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LE METAMORFOSI DEL VERDE

Festa del bocolo: Venezia

Prima

 

Dopo

 

Per maggiori informazioni ecco il link:

http://www.venezia.net/07/04/2014/festa-del-bocolo-piazza-san-marco-performance-una-rosa-per-venezia.html

La mia classifica

«Bellezza e verità sono una cosa».

Questo è quanto sappiamo sulla terra

E questo è tutto che sapere importa.

John Keats

Secondo la classifica di WP, William Shakespeare è sempre ai primi posti, il sonetto più cliccato mescola fiction e realtà, ispirato al lascito del secondo miglior letto alla moglie, Anne Hathaway, probabilmente per traduzioni ed esercitazioni in classe, l’arcano quindi è svelato. In alternativa alle commedie del bardo, a Puck e al regno delle fate, questa è la mia classifica personale, cinque articoli a cui sono legata per motivi diversi:

#1 Dai tempo al tempo

#2 Le Odissee che preferisco ricordare

#3 Pizzini

#4 Il tempo delle fragole

#5 Gli anni di pellegrinaggio di Wilhelm Meister

 

 

 

 

 

Pausa estiva

Arricchiamoci delle nostre reciproche differenze (Paul Valéry in un Bacio Perugina)

Non manco all’appuntamento del lunedì da quasi tre anni (il 29 Agosto per essere precisi), ora sento l’esigenza di prendermi una meritata pausa…il blog, almeno lui, andrà finalmente in ferie, tornerà alive & kicking a fine agosto per festeggiare il suo terzo anno di età…

Vi ringrazio davvero di cuore, lettori riservati ma sensibili, a giudicare dalle preferenze accordate finora. Continua a trionfare la poesia, ben 6 mie traduzioni di classici su 10 articoli selezionati nella classifica di WP, la fiaba di Biancaneve al sesto posto c’entra come i cavoli a merenda però piace a parecchi che per sbaglio passano da queste parti, colpevole la parola “scopa” nel testo, a seguire un articolo storico architettonico che pensavo fosse un mattoncino perché troppo auto-referenziale e invece viene cliccato costantemente, e con grande piacere al decimo posto il mio nuovo progetto dedicato alle interviste possibili, spazio creativo inaugurato il 19 giugno 2013. A presto, Vostra affezionatissima Branoalcollo ♌

Buona estate a tutti, ovunque siate…

§

Hysteron proteron ovvero l’ultimo che diventa primo

Continua la mia ricerca sulle figure retoriche fai da te, in questo caso l’hysteron proteron, più comune di quanto si pensi, l’ultimo usato per primo. Nell’edizione dello Zingarelli del 1967 il termine è saltato a piè pari perché viene classificato sotto la voce isterologia, ossia dire prima ciò che andrebbe detto dopo invertendo la sequenza logica-temporale che lega due azioni tra loro, ho però imparato un aggettivo nuovo, non proprio di uso frequente, per chi è appassionato di ere antiche, “huroniano”, secondo e ultimo periodo dell’era arcaica in Nord America; il vocabolo ricompare nell’edizione del nuovo millennio, spiegato ancora una volta grazie a un prestito dantesco con un esempio non fortunatissimo, che è il seguente:

Tu non avresti in tanto tratto e messo

Nel foco il dito

(Paradiso, XXII 109-110)

E in effetti non fa una piega, come la deviazione concreta dall’hysteron proteron dell’involontariamente saggio Trapattoni, con il famoso “non dire gatto se non l’hai nel sacco”, mutuato dal detto popolare non dire quattro se non l’hai nel sacco, tradotto in conferenza stampa in occasione della partita Estonia-Irlanda con un poco convinto “no say cat is in the sack”…come il quattro sia diventato gatto non si sa, ma aveva già spiegato che l’espressione italiana era l’equivalente di “don’t jump the gun”, non essere troppo precipitoso…appunto. Nel dizionario americano, invece, si cita direttamente una frase chiarificatrice, figura retorica che consiste nel rovesciamento di un ordine naturale o razionale: “Arrivò prima il tuono e poi il fulmine.” Conciso ed efficace come sempre il Merriam Webster. Nella vita di tutti i giorni la testimonianza palese che gli ultimi saranno i primi è in una qualsiasi coda all’italiana, a imbuto. L’hysteron proteron è proprio davanti a me, impossibile non notarlo, è il panzone con la Tshirt di Snoopy in tenuta da vacanza con la famiglia che aveva già tentato di superarmi alla cassa del parcheggio e che avevo fulminato con lo sguardo, e che poi a forza di gomitate e pestate di piedi è riuscito a imbarcarsi prima di me sulla motonave, seguito da una manciata disordinata di imitatori grezzi. Dopo aver conquistato il mio posto con una delicatezza da Terminator, lanciando la borsa sulla sedia, è il momento di rilassarmi, al ritorno ci penserò dopo, bastano poche note per allontanarmi nel rifugio temporaneo di Donald Byrd e Booker Little…un tempio finalmente tranquillo.

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