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Esperimenti

Zec-cosette

..e la serpe verde

che hai schiacciato

non ti perdonerà.

E allora devi a lungo cantare per farti perdonare

e la pulce d’acqua che lo sa l’ombra ti renderà

Dal fantasma della pulce di Blake – tempera geniale – alla pulce d’acqua di Branduardi, il passo è breve. Una filastrocca apparentemente lieve ma che se canti, non è necessario, perché se lo fai, ti rimarrà in testa tutto il giorno..anche la pulce ha un’epica, tutta sua, ma ce l’ha e non ti ha perdonato. La faccenda è grave perché la pulce ti ha pure fregato l’ombra.

E che si deve fare? Cantare a lungo per farti perdonare, e la pulce, forse, dopo moltissimo tempo, ti lascerà in pace. Sì ma non puoi mica cantare quello che vuoi, eh no sarebbe troppo semplice, devi scrivere un peana alla pulce. No, il peana no. E allora ti attacchi al tram, più o meno, o tiri fuori Melville.

Non si potrà mai scrivere libro grande e duraturo sulla pulce, anche se molti sono coloro che l’hanno tentato.

La seconda, e ci metto pure i Twilight Sad.

Parole difficili#gioco

Classificato come gioco, non so tra chi, amanti della grammatica, alessandrini nel parco a briglie sciolte. Dossena cita come esempio La passeggiata di Tommaso Landolfi, che proprio una passeggiata non è. Un breve accenno:

La mia moglie era agli scappini, il garzone scaprugginava, la fante
preparava la bozzima … Sono un murcido, veh, son perfino un po’ gordo, ma
una tal calma, mal rotta da quello zombare o dai radi cuiussi del
giardiniere col terzomo, mi faceva quel giorno l’effetto di un malagma o di
un dropace! Meglio uscire, pensai invertudiandomi, farò magari due passi
fino alla fodina.

E pure noi, ma giusto fino all’angolo con la fodina..che il computer si ostina a correggermi in codina – poi dicono che i programmi capiscano più degli umani..Non erano parole inventate, ma prese da un dizionario facile a trovarsi, il Tramater pubblicato a Napoli nel 1929-40, la burla dei secchioni organizzata a tavolino.

“Forte eh?”

“Fortissimo.”

“Vezzi stilistici. Però anche Poliziano.”

“Straordinario, soprattutto per la rielaborazione del mito, lei ha letto il commento inedito alle Selve di Stazio?”

“Ancora no.”

“Non le anticipo nulla ma rimarrà sorpresa.”

“Non ne dubito.”

“A che gioco giochiamo?”

“Stavo scrivendo i #palindromidelmerlovenexian, semplici rispetto ai suoi esempi: #ala, #aia, #aha, #ara, #osso, #oro.”

“Se è un merlo indiano, è un ottimo imitatore, ripetitivo però.”

“Anilina-anilina.”

“Ed Irene se ne ride.”

Parole difficili#gioco

Classificato come gioco, non so tra chi, amanti della grammatica, alessandrini nel parco a briglie sciolte. Dossena cita come esempio La passeggiata di Tommaso Landolfi, che proprio una passeggiata non è. Un breve accenno:

La mia moglie era agli scappini, il garzone scaprugginava, la fante
preparava la bozzima … Sono un murcido, veh, son perfino un po’ gordo, ma
una tal calma, mal rotta da quello zombare o dai radi cuiussi del
giardiniere col terzomo, mi faceva quel giorno l’effetto di un malagma o di
un dropace! Meglio uscire, pensai invertudiandomi, farò magari due passi
fino alla fodina.

E pure noi, ma giusto fino all’angolo con la fodina..che il computer si ostina a correggermi in codina – poi dicono che i programmi capiscano più degli umani..Non erano parole inventate, ma prese da un dizionario facile a trovarsi, il Tramater pubblicato a Napoli nel 1929-40, la burla dei secchioni organizzata a tavolino.

“Forte eh?”

“Fortissimo.”

“Vezzi stilistici. Però anche Poliziano.”

“Straordinario, soprattutto per la rielaborazione del mito, lei ha letto il commento inedito alle Selve di Stazio?”

“Ancora no.”

“Non le anticipo nulla ma rimarrà sorpresa.”

“Non ne dubito.”

“A che gioco giochiamo?”

“Stavo scrivendo i #palindromidelmerlovenexian, semplici rispetto ai suoi esempi: #ala, #aia, #aha, #ara, #osso, #oro.”

“Se è un merlo indiano, è un ottimo imitatore, ripetitivo però.”

“Anilina-anilina.”

“Ed Irene se ne ride.”

Exchanging glances

Ieri mi sono messa a guardare una performance di Miranda July – artista americana classe ’74 per i fanatici delle date – Strangers, liberamente ispirata alla canzone del buon vecchio Frank Sinatra, con quel pizzico di romanticismo sopra le righe che piace sempre, noi abbiamo “sciambagne per brindare a un ingondro”, ma diciamolo non è la stessa cosa, anche se dopo uno o due bicchieri di bollicine l’atmosfera è decisamente mellow…qui gli sguardi si attivano grazie a una sorta di psicodramma con picchi farseschi in cui si intrecciano le vite di assoluti sconosciuti raccontate grazie ai loro oggetti, o effetti personali; mettere un paio di pinzette all’asta a più di cento sterline è bravura, considerando che in aeroporto te le requisiscono senza troppe storie dopo averti palpeggiato abbondantemente anche se viaggi con una piuma in un trolley, qui gli stranieri si raccontano ad altri stranieri, senza remore, la diffidenza iniziale si scioglie e il sermone inizia; tra il pubblico pure Jarvis Cocker e signora, è forse improbabile che gli stranieri si rincontrino di nuovo ma chissà quegli sguardi potrebbero aprirsi ad altri abbracci…intanto dopo una breve introduzione scopriamo che le pinzette Christian le usa per le guance…il resto è solo questione di minuti per chi sa aspettare.

Strangers in the night, exchanging glances
Wondering in the night; what were the chances?
We’d be sharing love before the night was through
Something in your eyes was so inviting
Something in your smile was so exciting
Something in my heart told me I must have you

Strangers in the night, two lonely people
We were strangers in the night
Up to the moment when we said our first hello, little did we know
Love was just a glance away, a warm embracing dance away
And ever since that night, we’ve been together
Lovers at first sight, in love forever
It turned out so right for strangers in the night

La performance è durata online meno di un gatto in tangenziale, un breve riassunto delle puntate precedenti, zan-zan

Spoken…

Un nuovo progetto a cura di Stephen Black e di Eugene Soh e ci sono pure io 😉

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