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Vagabonda che sono io – Elevazioni III

21 settembre

22° di massima | 13° di minima | cielo parzialmente nuvoloso

Compleanno di Leonard Cohen, 81 anni, e non sentirli.

Salto quantico nostrano.

Volente o nolente si inseriscono in postazione solennemente stabile da decenni i Nomadi, “chissà dov’era casa mia, e quel bambino che _ giocava nel cortile _”..parte il coro “vagabondo che son io, vagabondo che non sono altro”..aria settembrina canterina, quel sole tiepido che non riscalda rianimato dalle impressioni di settembre:

Quante gocce di rugiada intorno a me
Cerco il sole ma non c’è
Dorme ancora la campagna, forse no
è sveglia, mi guarda, non so

Pezzo storico della PFM. Lunga vita al prog.

Calpestando le foglie secche, evito caldamente la malinconia rassegnata dei chanteurs francesi, la deriva sviolinata ammiccante: september morn, do you remember how we danced the night away?

No, ma anche sì, però Neil Diamond anche no.

Cambio di registro con Cristina Donà, altro settembre, altre promesse di inizi:

Il sole a settembre mi lascia vestire ancora leggera
Il fiume riposa negli argini aperti di questa distesa
Tu mi dicevi che la verità e la bellezza non fanno rumore
Basta solo lasciarle salire, basta solo lasciarle entrare

È tempo di imparare a guardare

È tempo di ripulire il pensiero

È tempo di dominare il fuoco

È tempo di ascoltare davvero.

Haiku?

I go

Metti una sera a scacchi..

Il racconto che più mi ha colpito della raccolta Scacco Matto del norvegese Jostein Gaarder – c’è anche qualche lezione tratta da Il mondo di Sofia – è Lord Hamilton, a sua volta un rimando a un altro libro Il Venditore di Storie..

Le storie sono 64 come le case di una scacchiera. La tenuta scozzese di Lord Hamilton ha una scacchiera nel parco vicino all’immancabile labirinto e al lago con le carpe. Lord Hamilton, in lutto per la morte della moglie, passa gran parte delle sue giornate a fissare le carpe nel lago e a giocare a scacchi da solo, spostando pesanti pedine contro se stesso. Una sera un cavallo nero viene distrutto da un violento temporale, Lord Hamilton lo manda a riparare e costringe il maggiordomo a fare la pedina per due ore di seguito. Grato di essere stato eliminato dalla mossa di un alfiere bianco, il maggiordomo sente che è arrivato il momento di fare qualcosa per distrarre Lord Hamilton da quel gioco che sta diventando una mania.

Decide di organizzargli una festa in maschera per animare la routine della vita in campagna a guardare Lord Hamilton giocare a scacchi. L’idea viene subito accolta, con una “novità”, una bella partita a scacchi con pedine viventi in giardino per la notte di San Giovanni. Sogno di una notte di mezza estate o incubo secondo i punti di vista.

Lord Hamilton, entusiasta, prepara subito la lista degli invitati. Il maggiordomo, memore delle due ore immobile sulla scacchiera al posto del cavallo nero, si preoccupa per i 31 invitati, i pezzi degli scacchi sono 32, ma Lord Hamilton ha tutto sotto controllo, giocherà anche lui. Nonostante il carattere scorbutico di Lord Hamilton, tutti accettano, danno forfait solo una coppia di contadini del villaggio.

Arriva il giorno fatidico, dopo un banchetto sostanzioso, il caffè viene servito in giardino e gli ospiti si distribuiscono sulla scacchiera secondo le indicazioni di Lord Hamilton. Lui si mette al posto del re bianco.

La partita ha inizio. La prima a uscire di scena è il pedone bianco d2 Mary Ann MacKenzie, una giovane ventenne, una delle più belle ragazze delle Highlands, sposata inspiegabilmente a Ian MacKenzie, molto più vecchio di lei, un dongiovanni di paese che la riempie di corna, ed è pure un tipo violento.

Mary Ann MacKenzie non sembra dispiaciuta dello scarto, si allontana felice verso il labirinto in giardino, seguita a ruota da Aileen MacBride, pedone nero in g7. Mary Ann accoglie la nuova eliminata con baci e abbracci, e sotto lo stupore degli ospiti fissi nelle loro postazioni, le due donne spariscono nel labirinto. Man mano che i pezzi vengono eliminati, la festa nel labirinto si allarga ai nuovi arrivati. Ian MacKenzie è costretto a sentire le grida divertite da lontano, fermo al suo posto, alle dipendenze di Lord Hamilton, continua a chiedere altro whisky al maggiordomo.

