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April 2017

One book in one tweet #30 Leggeri ma non troppo 2

30-150

La Storia dell’arte di E. H. Gombrich

Scritto magistralmente, con una sezione dedicata alle illustrazioni, una bibliografia tematica aggiornata in seguito alle numerose ristampe.

La città del primo Rinascimento di Donatella Calabi

Breve saggio sulla storia della città moderna attraverso racconti paralleli e schede sintetiche. La peste ha le sue responsabilità.

Nati sotto Saturno di Rudolf e Margot Wittkower

Moglie e marito uniscono i loro saperi per esaminare i tratti distintivi dell’artista dall’antichità alla Rivoluzione Francese. Commovente.

Dizionario di toponomastica, Storia e significato dei nomi geografici italiani, Utet

Di rara bellezza, tutti i nomi dei comuni di Italia, i principali nomi di mari, fiumi, laghi, monti e regioni. Potrebbe sorprendervi.

Medieval Mosaics, The Harvard University Center for Italian Renaissance Studies

Copia unica trovata in calle della Mandola a Venezia. Si apre con una citazione in greco non tradotta. Anche nel mosaico tutto è numero.

La memoria spezzata

Ieri leggevo alcune citazioni sulla memoria. Le combinazioni sono surreali: Agostino di Ippona, l’immancabile Oscar Wilde, Rat-man, un frammento di una poesia di Ungaretti con la nostalgia insolita di una memoria onesta.

Figlia indiscreta della noia,
Memoria, memoria incessante,
Le nuvole della tua polvere,
Non c’è vento che se le porti via?
Gli occhi mi tornerebbero innocenti,
Vedrei la primavera eterna
E, finalmente nuova,
O memoria, saresti onesta.

Mancava decisamente qualcosa..seppure la memoria resti comunque selettiva, una narrativa a sé che ridice omettendo. Ma qui trovava voce Caino, Caino rivisitato da Giuseppe Ungaretti, nella raccolta Sentimento del Tempo (1933), scritta dopo una crisi religiosa riassunta nel capolavoro Pietà, un canto che diventa preghiera:

Sono un uomo ferito.
E me ne vorrei andare
E finalmente giungere,
Pietà, dove si ascolta
L’uomo che è solo con sé..

E da quella pietà anche Caino ritrova un senso.

Corre sopra le sabbie favolose
E il suo piede è leggero.
O pastore di lupi,
Hai i denti della luce breve
Che punge i nostri giorni.
Terrori, slanci,
Rantolo di foreste, quella mano
Che spezza come nulla vecchie querci,
Sei fatto a immagine del cuore.
E quando è l’ora molto buia,
Il corpo allegro
Sei tu fra gli alberi incantati?
E mentre scoppio di brama,
Cambia il tempo, t’aggiri ombroso,
Col mio passo mi fuggi.
Come una fonte nell’ombra, dormire!
Quando la mattina è ancora segreta,
Saresti accolta, anima,
Da un’onda riposata.
Anima, non saprò mai calmarti?
Mai non vedrò nella notte del sangue?
Figlia indiscreta della noia,
Memoria, memoria incessante,
Le nuvole della tua polvere,
Non c’è vento che se le porti via?
Gli occhi mi tornerebbero innocenti,
Vedrei la primavera eterna
E, finalmente nuova,
O memoria, saresti onesta.

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