Search

venicebyvenice

Making your journey easier

Month

February 2017

Armageddon a chi?

Stai attento che la tua ansietà di evitare la guerra non ti faccia ottenere un padrone.

Demostene

Ieri ho provato a seguire con attenzione che cosa Bersani volesse dire al programma di Floris, ma nemmeno la perizia di primo della classe di Floris è riuscita a cavare un ragno dal buco, si continuavano ad aprire parentesi che non si chiudevano mai, e di Bersani anche se ammiro l’arte della metafora astratta, maestro assoluto dell’anacoluto – la frase spezzata che torna su se stessa – è innegabile che sia realmente difficile capire dove voglia andare a parare. Ci ha pensato la Fornero a chiarire le idee, in due battute: “Bersani non va d’accordo con Renzi perché ha riscontrato in lui alcuni dei tratti del berlusconismo con cui ha sempre combattuto da anni”. Sintesi cristallina contro una sfilza di “eh no eh, non si sputa mica sul rosso, eh ma dopo se la devono vedere con me, dopo..io non faccio il capo”, e intanto tra detto e non detto ci fa sapere che non rinnoverà la tessera del partito. Renzi nel frattempo è volato negli Stati Uniti, allontanandosi dalla deriva di un partito che ormai brancola nel caos delle divisioni.

Sui RAI3 c’era il nuovo programma di Bianca Berlinguer, #cartabianca, con un Landini sempre più avvilito e una manciata di lavoratori dell’ennesimo call centre smantellato e trasferito in Albania dove chi vuole può trovare un lavoro a punti con un guadagno mensile di 300 euro che in Albania pare sia uno stipendio più che buono. Eh ma i sindacati allora cosa fanno?

La risposta arriva puntuale: non ci hanno ascoltato.

Tristezza senza speranza, cambio canale e ritorno a Floris.

E Michele Emiliano che voleva lasciare il Pd e invece decide di restare e si candida come segretario del partito?

Pare abbia fatto pace con Renzi.

Dalle pagine della Repubblica Massimo Giannini aveva già annunciato uno scenario poco rassicurante: macchine lanciate in un gorgo ormai destinato all’inabissamento (citazione da Gioventù Bruciata nell’esposizione di Cuperlo).

Davvero oltre la fiction?

 

 

 

 

 

 

 

 

Armageddon a chi?

Stai attento che la tua ansietà di evitare la guerra non ti faccia ottenere un padrone.

Demostene

Ieri ho provato a seguire con attenzione che cosa Bersani volesse dire al programma di Floris, ma nemmeno la perizia di primo della classe di Floris è riuscita a cavare un ragno dal buco, si continuavano ad aprire parentesi che non si chiudevano mai, e di Bersani anche se ammiro l’arte della metafora astratta, maestro assoluto dell’anacoluto – la frase spezzata che torna su se stessa – è innegabile che sia realmente difficile capire dove voglia andare a parare. Ci ha pensato la Fornero a chiarire le idee, in due battute: “Bersani non va d’accordo con Renzi perché ha riscontrato in lui alcuni dei tratti del berlusconismo con cui ha sempre combattuto da anni”. Sintesi cristallina contro una sfilza di “eh no eh, non si sputa mica sul rosso, eh ma dopo se la devono vedere con me, dopo..io non faccio il capo”, e intanto tra detto e non detto ci fa sapere che non rinnoverà la tessera del partito. Renzi nel frattempo è volato negli Stati Uniti, allontanandosi dalla deriva di un partito che ormai brancola nel caos delle divisioni.

Sui RAI3 c’era il nuovo programma di Bianca Berlinguer, #cartabianca, con un Landini sempre più avvilito e una manciata di lavoratori dell’ennesimo call centre smantellato e trasferito in Albania dove chi vuole può trovare un lavoro a punti con un guadagno mensile di 300 euro che in Albania pare sia uno stipendio più che buono. Eh ma i sindacati allora cosa fanno?

La risposta arriva puntuale: non ci hanno ascoltato.

Tristezza senza speranza, cambio canale e ritorno a Floris.

E Michele Emiliano che voleva lasciare il Pd e invece decide di restare e si candida come segretario del partito?

Pare abbia fatto pace con Renzi.

Dalle pagine della Repubblica Massimo Giannini aveva già annunciato uno scenario poco rassicurante: macchine lanciate in un gorgo ormai destinato all’inabissamento (citazione da Gioventù Bruciata nell’esposizione di Cuperlo).