Quando la scacchiera si svuota del tutto e ai primi bagliori del giorno Lord Hamilton perde contro il duca di Argyll, il matrimonio tra Mary Ann MacKenzie e Ian MacKenzie è finito. Lord Hamilton, mentre si ripassa le mosse della sconfitta, chiede alla donna di rimanere al suo servizio come governante. Mary Ann accetta.

Il dopo partita ha un risvolto inaspettato, inspiegabili omicidi nell’arco di poco tempo, accomunati dallo stesso evento: la festa nel parco di Lord Hamilton. Chi è il colpevole?

Il marito geloso per quella notte sfrenata di Mary Ann – movente fin troppo scontato, l’ovvio che si scarta dall’inizio come in un giallo alla Christie -, il maggiordomo – un classico -, la coppia di contadini che non ha accettato l’invito – non si esclude nulla – o lo stesso Lord Hamilton – ossessivo al punto giusto ma con quale movente?

Il capo della polizia Ian McLachlan indaga, scagiona tutti gli invitati tranne uno…da leggere, insieme a tutti gli altri racconti.

Metti una sera a scacchi..

Il racconto che più mi ha colpito della raccolta Scacco Matto del norvegese Jostein Gaarder – c’è anche qualche lezione tratta da Il mondo di Sofia – è Lord Hamilton, a sua volta un rimando a un altro libro Il Venditore di Storie..

Le storie sono 64 come le case di una scacchiera. La tenuta scozzese di Lord Hamilton ha una scacchiera nel parco vicino all’immancabile labirinto e al lago con le carpe. Lord Hamilton, in lutto per la morte della moglie, passa gran parte delle sue giornate a fissare le carpe nel lago e a giocare a scacchi da solo, spostando pesanti pedine contro se stesso. Una sera un cavallo nero viene distrutto da un violento temporale, Lord Hamilton lo manda a riparare e costringe il maggiordomo a fare la pedina per due ore di seguito. Grato di essere stato eliminato dalla mossa di un alfiere bianco, il maggiordomo sente che è arrivato il momento di fare qualcosa per distrarre Lord Hamilton da quel gioco che sta diventando una mania.

Decide di organizzargli una festa in maschera per animare la routine della vita in campagna a guardare Lord Hamilton giocare a scacchi. L’idea viene subito accolta, con una “novità”, una bella partita a scacchi con pedine viventi in giardino per la notte di San Giovanni. Sogno di una notte di mezza estate o incubo secondo i punti di vista.

Lord Hamilton, entusiasta, prepara subito la lista degli invitati. Il maggiordomo, memore delle due ore immobile sulla scacchiera al posto del cavallo nero, si preoccupa per i 31 invitati, i pezzi degli scacchi sono 32, ma Lord Hamilton ha tutto sotto controllo, giocherà anche lui. Nonostante il carattere scorbutico di Lord Hamilton, tutti accettano, danno forfait solo una coppia di contadini del villaggio.

Arriva il giorno fatidico, dopo un banchetto sostanzioso, il caffè viene servito in giardino e gli ospiti si distribuiscono sulla scacchiera secondo le indicazioni di Lord Hamilton. Lui si mette al posto del re bianco.

La partita ha inizio. La prima a uscire di scena è il pedone bianco d2 Mary Ann MacKenzie, una giovane ventenne, una delle più belle ragazze delle Highlands, sposata inspiegabilmente a Ian MacKenzie, molto più vecchio di lei, un dongiovanni di paese che la riempie di corna, ed è pure un tipo violento.

Mary Ann MacKenzie non sembra dispiaciuta dello scarto, si allontana felice verso il labirinto in giardino, seguita a ruota da Aileen MacBride, pedone nero in g7. Mary Ann accoglie la nuova eliminata con baci e abbracci, e sotto lo stupore degli ospiti fissi nelle loro postazioni, le due donne spariscono nel labirinto. Man mano che i pezzi vengono eliminati, la festa nel labirinto si allarga ai nuovi arrivati. Ian MacKenzie è costretto a sentire le grida divertite da lontano, fermo al suo posto, alle dipendenze di Lord Hamilton, continua a chiedere altro whisky al maggiordomo.

