Oggi, tanto per cambiare sono stata contattata dall’ennesimo profilo farlocco, questa volta su pinterest, e pure con una massima, “la memoria è solo memoria di ciò che è vecchio”, più o meno, vado a braccio…ma che cazzata! Certo per alcune persone meglio non ricordare, sarebbe troppo doloroso vedere tutti gli atti incompiuti, le meschinità di certi gesti, il non ammettere certi errori che poi sono preziose lezioni, e invece ti infliggono la loro presenza-assenza come uno scroccone non invitato che tu hai accompagnato alla porta e che rientra come un ladro dalla finestra, virtuale o reale che sia, il disturbo è uguale. Poi c’è chi ha pure cattiva memoria, e ricorda quello che vuole ricordare, ma il film in questione, è Wild Strawberries di Ingmar Bergman, e lo ricordo bene, come ricordo bene il motivo per cui l’avevo condiviso, una poesia di Edwin Morgan, uno dei più grandi poeti scozzesi, dallo stesso titolo Strawberries…le fragole di un picnic, poco importa per il lettore se quel picnic sia avvenuto o meno, se la storia sia nel passato, nel presente, o in un futuro possibile, è un ricordo condiviso riattivato dal cuore – to learn by heart – e così che si impara a memoria.
“Qui non serve misurare con il tempo, a nulla vale un anno, e dieci anni non son nulla. Essere artisti significa: non calcolare o contare; maturare come l’albero, che non incalza i suoi succhi e fiducioso sta nelle tempeste di primavera, senza l’ansia che dopo possa non giungere l’estate. L’estate giunge. Ma giunge solo a chi è paziente e vive come se l’eternità gli stesse innanzi, così sereno e spensierato e vasto.” Eh già, come non essere d’accordo con Rilke?
Riconfermo quanto detto in Whodunnit I, non c’entro nulla con Phillip blog, che dopo la pubblicazione del mio post ha pensato bene di cambiare nome, e scegliere il poco elegante Everald Blog, alternandolo a Phillip aka spokexecer, il risultato NON cambia, NON ha nessuna autorizzazione a fregare la mia foto e il mio e-book, per quanto non valgano NULLA. C’è però una differenza rispetto al passato, so chi è stato…poi può pure far passare l’indirizzo dal Portogallo, ma il gesto si commenta da sé. Adios, adios, adios!
Qualcuno tra i miei lettori, di certo non “amici”, perché queste sono serpi, ha pensato bene di inchiodarmi a un blog che non conosco, in una piattaforma fluttuante alla deriva, gestita da nessuno, con in ordine di apparizione:
1) mia foto fregata
2) un mio e-book rigorosamente versione pirata, scaricabile gratis con virus annessi e una data finta – NON bastavano le versioni che avevo già messo nel mio blog
3) visto che mi piace Re Lear, per non farmi mancare nulla, che poi è anche il titolo greco di Tipota, il mio e-book sul gioco dello Stud Poker – questa è una raffinatezza che pochi colgono – una versione anche questa digitale pacco, il mio e-book è un pacco, e allora si gioca sulle metafore
4) la cozzaglia è stata postata con amore il giorno di San Valentino da un certo “Phillipe writing about”, un nome bidone, però evidentemente si è letto la mia pagina su pinterest, “out and about”, che ricorda alla lontana Philip Larkin che ho tradotto nel blog, amo l’estate e sono nata d’estate, perché farmi mancare questa finezza? E anche il riferimento a Spock nel link del blog, Live long and prosper
5) è chiaro che qui siamo di fronte a un caso borderline
L’attenzione ai dettagli mi fa sospettare di qualcuno che inquina il mio blog ormai da 2 anni con avatar ridicoli e link a blog farlocchi, evidentemente ha molto tempo da perdere, un gesto del genere è di una tale bassezza umana, che non ha bisogno di ulteriori commenti. Peggio per lei/lui/loro.
Chi mi vuole leggere, mi trova o qui, o su Smashwords
Nella mia nullità continuo a scrivere recensioni per altri, e apprezzare chi scrive bene, è un mondo già abbastanza difficile, e ho altro di cui occuparmi.
Non ho bisogno di nascondermi da nessuno e quindi mi ritengo libera di frequentare chi mi pare, passo e chiudo.
P.S. DOPO L’ARTICOLO hanno cambiato il nome al blog e si chiama everald blog, chi si giustifica si auto-accusa, così sono risalita a chi ha fatto cosa…e le sorprese non finiscono qui!
Cor meum, ubi ego sum quicumque sum
Mio cuore, dove io sono chiunque sono (Sant’Agostino, Confessioni, X, 3)
Visto che domani è San Girolamo, patrono dei traduttori letterari, il traduttore automatico che è in me mi obbliga ogni anno a ricordarlo. Niente di grave, passa in fretta, “fai di necessità virtù”, e allora se proprio devo, quattro quadri memorabili del Maestro nel suo studio, così ricchi di dettagli che è un piacere guardarli e ri-guardarli.
Iniziamo con il dipinto di Colantonio con il leone accudito amorevolmente da San Girolamo, il muso del leone lievemente preoccupato per la spina che gli deve essere tolta dalla zampa ma tutto sommato fiducioso, il cappello rosso in basso a sinistra rimanda all’abito cardinalizio, sulla scrivania il libro sempre aperto e gli scaffali in disordine, segno di una frenetica attività di ricerca.

