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Saint Roch | San Rocco | 16 Agosto

16 Agosto San Rocco in gloria, in inglese e in italiano

La pietra che parla | The stone that speaks

Giorgio Baffo era un nobile veneziano, membro della Quarantia Criminale. Amava comporre versi erotici che declamava durante le feste. Censurato fino all’800. Venne particolarmente apprezzato da Federico Berchet e Guillaume Apollinaire. Amico di Giacomo Casanova, e sostenitore della famiglia Grimani. Tra i vari annedoti si racconta che un giorno la madre di Casanova, l’attrice […]

La pietra che parla | The stone that speaks

Iso-lamento #41 – I giorni della Quarantena

Da oggi abbiamo superato i quaranta giorni di clausura e si continua così rinchiusi a casa. Non so voi, ma io non sono molto favorevole a questa nuova app che dovrebbe tracciare ogni nostro movimento futuro. Ieri sulla 7, nel programma Piazza Pulita di Formigli ho seguito l’intervento di Stefano Massini sulla sicurezza, sulla libertà in memoria dello scrittore cileno Sepúlveda, scomparso ieri per Coronavirus…insomma non c’è da stare tranquilli.

È un grande quesito, perché in realtà non sappiamo che fine faranno i nostri dati, oltre alla incertezza in cui brancoliamo al momento. Le parole sono ancora più importanti, specialmente ora, qual è il confine in cui la norma si deve fermare?

Io, in caso di dubbi, vado sempre a rileggermi Hillman:

“Norma” e “normale” derivano dal latino norma, che significa squadra di falegname. Norma è un termine tecnico, strumentale per indicare l’angolo retto; attiene alla geometria applicata…Nel sedicesimo e diciassettesimo secolo “normale” significava rettangolare, perpendicolare, ad angolo retto. La nostra accezione attuale, tradisce chiaramente l’uso ottocentesco, così come è commentato nell’Oxford English Dictionary, dove normale e ideale si fondono.

Ciò che è singolare, diventa sbagliato, fuori dalla norma – sfuggendo così a ogni definizione statistica – e condanna morale…

[James Hillman, La vana fuga dagli dei, Adelphi, 1998 pp. 199-200, trad. di Adriana Bottini]

Ancora una volta il mito greco ci viene incontro, unendo i due concetti che legano norma e necessità in una divinità, la dea della polis, Atena, a cui nulla sfugge.

 

 

 

 

 

 

Iso-lamento #41 – I giorni della Quarantena

Da oggi abbiamo superato i quaranta giorni di clausura e si continua così rinchiusi a casa. Non so voi, ma io non sono molto favorevole a questa nuova app che dovrebbe tracciare ogni nostro movimento futuro. Ieri sulla 7, nel programma Piazza Pulita di Formigli ho seguito l’intervento di Stefano Massini sulla sicurezza, sulla libertà in memoria dello scrittore cileno Sepúlveda, scomparso ieri per Coronavirus…insomma non c’è da stare tranquilli.

È un grande quesito, perché in realtà non sappiamo che fine faranno i nostri dati, oltre alla incertezza in cui brancoliamo al momento. Le parole sono ancora più importanti, specialmente ora, qual è il confine in cui la norma si deve fermare?

Io, in caso di dubbi, vado sempre a rileggermi Hillman:

“Norma” e “normale” derivano dal latino norma, che significa squadra di falegname. Norma è un termine tecnico, strumentale per indicare l’angolo retto; attiene alla geometria applicata…Nel sedicesimo e diciassettesimo secolo “normale” significava rettangolare, perpendicolare, ad angolo retto. La nostra accezione attuale, tradisce chiaramente l’uso ottocentesco, così come è commentato nell’Oxford English Dictionary, dove normale e ideale si fondono.

Ciò che è singolare, diventa sbagliato, fuori dalla norma – sfuggendo così a ogni definizione statistica – e condanna morale…

[James Hillman, La vana fuga dagli dei, Adelphi, 1998 pp. 199-200, trad. di Adriana Bottini]

Ancora una volta il mito greco ci viene incontro, unendo i due concetti che legano norma e necessità in una divinità, la dea della polis, Atena, a cui nulla sfugge.

 

 

 

 

 

 

Iso-lamento #23 – I giorni della quarantena

Non si può proprio dire che il tempo voli, però già questo pomeriggio solo per fare due conti, scaricare il CU dal sito inps – e qui si scopre che siamo in un’altra era – e preparare la contabilità sono già le cinque, che non sono le cinque perché sarebbero le quattro secondo l’ora solare – questo è ormai una litania che ci sorbiremo per almeno un mese fino a che non ci abitueremo a questa ora legale che contestiamo da sempre, come gli inglesi che parlano del tempo per noia. A parte che oggi mi è arrivata da Dublino la richiesta a iscrivermi alla Quantic School of Business, che già mi sembra fantascienza adatta ai tempi odierni…e il motto lanciato da Burioni #nessunoincontrinessuno, questo periodo sta condizionando per sempre la nostra vita. Finora nelle notifiche online ho notato due filoni di pensiero – o lo scazzo totale con barzellette talmente brutte che quelle trite e ritrite di Pierino vincono l’Oscar o il filone pseudo-scientifico Covid19 che se non eri angosciato, ci pensa lui a farti angosciare con dati alla mano, statistiche in diretta e video-“party” in tema. I gatti dei miei vicini mi guardano assonnati, acciambellati sulle ciotole dei fiori in giardino. Che si godano almeno loro le giornate di sole FUORI. Stasera arriverà in soccorso come una autentica manna, una replica di Montalbano, L’Altro Capo del Filo, e puntualmente quando scorre la sigla, parte il commento sul viadotto, “ma è davvero così?”

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