Spazio alla luce. Una poesia di Herman Melville
L’entusiasta
Anche se mi ucciderà, avrò fiducia in Lui
I cuori che non battono una ritirata ignobile
Negli anni generosi della giovinezza
Giudicheranno vile, se prudente,
Quando l’interesse si piega alle paure?
Gli spiriti che venerano la luce
Vedranno perfido il sacro bagliore,
Ritratteranno e andranno dietro a creature mondane,
Adattandosi e dando loro ragione?
Il Tempo con il suo freddo influsso serpeggiante
Toglierà nerbo e blandirà? Il cuore
Si tormenterà per quei senza cuori arruolati
Fra commercianti di fiera?
La fede abiurerà i suoi cieli,
O il pallido periodo di prova la farà ritirare
Dalla Verità così ferma e sola,
Fra forti menzogne gregarie?
Ogni battello che brucia nelle retrovie di Cesare
Si infiamma – Non si ritorna grazie a me!
E allora dai fuoco ai legami anche cari,
Se i legami non sono altro che tentatori.
E non indietreggiare se la notte arriva:
Cammina attraverso la nube incontro al drappo funebre,
E anche se la luce ti abbandona, non perdere mai
La fedeltà alla luce.

If we shadows have offended,
Think but this and all is mended.
That you have but slumbered here,
While these visions did appear.
Dov’è diretto lei, signore? – gli chiese.
Io vado a un paese qui vicino di dove son nativo; e lei?
Io – rispose il cavaliere – vo a Granata, che è la mia patria.
L’importante era capire a chi apparteneva lui.
Siéntate en silencio, no hagas nada.
Viene la primavera, y la hierba cresce sola.*
§
*[Trad. Siediti in silenzio, non fare nulla.
la primavera arriva, e l’erba cresce da sola]
Facili facili da indovinare..

If we shadows have offended,
Think but this and all is mended.
That you have but slumbered here,
While these visions did appear.
Dov’è diretto lei, signore? – gli chiese.
Io vado a un paese qui vicino di dove son nativo; e lei?
Io – rispose il cavaliere – vo a Granata, che è la mia patria.
L’importante era capire a chi apparteneva lui.
Siéntate en silencio, no hagas nada.
Viene la primavera, y la hierba cresce sola.*
§
*[Trad. Siediti in silenzio, non fare nulla.
la primavera arriva, e l’erba cresce da sola]
Facili facili da indovinare..
Castello, Venezia. Ingresso: 5 euro (li vale tutti).
All’interno troverete il signor Stefano che è un pozzo di scienza e il ciclo di teleri di Vittore Carpaccio, dedicati ai santi protettori della confraternita, tra cui San Girolamo – di cui vi ho parlato anche troppo qui nel blog – e due storie evangeliche.
Qualche anticipazione: ne I Funerali di San Girolamo occhio alla piccola lucertola in basso in postazione centrale, l’animale è un simbolo di rinascita, il frate con il pince-nez tiene in mano un piccolo manoscritto (impossibile non ricordare la creatività tipografica di Aldo Manuzio, l’inventore delle edizioni tascabili), il cane ne La visione di Sant’Agostino che vede quello che sta per accadere prima di tutti, la firma del pittore nel cartiglio Vittore Carpaccio fingebat (e non pingebat), immaginava e non dipingeva – e io nel pensier mi fingo – anticipando altre visioni. Luci a led che puntano soffitti con dipinti. Un luogo da visitare e rivisitare.