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July 2017

Dentro il quadro: #Effie, #JohnEverettMillais e #JohnRuskin

John_Everett_Millais_-_The_Order_of_Release_1746_-_Google_Art_Project.jpg

Effie Gray (1828-1897), nobildonna scozzese, sposata al critico d’arte John Ruskin (1819-1900) è qui ritratta nella parte della moglie devota in un quadro di John Everett Millais (1829-1896) – L’ordine di scarcerazione, olio su tela, Londra 1852-53.

All’epoca Effie era infelicemente legata a John Ruskin, più interessato all’arte e alla storia delle rovine che all’amore coniugale. Nel quadro Effie posa come la moglie di un ribelle giacobita, episodio inventato dal pittore stesso che lo fa risalire al 1746, probabilmente ispirato dai romanzi di Walter Scott, ha i capelli più scuri, sullo sfondo una prigione, in basso a destra le primule gialle appassite a terra, lo sguardo triste e rassegnato che allude forse al sacrificio della donna scalza che ha dovuto sottostare al ricatto sessuale della guardia per salvare la vita al marito ferito e ottenere l’ordine di scarcerazione. Il quadro ebbe un successo talmente grande che quando venne esposto alla Royal Academy fu necessario mettere un poliziotto per spostare la folla.

Giorno dopo giorno John Everett Millais, il protégé di John Ruskin, mentre studia il soggetto da ritrarre, consulta persino un esperto di tartan per dipingere il kilt del soldato scozzese, utilizzando quello del clan Gordon, stabilisce un rapporto privilegiato con chi diventerà la sua futura moglie. E negli occhi coglie quella tristezza di una giovinezza spenta, confinata in un matrimonio senza speranza, mai consumato, respinta dal marito già dalla prima notte di nozze. Secondo il critico bella ma non al punto di suscitare in lui nessuna passione, poco attratto dal suo corpo di donna, ormai non più bambina. John quando era piccola le aveva dedicato un racconto, Il Re del Fiume d’oro.

Durante un viaggio in Scozia in cui il pittore segue il critico per fargli una serie di ritratti, succede l’inevitabile, Euphemia si innamora del giovane Millais e decide di lasciare il marito. John Ruskin è immerso nella scrittura del secondo volume de Le Pietre di Venezia. Al ritorno, niente è più come prima, restituisce in una lettera la fede e chiede l’annullamento del matrimonio, si deve sottoporre a un’umiliante visita medica che dimostra la sua verginità. John Everett Millais aspetta con calma che si svolga tutto l’iter burocratico, ma non cade nella trappola ricattatoria del suo mecenate, non seduce Effie e lascia che gli eventi abbiano il loro corso. Il caso si chiude con l’ammissione pubblica dell’impotenza di John Ruskin.

Nel 1855 Effie Gray ex Lady Ruskin sposa John Everett Millais, aprendosi a una nuova vita, consigliera del marito pittore e musa di molti suoi quadri. John Ruskin continuerà a dedicare tutto il suo tempo all’arte e ai suoi scritti:

Se qualcuno abbastanza abile nel leggere i manoscritti stracciati dalla mente, volesse avere una più intima conoscenza di me, può trarla sapendo verso quali personaggi della vita passata avverto maggiore trasporto. Farò tre nomi. Per tutto ciò che c’è di più intenso e profondo in me, di ciò che mi pone all’unisono con il lavoro che faccio, che mi dà le luci e le ombre che sono nel mio essere, mi sento attratto da Guido Guinicelli. Per quanto concerne il mio temperamento naturale e consueto, per i miei pensieri sulle cose e sulla gente, da Marmotel. Per quanto concerne il mio temperamento più acceso e occasionale, dal decano Swift. (1)

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(1) Le Pietre di Venezia, John Ruskin, ed. Bur, luglio 2000, p. 44, estratto da John Ruskin, Sesamo e Gigli, 1871.

 

 

Get down

Cosa importa se è finita E cosa importa se ho la gola bruciata o no? 

Il capitano è già in loco pronto per il concerto di Vasco Rossi a Modena, insieme ad altri 200,000 fans, alcuni in tenda nel parco da un mese. Ha già bevuto sei birre dopo aver ingoiato una manciata di gnocchi fritti.

Bonolis con i suoi allorquando stasera presenta l’evento su RAI1, una botta di vita che fa saltare gli spezzoni nostalgici di Techetechetè. Mollica ha già detto che sarà bellissimo, e c’è da credergli.

Ta-ra-ra-rà,

ta-ra-ra-rà..

Atmosfera che ti fa ordinare subito un doppio whisky, senza Roxy Bar, senza parole, e va bene così. Respiri piano, senza far rumore.

“Quanti anni hai stasera?”

“Quanti anni mi dai bambina?”

“Cosa vuoi che ti dica io?”

“Ma te ti sento dentro come un pugno.”

“Eh..già..”

“Io no io no io no non ti dimenticherò..”

“Eh..già..”

“La vita semplice che mi garantivi adesso è mia però è lastricata di problemi..”

“Va bé se proprio te lo devo dire non è che tu mi faccia poi impazzire..”

“Tutta colpa di Alfredo.”

“Cosa vuoi tu più di così? E cosa conta chi perdeva..le regole sono così..è la vita! ed ora che cresci devi prenderla così..”

“Sì! Stupendo! Mi viene il vomito! è più forte di me! Non lo so se sto qui o se ritorno se ritorno..”

“Quanti anni hai stasera?”

“Quanti anni mi dai bambina?”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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