Quando la scacchiera si svuota del tutto e ai primi bagliori del giorno Lord Hamilton perde contro il duca di Argyll, il matrimonio tra Mary Ann MacKenzie e Ian MacKenzie è finito. Lord Hamilton, mentre si ripassa le mosse della sconfitta, chiede alla donna di rimanere al suo servizio come governante. Mary Ann accetta.

Il dopo partita ha un risvolto inaspettato, inspiegabili omicidi nell’arco di poco tempo, accomunati dallo stesso evento: la festa nel parco di Lord Hamilton. Chi è il colpevole?

Il marito geloso per quella notte sfrenata di Mary Ann – movente fin troppo scontato, l’ovvio che si scarta dall’inizio come in un giallo alla Christie -, il maggiordomo – un classico -, la coppia di contadini che non ha accettato l’invito – non si esclude nulla – o lo stesso Lord Hamilton – ossessivo al punto giusto ma con quale movente?

Il capo della polizia Ian McLachlan indaga, scagiona tutti gli invitati tranne uno…da leggere, insieme a tutti gli altri racconti.

The Tenant of Wildfell Hall: IV parte

Salto temporale qualche anno indietro, Helen riporta nel suo diario il passato del marito che Gilbert sta leggendo avidamente insieme a noi. Se fosse stata a conoscenza di quanto racconta l’amico compagno di sventura, probabilmente non lo avrebbe mai sposato. Pieno di debiti di gioco, beve come una spugna, è spesso di cattivo umore, il laudano per lui non ha segreti. Incapace di mettere in pratica il suo piano, sposare una donna ricca che lo aiuti finanziariamente, decide che forse un po’ di amore nella sua vita è l’ingrediente che manca. Helen è potenzialmente perfetta, nonostante i precetti rigorosi della zia, che rimangono inascoltati, lo sposa. Già dal viaggio di nozze le cose prendono una brutta piega, un ipotetico tour romantico tra l’Italia e la Francia, si riduce a una toccata e fuga a Parigi e Roma, con nessuna possibilità di conoscere realmente i luoghi. Arthur ha sempre qualche altro affare da sbrigare altrove. Tornano nella nuova residenza i campagna. Le giornate si prospettano più lunghe del solito. Per Arthur la moglie è troppo religiosa, per Helen Arthur è asfissiante, un uomo-piovra. Lei si rifugia nella lettura, lui sfoglia distrattamente i giornali e qualche rivista sportiva, è un osservatore di nuvole, tra una pioggia e l’altra, fissa orizzonti lontani, ricorda spesso, per la non gioia della moglie, i suoi ex-amori, pensando di essere divertente, intrattenendola con antiche passioni. Helen gli preferisce i libri, Arthur si vendica non rivolgendole la parola, non presentandosi a tavola, trattando male il cane, che si sa sopporta pazientemente l’ira funesta del padrone. Lady F., sua ex-amante, una donna sposata a un vecchio ricco, ovviamente solo per interesse, viene nominata troppo spesso, finisce per essere motivo della prima litigata storica dopo solo poche settimane di matrimonio. Seguono giornate infernali accompagnate dall’immancabile pioggia, fino a che Helen scopre che il marito si sta organizzando un viaggio da solo a Londra, Helen teme il peggio. Fortunatamente il viaggio viene rimandato per problemi tecnici – un cavallo si ammala, e la pioggia è più insistente del solito. Helen decide di attuare il piano B, andare a Londra con il marito, dopo tutto un cambio d’aria potrebbe far bene a entrambi. A change is as good as a rest.

§

One book in one tweet #7 Non solo classici

7-35

La Ballata del Vecchio Marinaio di Samuel T. Coleridge

Ispirato a un sogno inquietante di un amico, il ritorno dagli inferi, “l’indomani si levò diverso, più triste ma più saggio divenuto.”

Vanity Fair di W. Thackeray

Epoca napoleonica, pubblicato a puntate per pagarsi i debiti del gioco, il ritratto spietato dell’ambizione ingorda, finisce male.

Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll

Tra i più citati dalle rockstar: “Meglio Alice nel Paese delle Meraviglie attraverso lo specchio, sai che era docente di matematica?”

Piccola guida all’arte di scrivere lettere di Lewis Carroll

Anacronistica al punto giusto, regola di base: in caso di forte irritazione aspettare sempre il giorno dopo, sarete più concentrati.

Giuda l’oscuro di Thomas Hardy

Oscuro veramente, ragazzo di campagna che vuole evolvere in un’Inghilterra schiacciata dai pregiudizi di classe, lo studio non basta.

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