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Dai tempo al tempo III

Spazio alla luce. Una poesia di Herman Melville

L’entusiasta

Anche se mi ucciderà, avrò fiducia in Lui

I cuori che non battono una ritirata ignobile

Negli anni generosi della giovinezza

Giudicheranno vile, se prudente,

Quando l’interesse si piega alle paure?

Gli spiriti che venerano la luce

Vedranno perfido il sacro bagliore,

Ritratteranno e andranno dietro a creature mondane,

Adattandosi e dando loro ragione?

 

Il Tempo con il suo freddo influsso serpeggiante

Toglierà nerbo e blandirà? Il cuore

Si tormenterà per quei senza cuori arruolati

Fra commercianti di fiera?

La fede abiurerà i suoi cieli,

O il pallido periodo di prova la farà ritirare

Dalla Verità così ferma e sola,

Fra forti menzogne gregarie?

 

Ogni battello che brucia nelle retrovie di Cesare

Si infiamma – Non si ritorna grazie a me!

E allora dai fuoco ai legami anche cari,

Se i legami non sono altro che tentatori.

E non indietreggiare se la notte arriva:

Cammina attraverso la nube incontro al drappo funebre,

E anche se la luce ti abbandona, non perdere mai

La fedeltà alla luce.

 

 

 

 

Elevazioni II

Pace non cerco, guerra non sopporto

Tranquillo e solo vo pel mondo in sogno

Pieno di canti soffocati. Agogno

la nebbia e il silenzio in un gran porto. [1]

Dove glove sono le rime classiche abbinate a love in inglese. Concetti semplici intorno ai quali ruotano altrettanti mondi, colombe riappacificatrici, indumenti o guanti di sfida.

E qui si impone con prepotenza la pubblicità dell’amaro Petrus, l’amarissimo che fa benissimo, la cui origine veniva fatta risalire a un esploratore olandese nel lontano 1777, mai verificata.

Amaro Petrus

La sfida sta già nel tenere in mano quell’esile bicchierino di vetro. Il trionfo dell’ossimoro.

In italiano lo sfogo si dirama in diverse applicazioni, non è il caso di mettere limiti a un mondo che non si finisce mai di esplorare, altro che amore-cuore-dolore, 2097 combinazioni secondo una veloce ricerca. Alcune lievemente prosaiche per un canto d’amore, abbattitore, accenditore, accovonatore (per un neo-pascoliano), e siamo solo alla A ma le possibilità sono quasi illimitate. La rima amplifica il senso, distrugge, costruisce, rifonda, racchiude o esclude altrettanti versi. Cercando il nuovo, vale sempre il consiglio di Poliziano:

Se tu sapessi quanto è gran dolcezza
un suo fedele amante contentare,
gustare e modi suoi, la gentilezza,
udirlo dolcemente sospirare,
tu porresti da canto ogni durezza,
e diresti: “Una volta ì vò provare”.
Quando una volta l’avessi provato,
tu ti dorresti aver tanto indugiato. [2]

––––––––––––––––––––––––––––––––

[1] Dino Campana, “Poesia facile”.

[2] Angelo Ambrogini, Rime, “Se tu sapessi quanto è gran dolcezza”.

Elevazioni II

Pace non cerco, guerra non sopporto

Tranquillo e solo vo pel mondo in sogno

Pieno di canti soffocati. Agogno

la nebbia e il silenzio in un gran porto. [1]

Dove glove sono le rime classiche abbinate a love in inglese. Concetti semplici intorno ai quali ruotano altrettanti mondi, colombe riappacificatrici, indumenti o guanti di sfida.

E qui si impone con prepotenza la pubblicità dell’amaro Petrus, l’amarissimo che fa benissimo, la cui origine veniva fatta risalire a un esploratore olandese nel lontano 1777, mai verificata.

Amaro Petrus

La sfida sta già nel tenere in mano quell’esile bicchierino di vetro. Il trionfo dell’ossimoro.

