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Date

29 Nov 2022

Il senso di Smilla per la neve

Posted on  by Yerakinax Standard

Questo è un libro che ho letto qualche anno fa di Peter Hoeg (ci vuole la o con la barra ma i miei lettori danesi, al momento scrivo zero e riporto zero, mi perdoneranno), talmente tanto tempo fa che ricordo solo il titolo, e poco altro, oltre ai diversi modi di descrivere il bianco, blanc, white, off white, blanco, biancheto, bianco ma proprio bianco, di un bianco, bianchissimo, bianco sporco, bianco lercio, bianco bigio, bianco gelido, bianco lucido, bianco opaco, bianco smunto, bianco ma non troppo, e una frase che ammazza: “Come tu hai il senso di Dio, io ho il senso della neve.”

Era una minaccia?

To pelagò einai vathi – Il mare è profondo

Posted on novembre 30, 2018 by Yerakinax Standard

Il mare è profondo e l’amore è immenso. Questa è una canzone che ho conosciuto grazie a te che ora non puoi più leggermi. C’era già tutto, io la cantavo senza rendermi conto che in quella storia di bambino c’era la tua storia, con il Partenone sullo sfondo, avevi già pensato a tutto, anche al tuo ultimo abbraccio.

La mossa del Cavallo

Posted on febbraio 27, 2018 by Yerakinax Standard

Per chi non conosce gli scacchi – che mi avranno spiegato varie volte come del resto i tempi di esposizione in fotografia con scarsi risultati – il titolo si riferisce proprio a quello, non al cavallo Stellino, co-protagonista del film. Il cavallo è l’unico pezzo degli scacchi che può scavalcare gli altri.

Qui siamo sempre a Vigata nel 1877, in realtà Camilleri si rifà a un episodio storico realmente accaduto a Enna, al tempo delle tasse sul pane. Il ragioniere Giovanni Bovara – nato in Sicilia ma trasferitosi a Genova – accetta un incarico nella sua terra di origine, proprio a Vigata. Ognuno fa quello che gli pare e sarà dura rimettere le cose al loro posto. Faccendieri corrotti, denunce mai verificate, omertà, un avvocato un po’ troppo invadente. Pezzo forte Teresina, la sua padrona di casa, giovane vedova che ha un tresca con il prete del paese un certo Carnazza che quando la vede in guêpière nera è pronto a tutto, e non è l’unico. Ovviamente a un prezzo con scambio di oggetti di valore fino a che succede il fattaccio…

Carnazza viene ritrovato “sparato”…Finché Bovara si ostina a parlare in italiano nordico con accento genovese non succede una minchia, poi dopo essere imprigionato, in preda agli incubi, arriva la svolta, passa al dialetto siciliano e si schiude un mondo.

Guerra e Pace – la serie

Posted on settembre 3, 2018 by Yerakinax Standard

Mi sto rivedendo la miniserie della BBC. Ce n’è per tutti i gusti. Personaggio alter ego di Tolstoj, Pierre Bezuchov, figlio illegittimo del conte Bezuchov che inaspettatamente eredita tutta la fortuna del padre con relative (rogne) di personaggi interessati e meschini. Tutti lo trattano come un ingenuo di campagna, troppo buono per essere creduto vero. Costretto ad aprire gli occhi, si separa subito dalla moglie che ha una tresca con un essere spregevole che dopo aver mangiato a quattro palmenti, essere stato ospitato come un re, cerca di usurparne il posto. Inspiegabilmente Pierre lo vince in duello, ma Dolochov troverà il modo di dare fastidio ad altri. Il militare psicopatico darà filo da torcere a chi ha la sventura di incrociare il suo cammino. E infatti, dopo il duello con Bezuchov, quando sembra essere sul punto di morte, si piazza dalla famiglia Rostov e cominciano i guai. Sullo sfondo le guerre napoleoniche con manipoli di ussari costretti a sfidare eserciti ordinati pieni di munizioni con armi e forze esigue. E qui spicca Andrej Bolkonskj che al primo attacco ad Austerlitz  viene dato per morto e invece torna a casa, ferito ma vivo. La gioia dura lo spazio di una manciata di secondi perché la moglie Lise muore di parto, dando alla luce un bambino. Tutto da ricominciare.

Nel frattempo Dolochov si è ripreso alla grande e ha rovinato al gioco l’”amico” Rostov che non ha i soldi per pagare i suoi debiti. Mai dare la seconda chance ha chi ha fallito alla prima, questa rimane una regola d’oro.

Avia pervia

Posted on ottobre 30, 2020 by Yerakinax Standard

Ho perso un po’ di tempo per scoprire chi aveva tentato di entrare nel sito, e devo dire che hai rotto, davvero, considerando la tua età.

Nel frattempo continuo a vedere la tele ad oltranza. L’altro ieri, che era davvero l’altro ieri, ho rivisto con grande piacere Amarcord, e ho potuto constatare che

  1. i film vanno comunque rivisti
  2. non avevo capito nulla quando l’avevo visto da piccola – io mi ricordavo solo le tette della tabaccaia – che mi sembravano enormi. Sempre un seno abbondante ma non così eccessivo, chi ha seno non può che essere solidale
  3. tutto si ridimensiona
  4. quello che pensate della scuola da piccoli è sempre vero
  5. tutto ritorna, purtroppo pericolosamente, abbiamo dei cloni in giro anche in questo periodo orrendo
  6. la prima volta non avevo riconosciuto Ciccio Ingrassia nel ruolo del fratello pazzo Teo – rimozione già in giovane età…
  7. e nemmeno Pupella Maggio nel ruolo di Miranda, meravigliosa
  8. la figura del padre irascibile che ha degli scatti incontrollati ma che si commuove quando vede le stelle – mentre tutti russano, stremati dall’attesa – ci restituisce un senso nuovo
  9. la tenerezza ha i suoi tempi.

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