano sempre le risposte che si cercano. Tutti autori noti che ho reinterpretato con piacere: Shakespeare, Wordsworth, Elizabeth Barrett Browning, Yeats, Auden, Heaney, etc..
Tra gli articoli in testata che variano settimanalmente sulla homepage di Branoalcollo sono piaciuti la nuova rubrica One Book In One Tweet e i Luoghi Non Luoghi Superluoghi liberamente rivisitati, London’s calling: chippies è finora la più cliccata. Il titolo ovviamente richiama la canzone dei Clash, però ha anche un riferimento scolastico famosissimo cantato dai bambini, “London’s burning, fetch the engine, fire fire, pour on water” pre-punk, ma ugualmente suggestivo…
A seguire tre interviste possibili e la rilettura di un classico a puntate, il primo della serie è quello finora più letto (Gli anni di pellegrinaggio di Wilhelm Meister di Goethe, Doctor Faustus di Thomas Mann, Viaggio sentimentale di Sterne, apprezzato talmente tanto che qualcuno l’ha copiato di sana pianta, The Tenant of Wildfell Hall di Anne Brontë, in corso), Biancaneve invece resiste nella sua granitica e spiazzante ingenuità, c’è chi pensa ancora di trovare la versione dei Rammstein “Sonne”, paradossalmente tallonata da un saggio serissimo sul Raggio Verde di Jules Verne e il Verde Miraggio ispirato alle notti creative sul colore dell’Atelier Meta-morphic di Madrid – le immagini sono di Claudia Bonollo – dedicato ai cuori che non si ingannano.
*Dal capitolo Alagez, p. 67, Adelphi Edizioni, Milano, 1988, traduzione italiana a cura di Serena Vitale. Basmač deriva dal turco basmaq, fare scorrerie.
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