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Iso-lamento #39 – I giorni della Quarantena “Favola dell’AUCIELLO GRIFONE – Orchestra Popolare Campana” su YouTube

Finalmente l’ho trovata, questa fiaba ce la raccontava sempre mia nonna Delia, inserita anche nella mitica collezione di favole italiane di Italo Calvino. Nella variante famigliare, il fratello perfido si chiamava Cesare, ma può darsi che l’avesse inventato lei.

Le metamorfosi di Yeats

The song of wandering Aengus si riallaccia a una tradizione poetica irlandese chiamata aisling, un nome femminile di donna che significa sogno, visione. Una poesia-visione dunque che riassume in sé i canoni della mitologia classica e gaelica.

Venne pubblicata nel 1899, nella raccolta di poesie The Wind among the reeds (Il vento fra le canne) di W. B. Yeats (1865-1939). È stata anche musicata da vari cantautori irlandesi e non, eccola nella traduzione in italiano e in versione originale.

La canzone di Aengus l’errante

Andai al bosco di nocciòli,

Perché nella testa avevo un fuoco,

Tagliai e pelai un ramoscello di nocciòlo,

E attaccai una bacca al filo;

E quando bianche falene si alzarono in volo

E stelle come falene brillavano intermittenti,

Lanciai la bacca in un ruscello,

E pescai una piccola trota d’argento.

 

Quando l’ebbi posata a terra

Mi misi a soffiare sul fuoco per ravvivarlo,

Ma per terra cominciò ad agitarsi qualcosa,

E qualcuno mi chiamò per nome:

Si era trasformata in una fanciulla radiosa

Fiori di melo fra i capelli

Che mi chiamò per nome e scappò via

E nell’aria rischiarata svanì.

 

Sebbene sia diventato vecchio errando

Per terre di colline e valli

Scoprirò dove se n’è andata

Le bacerò le labbra e le prenderò le mani;

E camminerò in mezzo all’erba alta dai molti colori,

E coglierò fino alla fine del tempo e dei tempi,

Le mele d’argento della luna,

Le mele d’oro del sole.

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The Song of Wandering Aengus

I went out to the hazel wood,

Because a fire was in my head,

And cut and peeled a hazel wand,

And hooked a berry to a thread;

And when white moths were on the wing,

And moth-like stars were flickering out,

I dropped the berry in a stream

And caught a little silver trout.

 

When I had laid it on the floor

I went to blow the fire aflame,

But something rustled on the floor,

And some one called me by my name:

It had become a glimmering girl

With apple blossom in her hair

Who called me by my name and ran

And faded through the brightening air.

 

Though I am old with wandering

Through hollow lands and hilly lands,

I will find out where she has gone,

And kiss her lips and take her hands;

And walk among long dappled grass,

And pluck till time and times are done

The silver apples of the moon,

The golden apples of the sun.

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