In italiano lo sfogo si dirama in diverse applicazioni, non è il caso di mettere limiti a un mondo che non si finisce mai di esplorare, altro che amore-cuore-dolore, 2097 combinazioni secondo una veloce ricerca. Alcune lievemente prosaiche per un canto d’amore, abbattitore, accenditore, accovonatore (per un neo-pascoliano), e siamo solo alla A ma le possibilità sono quasi illimitate. La rima amplifica il senso, distrugge, costruisce, rifonda, racchiude o esclude altrettanti versi. Cercando il nuovo, vale sempre il consiglio di Poliziano:

Se tu sapessi quanto è gran dolcezza
un suo fedele amante contentare,
gustare e modi suoi, la gentilezza,
udirlo dolcemente sospirare,
tu porresti da canto ogni durezza,
e diresti: “Una volta ì vò provare”.
Quando una volta l’avessi provato,
tu ti dorresti aver tanto indugiato. [2]

––––––––––––––––––––––––––––––––

[1] Dino Campana, “Poesia facile”.

[2] Angelo Ambrogini, Rime, “Se tu sapessi quanto è gran dolcezza”.

Parolenuvole racchiuse in wordpress

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Christmas begins

In che tempo vuoi vivere?

Voglio vivere nel participio imperativo del futuro, forma passiva – nel “dovente essere”.

Così riesco a respirare. Così mi piace. Ci trovo un onore equestre, da basmač, da cavaliere.

Osip Mandel’štam, Viaggio in Armenia*

Mancano pochi giorni al Bianco Natal, astro del ciel, prima di farvi gli auguri, un breve riepilogo su quello che avete preferito passando da queste parti.

Ecco la classifica di WP per il 2014

#1 Homepage
#2 Tempo Divoratore spunta gli artigli al leone
#3 Una goccia nell’oceano di Walt Whitman
#4 Scaffolding di Seamus Heaney
#5 About Branoalcollo
#6 William Wordsworth
#7 Ezra Pound
#8 Jenny Joseph e l’orecchio di Van Gogh
#9 Spinoza riflesso in versi
#10 Le Metamorfosi di Yeats
#11 Un sonetto dal Portoghese di Elizabeth Barrett Browning
#12 Hysteron Proteron 
#13 Keats e l’umore nero
#14 Biancaneve (la favola)
#15 Le interviste possibili: Giampaolo Azzoni
#16 Le interviste possibili: Matteo Guarnaccia
#17 Le interviste possibili: Raffaele Serra
#18 Il Ritorno dei Classici: Wilhelm Meister 
#19 Icaro, Brueghel e Auden
#20 Il Verde Miraggio

Anche nel corso del 2014, le traduzioni di tutte le poesie rimangono ai primi posti, è evidente che nella poesia si trovano sempre le risposte che si cercano. Tutti autori noti che ho reinterpretato con piacere: Shakespeare, Wordsworth, Elizabeth Barrett Browning, Yeats, Auden, Heaney, etc..

Tra gli articoli in testata che variano settimanalmente sulla homepage di Branoalcollo sono piaciuti la nuova rubrica One Book In One Tweet e i Luoghi Non Luoghi Superluoghi liberamente rivisitati, London’s calling: chippies è finora la più cliccata. Il titolo ovviamente richiama la canzone dei Clash, però ha anche un riferimento scolastico famosissimo cantato dai bambini, “London’s burning, fetch the engine, fire fire, pour on water” pre-punk, ma ugualmente suggestivo…

A seguire tre interviste possibili e la rilettura di un classico a puntate, il primo della serie è quello finora più letto (Gli anni di pellegrinaggio di Wilhelm Meister di Goethe, Doctor Faustus di Thomas Mann, Viaggio sentimentale di Sterne, apprezzato talmente tanto che qualcuno l’ha copiato di sana pianta, The Tenant of Wildfell Hall di Anne Brontë, in corso), Biancaneve invece resiste nella sua granitica e spiazzante ingenuità, c’è chi pensa ancora di trovare la versione dei Rammstein “Sonne”, paradossalmente tallonata da un saggio serissimo sul Raggio Verde di Jules Verne e il Verde Miraggio ispirato alle notti creative sul colore dell’Atelier Meta-morphic di Madrid – le immagini sono di Claudia Bonollo – dedicato ai cuori che non si ingannano.

Le esplorazioni continuano…

¡Adelante! Avanti! Onward!

Buone Feste e Buon Natale a tutti!

Happy Holidays and Merry Christmas to all!

 

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*Dal capitolo Alagez, p. 67, Adelphi Edizioni, Milano, 1988, traduzione italiana a cura di Serena Vitale. Basmač deriva dal turco basmaq, fare scorrerie.

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