Il secondo è lo studio-casa di Antonello da Messina progettato e realizzato nel Quattrocento, una micro architettura che contiene un piccolo mondo a sé, pieno di libri, oggetti, sculture, piante, un gatto sdraiato, fuori dalla struttura sopraelevata, un pavone in primo piano, la coda dai molti occhi e dai molti colori simboleggia la ricchezza delle possibili interpretazioni della Scrittura, e a sinistra una coturnice in direzione opposta, simbolo di verità, mentre l’amico leone se ne sta tranquillo nell’ombra proiettata dagli archi in successione, in lontananza scorci di paesaggi verdi e orizzonti azzurri incorniciati nelle finestre laterali e nelle bifore in alto, l’interno che si apre al mondo che scorre fuori.

Il terzo è la stanza straordinaria di Sant’Agostino, oltre ai numerosi libri e paramenti liturgici vicino all’altare centrale, sullo sfondo a sinistra un’altra porta svela altri strumenti di lavoro tra cui un astrolabio e un quadrante, domina la scena il cagnolino maltese dallo sguardo docile e attento – razza antica di origine egiziana – un personaggio di tutto rispetto, anche lui testimone di un’apparizione ultraterrena, San Girolamo è il fascio di luce che penetra dalla finestra e che avverte Sant’Agostino della sua imminente ascesa in cielo.

Chiude il trittico, il mio preferito, un esterno quasi domestico, San Girolamo selvaggio in campagna, “studio” all’aperto di Vincenzo Bellini, una panca di roccia in una natura accogliente racchiusa in un ovale, al centro un esile albero di fico, simbolo di redenzione, della conoscenza del bene e del male, in prospettiva un villaggio lontano con delle rovine, l’immancabile libro-Bibbia, e qui scatta il toto-animali, ce ne sono parecchi: un baby scoiattolo in alto sulla zolla d’erba-oasi-giardino con arbusti, un volatile nero che ho notato solo ora su un ramo che sembra interessato ad altro, due lepri che giocano tra loro, una lucertola tra i sassi, e pure il leone, nascosto nell’angolo in basso a destra, sfiorato dalla mano del santo…Buona visione!

Stringo la tua cintura alla mia vita.
Mia profonda fierezza.
Ovunque io sia, tu sei vicino a me
ti stringo, ti allaccio,
mi proteggi dagli sbandamenti dell’anima
dalle violenze improvvise e dalle assurdità.
Che sollievo tornare al tuo abbraccio. Yiannis Ritsos (trad. N. Crocetta)
Quattro anni OGGI, 29 Agosto 2014
Quattro considerazioni in croce dopo circa 300 articoli…ringrazio davvero tutti, tra Linkedin e WordPress siamo quasi arrivati a 1000, per me è una grande soddisfazione!
Branoalcollo è stato inizialmente pensato come blog letterario dedicato prevalentemente alla rivisitazione e ri-traduzione di classici della narrativa e della poesia, si è poi via via aperto anche a nuove esperienze e collaborazioni, stimolate da nuovi incontri.
Quest’anno ho partecipato a diversi progetti, la maggior parte sono ricerche nate grazie alle iniziative culturali promosse dall’Atelier Meta-morphic. In galleria una breve mostra degli ultimi lavori svolti insieme all’artista e architetto Claudia Bonollo, una produzione Sisterly: il raggio verde, i cieli di Londra e l’Atlante delle Nuvole, Cupìdo e Piccadilly Circus, i paesaggi mistici raccolti in un articolo pubblicato sulle Metamorfosi del Verde dalla webzine PressTletter.
Tra le “nuove entrate” sono state particolarmente apprezzate le riletture dei romanzi, pubblicate a puntate, il Doctor Faustus di Thomas Mann e Gli anni di pellegrinaggio di Wilhelm Meister di Wolfango Goethe, il preferito dai lettori!
Gli articoli sono stati ispirati dai contributi di: Claudia Bonollo, Raffaele Serra, John Cassavetes, Gena Rowlands, Martin Amis, Arturo Schwarz, Les Baxter, Derek Walcott, Alain Resnais, Jorge Luis Borges, Doctor Faustus di Thomas Mann, Matteo Guarnaccia, E. A. Poe, G. Abbott Abbott, Frédéric Dard, George Orwell, Cristina Campo, Marcel Mauss, San Girolamo, David Shriegley, Vittorio Sereni, Gli anni di pellegrinaggio di Wilhelm Meister di Wolfango Goethe, Giampaolo Azzoni, il blu indaco.
Sto lavorando ad altri progetti, vi aggiornerò quanto prima. Buona navigazione! Un brindisi virtuale con tutti voi! Alla prossima esplorazione…