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Spazio 2020

Venezia ©Carla Bonollo

Mancano poche ore al “desio” del NUOVO ANNO, ringrazio sentitamente D’Annunzio, Soundcloud, Palazzo Ducale che ho frequentato quest’anno più di chiunque altro, Giacomo Casanova, I Piombi, Silvio Pellico, Ezra Pound e la Giornata Mondiale del Libro, quel gran genio di Leonardo, la Biennale, i Maya, Ernest Hemingway, Peggy Guggenheim, Melania Mazzucco, Jacopo Robusti Tintoretto, le 500 Chicche di Riso di Alessandro Pagani, il Rinoceronte, San Marco, i cieli di Venezia, tutte le persone che sono passate da queste parti, propizia è PERSEVERANZA!

Buone Feste e Buon Natale a Tutti

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Siamo finalmente arrivati alla meritata pausa natalizia, tempo di raccoglimento, di festa, di momenti passati con le persone più care, a me piace.

Inutile invece far cambiare idea a chi odia il Natale, però se persino il più accanito detrattore Ebenezer Scrooge si ricrede almeno nel racconto, un filo di speranza resta.

Josif Brodskij d’inverno veniva a Venezia a scrivere, complice la nebbia, poche anime in giro, e l’acqua.

La situazione è cambiata rispetto al 1989, agli attuali trenta milioni di turisti l’anno, ma Dorsoduro e la Fondamenta degli Incurabili rimangono luoghi poco frequentati fino alla sorpresa finale della vista del Bacino di San Marco e della Punta della Dogana.

Ho sempre aderito all’idea che Dio sia tempo, o almeno che lo sia il suo spirito. Magari era un’idea mia, di mia fabbricazione, ma adesso non ricordo. In ogni caso ho sempre pensato che se lo spirito di Dio aleggiava sopra la faccia dell’acqua, l’acqua non poteva non rifletterlo. Da qui il mio debole per l’acqua, per le sue pieghe, rughe, increspature e – poiché sono un nordico – per il suo grigiore. Penso, molto semplicemente, che l’acqua sia l’immagine del tempo, e la notte di Capodanno, con un gusto un po’ pagano, cerco sempre di trovarmi vicino all’acqua, possibilmente davanti a un mare o a un oceano, per assistere all’affiorare di una nuova porzione, di un’altra tazza di tempo. Non cerco una sirenetta a cavallo di una conchiglia; voglio vedere una nuvola o la cresta di un’onda che lambisce la riva a mezzanotte. Questo, per me, è tempo che esce dall’acqua e quando guardo il lungo pizzo che depone sulla spiaggia non lo guardo con la curiosità di una zingara sapiente ma con tenerezza e gratitudine. [1]

§

[1] Fondamenta degli Incurabili, Josif Brodskij, Adelphi, 2019, p. 40 §19, Traduzione di Gilberto Forti.

Christmas begins

In che tempo vuoi vivere?

Voglio vivere nel participio imperativo del futuro, forma passiva – nel “dovente essere”.

Così riesco a respirare. Così mi piace. Ci trovo un onore equestre, da basmač, da cavaliere.

Osip Mandel’štam, Viaggio in Armenia*

Mancano pochi giorni al Bianco Natal, astro del ciel, prima di farvi gli auguri, un breve riepilogo su quello che avete preferito passando da queste parti.

Ecco la classifica di WP per il 2014

#1 Homepage
#2 Tempo Divoratore spunta gli artigli al leone
#3 Una goccia nell’oceano di Walt Whitman
#4 Scaffolding di Seamus Heaney
#5 About Branoalcollo
#6 William Wordsworth
#7 Ezra Pound
#8 Jenny Joseph e l’orecchio di Van Gogh
#9 Spinoza riflesso in versi
#10 Le Metamorfosi di Yeats
#11 Un sonetto dal Portoghese di Elizabeth Barrett Browning
#12 Hysteron Proteron 
#13 Keats e l’umore nero
#14 Biancaneve (la favola)
#15 Le interviste possibili: Giampaolo Azzoni
#16 Le interviste possibili: Matteo Guarnaccia
#17 Le interviste possibili: Raffaele Serra
#18 Il Ritorno dei Classici: Wilhelm Meister 
#19 Icaro, Brueghel e Auden
#20 Il Verde Miraggio

Anche nel corso del 2014, le traduzioni di tutte le poesie rimangono ai primi posti, è evidente che nella poesia si trovano sempre le risposte che si cercano. Tutti autori noti che ho reinterpretato con piacere: Shakespeare, Wordsworth, Elizabeth Barrett Browning, Yeats, Auden, Heaney, etc..