Davvero oltre la fiction?

 

 

 

 

 

 

 

 

#Sanremdipity

“Shock the monkey” cantava Peter Gabriel prendendo una schienata pazzesca contro il palco del Festival di Sanremo tre decadi fa, al 67esimo Festival la scimmia è tornata fra noi, sa usare il genitivo sassone, balla con disinvoltura alla faccia del teutonico Sven Otten, e il suo pezzo è già un tormentone.

Eh sì anche quest’anno ho seguito fino alla fine la maratona sanremese. “Eh il tempo passa”- ammette Valeria Mazza nella pubblicità della Clinians.

Le canzoni che mi piacevano di più sono state eliminate – ma questo è un classico del Festival – giovani, meno giovani ed esordienti sono stati stroncati dal televoto e dalla giuria demoscopica che nessuno ha ancora capito come funzioni. Così mentre Mina continuava a gorgheggiare “Tim tim tim” negli spot sanremesi coreografati da Sven, la gara a colpi di televoto ha fatto fuori Ron, Al Bano, Gigi D’Alessio e Giusy Ferreri.

Che cosa resterà di questa grande abbuffata sonora? Un silenzio maldestro e molte canzoni piene di promesse:

Cambia le tue stelle

se ci provi riuscirai

E ricorda che l’amore non colpisce in faccia mai

Potessi avere io le ali e scavalcare il ciel0

Volare oltre l’universo E arrivare dove niente è più lo stesso

Vorrei farti vedere il viso mio com’è cambiato

Se fuori piove e l’illusione che ancora qualcosa si muove

Che cosa resta della notte un temporale che si abbatte sulle infinite vie

In questo traffico di sguardi senza meta

In quei sorrisi spenti per la strada

Quante volte condanniamo questa vita

Illudendoci d’averla già capita

La mia vita è una candela

Brucerà lasciando cera

È la scena di un romanzo

Che non so come finirà

Ma tu cammina, cammina, accumula strade lasciando che tutto si muova

Fatti bella per te, per te, per te!

Namasté. Alé!

§

(Ermal Meta, Gigi D’Alessio, Giusy Ferreri, Fiorella Mannoia, Ron, Maldestro, Paola Turci, Francesco Gabbani)

#Sanremdipity

“Shock the monkey” cantava Peter Gabriel prendendo una schienata pazzesca contro il palco del Festival di Sanremo tre decadi fa, al 67esimo Festival la scimmia è tornata fra noi, sa usare il genitivo sassone, balla con disinvoltura alla faccia del teutonico Sven Otten, e il suo pezzo è già un tormentone.

Eh sì anche quest’anno ho seguito fino alla fine la maratona sanremese. “Eh il tempo passa”- ammette Valeria Mazza nella pubblicità della Clinians.

Le canzoni che mi piacevano di più sono state eliminate – ma questo è un classico del Festival – giovani, meno giovani ed esordienti sono stati stroncati dal televoto e dalla giuria demoscopica che nessuno ha ancora capito come funzioni. Così mentre Mina continuava a gorgheggiare “Tim tim tim” negli spot sanremesi coreografati da Sven, la gara a colpi di televoto ha fatto fuori Ron, Al Bano, Gigi D’Alessio e Giusy Ferreri.

Che cosa resterà di questa grande abbuffata sonora? Un silenzio maldestro e molte canzoni piene di promesse:

Cambia le tue stelle

se ci provi riuscirai

E ricorda che l’amore non colpisce in faccia mai

Potessi avere io le ali e scavalcare il ciel0

Volare oltre l’universo E arrivare dove niente è più lo stesso

Vorrei farti vedere il viso mio com’è cambiato

Se fuori piove e l’illusione che ancora qualcosa si muove

Che cosa resta della notte un temporale che si abbatte sulle infinite vie

In questo traffico di sguardi senza meta

In quei sorrisi spenti per la strada

Quante volte condanniamo questa vita

Illudendoci d’averla già capita

La mia vita è una candela

Brucerà lasciando cera

È la scena di un romanzo

Che non so come finirà

Ma tu cammina, cammina, accumula strade lasciando che tutto si muova

Fatti bella per te, per te, per te!

Namasté. Alé!

§

(Ermal Meta, Gigi D’Alessio, Giusy Ferreri, Fiorella Mannoia, Ron, Maldestro, Paola Turci, Francesco Gabbani)

Powered by WordPress.com.

Up ↑