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21 Novembre – Madonna della Salute

21 Novembre Festa della Salute

Every year on November 21st, here in Venice, we celebrate the Madonna della Salute (Our Lady of Health). The event dates back to the Xviith century, the Basilica was built as a tribute to the Virgin Mary – as a sign of gratitude for the end of the terrible plague of 1630.

Venetians pay tribute to the Madonna and pray together. Unfortunately, this year, due to Covid emergency, the traditional mobile pontoon that connects the two banks on the Grand Canal was not put in use, but people can still visit the Church and attend mass.

The icon of the Madonna Mesopanditissa – Mediator of Peace – was brought to Venice from Crete (Candia) by the Doge Morosini in 1670.

It is a very religious festival, still in use in these days, dedicated to all those who suffer.

Ogni anno, il 21 Novembre, qui a Venezia, celebriamo la Madonna della Salute. L’evento risale al Xvii secolo – la Basilica venne costruita come tributo alla Vergine Madre – in segno di gratitudine per la fine della terribile peste del 1630.

I Veneziani rendono omaggio alla Madonna e pregano insieme. Sfortunatamente, quest’anno, a causa dell’emergenza Covid, non è stato messo il tradizionale pontile mobile che collega le due sponde sul Canal Grande, ma le persone possono comunque visitare la Chiesa ed andare a messa.

Nel 1670 il Doge Morosini portò a Venezia da Creta (Candia) l’icona della Madonna Mesopanditissa – Mediatrice di Pace.

Una festa molto religiosa, ancora in uso in questi tempi, dedicata a tutte le persone che soffrono.

Pietro Negri – La Madonna salva Venezia dalla peste – part. 1673

Festa della Salute & Museo Peggy Guggenheim

Data astrale 21 Novembre 2017 | Madonna della Salute | Venezia

Nonostante le maree di visitatori, anche quest’anno immancabile appuntamento con la Chiesa della Salute, tutti insieme appassionatamente. File piuttosto lunghe, ma alla fine dopo molta pazienza, eccomi qua, festa religiosa e popolare, tuttora molto sentita. Cappotti impregnati di olio di frittelle degli ambulanti ammassati sulla fondamenta, bambini che non si arrendono a trascinare palloncini a forma di dragoni, messe trasmesse a ciclo continuo su grandi teleschermi, ci siamo scambiati il segno di pace e siamo usciti cercando un pertugio tra le calli strettissime, percorse a doppio senso di marcia a passo troppo lento per i miei gusti.

Sono ritornata a visitare il museo di Peggy Guggenheim sul Canal Grande, oggi eccezionalmente aperto – il martedì è solitamente chiuso – gratis per tutti i residenti veneziani nel giorno della Festa della Salute. Due mostre: la permanente con una delle collezioni più belle di arte del XX secolo, e una new entry temporanea, Picasso con le sue bagnanti sulla spiaggia e i suoi bozzetti per poi immergersi in stanze rosso sangue cupo dedicate agli artisti del simbolismo mistico, tra cui spicca Jean Delville, i suoi Orfei e l’impressionante idolo della Perversione, per non farci mancare nulla.

Nelle sale della casa dell’ereditiera americana i muri bianchissimi ospitano quadri di Pollock, De Chirico, Magritte, Max Ernst, Lucio Fontana, Cy Twombly, Andy Warhol, sugli scaffali piccole sculture in vetro blu di Picasso nella stanza della figlia adottiva artista anche lei, Pegeen Guggenheim, come testiera del letto un fine arabesco d’argento di Alexander Calder

23659653_1545069475579026_3489789422472642923_n.jpgmentre le sue sculture mobili scendono dal soffitto regalandoci altre prospettive.

Boccioni e i suoi cavalli scalpitanti rimangono intrappolati in teche di plexi-glass.

La terrazza con la scultura di Marini, l’Angelo della Città, si apre generosamente alla vista sul Canal Grande e da qui si intravedono in lontananza le persone che passano sul ponte mobile che collega le due sponde in questi giorni di festa, che NON ripercorreremo più con lo stesso entusiasmo dell’andata.

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In giardino campeggia la scritta rassicurante al neon di Maurizio Nannucci del 2003, un futuro nel passato che ritorna a essere futuro ora, subito, già.

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Happy Holidays

Dear All,

I wish you a wonderful holiday season, looking forward to meeting you in Venice

21 Novembre Madonna della Salute: una giornata speciale a Venezia

Una delle feste più popolari di Venezia, viene allestito un ponte mobile che collega le due rive sul Canal Grande per organizzare un pellegrinaggio ordinato verso la Madonna della Salute, tempio votivo costruito su progetto del Longhena per celebrare la fine della peste a Venezia (1630). Nonostante la folla, sono riuscita ad entrare nella Chiesa: una cerimonia sobria ma commovente, la Madonna luminosa circondata di rose rosa, tutti in devozione assoluta.

Ho attraversato il ponte mobile, direzione Piazza San Marco, completando il periplo via Rialto. Avevo già visto il nuovo complesso, opera di Rem Koolhaas, nello shopping centre di lusso Fondaco dei Tedeschi, ex-sede delle Poste Centrali, ma non avevo fatto in tempo a visitare la nuova terrazza sul tetto, meta agognata per cui si deve fare la fila e prenotare la visita. Meraviglia per cui vale la pena aspettare e godersi una vista splendida e nel cuore non resta più posto per altro..

Impara l’arte e mettila su WordPress: Galleria Giorgio Franchetti – #Ca’ #D’Oro

Iniziativa lodevole, ne parlo volentieri perché per quanto inondati da brutte notizie, qualcosa di piacevole accade: la prima domenica del mese gran parte dei musei italiani offrono l’ingresso gratuito, anche a Venezia, che mi sembra uno scoop.

Era dagli anni del Fox trot che non andavo a Ca’ D’Oro, palazzo meraviglioso gotico sul Canal Grande, che ha una straordinaria collezione di quadri appartenuti al Barone Giorgio Franchetti (1865-1927) che poi sono stati amorevolmente donati allo stato. Il posto già di per sé merita, una corte interna con mosaici, e opere famosissime, tra cui il San Sebastiano di Andrea Mantegna, il Ritratto di Marcello Durazzo di Van Dyck, le vedute di Guardi e Venere allo specchio di Tiziano. Così giusto per iniziare in allegria, mescolati a dipinti fiamminghi, paesaggi con satiri, Madonne addolorate, sorridenti e pacate, arazzi giganteschi, statue in alabastro, arabeschi dorati, medaglie, bronzetti, busti distribuiti su tre piani, arredamenti con pavimenti veneziani e scale intarsiate lignee.

All’interno una mostra di bijoux dal titolo che è tutto un programma divine, i gioielli fantasia di Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, dagli anni Trenta agli anni Settanta del Novecento, alcuni portati dalle dive del cinema – l’uso delle spille personalmente ancora mi sfugge, ma per chi ama il genere ce ne sono di tutti i tipi.

Ho passeggiato piacevolmente nelle sale, insieme a centinaia di persone che non urlavano, nessuno mi ha pestato i piedi, tutti semplicemente incantati dall’arte. Non ci siamo scambiati il segno di pace ma siamo usciti con un sorriso beato sulle labbra galoppando felici verso Piazzale Roma.

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