Tra gli articoli in testata che variano settimanalmente sulla homepage di Branoalcollo sono piaciuti la nuova rubrica One Book In One Tweet e i Luoghi Non Luoghi Superluoghi liberamente rivisitati, London’s calling: chippies è finora la più cliccata. Il titolo ovviamente richiama la canzone dei Clash, però ha anche un riferimento scolastico famosissimo cantato dai bambini, “London’s burning, fetch the engine, fire fire, pour on water” pre-punk, ma ugualmente suggestivo…

A seguire tre interviste possibili e la rilettura di un classico a puntate, il primo della serie è quello finora più letto (Gli anni di pellegrinaggio di Wilhelm Meister di Goethe, Doctor Faustus di Thomas Mann, Viaggio sentimentale di Sterne, apprezzato talmente tanto che qualcuno l’ha copiato di sana pianta, The Tenant of Wildfell Hall di Anne Brontë, in corso), Biancaneve invece resiste nella sua granitica e spiazzante ingenuità, c’è chi pensa ancora di trovare la versione dei Rammstein “Sonne”, paradossalmente tallonata da un saggio serissimo sul Raggio Verde di Jules Verne e il Verde Miraggio ispirato alle notti creative sul colore dell’Atelier Meta-morphic di Madrid – le immagini sono di Claudia Bonollo – dedicato ai cuori che non si ingannano.

Le esplorazioni continuano…

¡Adelante! Avanti! Onward!

Buone Feste e Buon Natale a tutti!

Happy Holidays and Merry Christmas to all!

 

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*Dal capitolo Alagez, p. 67, Adelphi Edizioni, Milano, 1988, traduzione italiana a cura di Serena Vitale. Basmač deriva dal turco basmaq, fare scorrerie.

Preesistenze

Non ho voglia

di tuffarmi 

in un gomitolo

di strade…

Lascia le luminarie


a darsi arie


sulla piazza abbandonata


col suo presepio di agenzie bancarie…

Pagina bianca

Come i tuoi minipiedi

Di neve nuova

…Mancano davvero pochi giorni a Natale. Cercherò di passarlo allegramente, festeggiando la fine di quest’anno impegnativo per prepararmi a nuovi progetti e avventure il prossimo anno.

Farò la mia mince pie in versione mediterranea e molte altre buone cose da mangiare…all’insegna del puro relax, gustando anche qualche ‘polibibita’ come consiglia Marinetti.

Buone Feste a tutti voi ♥

Branoalcollo

In ricordo di tre grandi poeti, la poesia è un collage di versi tratti da Natale di Giuseppe Ungaretti, Dintorni Natalizi di Andrea Zanzotto, e un haiku di Edoardo Sanguineti.

§
Gli articoli del 2011: stralci dalla mia auto-fiction Bisticci (cap. 10-18), WIP (work in progress nuova fiction), Trame parallele di una cronaca nera fittizia, Lucarelli, Questioni di fili o di feeling, Titiro, Virgilio, Biancaneve e i sette nani, Isolotto di Eday, traduzione dall’inglese del poeta canadese Gary Geddes, Sanremo, canzoni stonate, A cena dai pirati, San Valentino, Tempo Divoratore spunta gli artigli al leone, Guglielmo Scuotilancia, Le Odissee che preferisco ricordare, stream of consciousness, Icaro, Brueghel e Auden, Io, Smashwords e gli e-book, La Quarta Dimensione, H. P. Lovecraft, Il compleanno di Shakespeare, Sonetto di Aprile, Tutto è sciolto, Sonnambula, James Joyce, Primavera, Dylan Thomas, Corrado Govoni, Pasqua nel senso di “Passare oltre”, Mare magnum, Francis Bacon, Figone, Pensieri, Pascal e la pascalina, Il Tempo delle fragole, Edwin Morgan, elezioni, Asso Shaw, Mallarmé, dadi, alea, sorte, Scaffolding di Seamus Heaney, unioni, Stelle, Specchi, Derek Walcott, The Gulf, Emaildramma in un atto unico, rotture, Well well well, Biennale di Venezia, illumi+nazioni, Liquori e liquori, Ecomuseo Riviera del Brenta, conferenza ex-Distilleria Bonollo, racconto, “Le essenze spiritose”, Tutti siamo uno?, What the bleep do we know?, fisica quantistica, Ekaton, omaggio al centone, Parola a Hillman, puer & senex, Giambattista Vico, Tempo, Il Tempo capovolto, Pavel Florenskij, Andrej Rublev, Il libro dell’inquietudine, Pessoa, Lost telefilm, Una poesia gentile, Charles Bukowski, I corto-circuiti del cuore, Spock, emozioni, Il cuore di San Girolamo, l’eremita, il deserto e il leone.

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