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October 2014

One book in one tweet #7 Non solo classici

7-35

La Ballata del Vecchio Marinaio di Samuel T. Coleridge

Ispirato a un sogno inquietante di un amico, il ritorno dagli inferi, “l’indomani si levò diverso, più triste ma più saggio divenuto.”

Vanity Fair di W. Thackeray

Epoca napoleonica, pubblicato a puntate per pagarsi i debiti del gioco, il ritratto spietato dell’ambizione ingorda, finisce male.

Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll

Tra i più citati dalle rockstar: “Meglio Alice nel Paese delle Meraviglie attraverso lo specchio, sai che era docente di matematica?”

Piccola guida all’arte di scrivere lettere di Lewis Carroll

Anacronistica al punto giusto, regola di base: in caso di forte irritazione aspettare sempre il giorno dopo, sarete più concentrati.

Giuda l’oscuro di Thomas Hardy

Oscuro veramente, ragazzo di campagna che vuole evolvere in un’Inghilterra schiacciata dai pregiudizi di classe, lo studio non basta.

Whodunnit II: altro che Biancaneve

Riconfermo quanto detto in Whodunnit I, non c’entro nulla con Phillip blog, che dopo la pubblicazione del mio post ha pensato bene di cambiare nome, e scegliere il poco elegante Everald Blog, alternandolo a Phillip aka spokexecer, il risultato NON cambia, NON ha nessuna autorizzazione a fregare la mia foto e il mio e-book, per quanto non valgano NULLA. C’è però una differenza rispetto al passato, so chi è stato…poi può pure far passare l’indirizzo dal Portogallo, ma il gesto si commenta da sé. Adios, adios, adios!

One book in one tweet #6

6-30

Is Heathcliff a murderer? (Heathcliff è un assassino?) di John Sutherland

Grandi classici letterari messi a soqquadro, il melo in fiore a giugno in Jane Austen, e molto altro, tra il sadico e l’obsoleto.

Aspettando i Barbari di J.M. Koetzee

Tema della paura e della frontiera, l’altrove non è un alibi convincente, nell’attesa si riscoprono incubi e sogni, non mancano le sorprese.

Quer pasticciaccio brutto di via Merulana di Carlo Emilio Gadda

Il volgare a briglie sciolte, l’assassino non si trova, le spiegazioni si disperdono in lingue arrovellate. Le domestiche però…

L’Arte del Sogno di Carlos Castaneda

Cambio di scenario: grazie al Maestro Don Juan, si visitano altre dimensioni in sogno, concentrarsi bene su chi si vuole incontrare.

Se un leone potesse parlare di Stephen Budiansky

Dialogo tra intelligenza animale ed evoluzione della coscienza. Anticipa Wittgenstein: “Se un leone potesse parlare, nessuno lo capirebbe.”

One book in one tweet #6

6-30

Is Heathcliff a murderer? (Heathcliff è un assassino?) di John Sutherland

Grandi classici letterari messi a soqquadro, il melo in fiore a giugno in Jane Austen, e molto altro, tra il sadico e l’obsoleto.

Aspettando i Barbari di J.M. Koetzee

Tema della paura e della frontiera, l’altrove non è un alibi convincente, nell’attesa si riscoprono incubi e sogni, non mancano le sorprese.

Quer pasticciaccio brutto di via Merulana di Carlo Emilio Gadda

Il volgare a briglie sciolte, l’assassino non si trova, le spiegazioni si disperdono in lingue arrovellate. Le domestiche però…

L’Arte del Sogno di Carlos Castaneda

Cambio di scenario: grazie al Maestro Don Juan, si visitano altre dimensioni in sogno, concentrarsi bene su chi si vuole incontrare.

Se un leone potesse parlare di Stephen Budiansky

Dialogo tra intelligenza animale ed evoluzione della coscienza. Anticipa Wittgenstein: “Se un leone potesse parlare, nessuno lo capirebbe.”

Viaggio sentimentale di Laurence Sterne: I parte

Orecchio ama pacato

La Musa, e mente arguta, e cor gentile

Riprendo con piacere la serie dedicata ai classici, con un señor libro, Viaggio Sentimentale di Laurence Sterne (1768), amato da Goethe, e con un traduttore-scrittore, Ugo Foscolo, che qui adotta lo pseudonimo di Didimo Chierico, protagonista Yorik, stesso nome del buffone nell’Amleto di Shakespeare, che si prende una vacanza, e va in giro per la Francia e l’Italia, fregandosene delle convenzioni letterarie dell’epoca.

Nella letteratura da viaggio tradizionale c’era ancora la distinzione tra finzione e non finzione, e un certo autobiografismo, il ricorrere troppo spesso a un io narrativo invadente veniva tacciato di egotismo sfrenato. Sterne, grazie alla maschera di Yorik, rompe le regole e parte per una nuova avventura letteraria e non solo, l’io con tutte le sue idiosincrasie trova ed esplora nuovi spazi, dando sfogo all’uso dell’aneddoto irrilevante, il dettaglio selezionato casualmente dalla memoria prende il sopravvento sulla cronologia dei fatti.

Una volta sbarcato a Calais, il primo appuntamento è con un pollo in fricassea innaffiato da abbondante vino rosso, per raggiungere immediatamente quello stadio felice in cui la vita ti sorride sempre. Come da copione, incontra un frate francescano che chiede soldi, tentando di farlo sentire in colpa per i dolori del mondo, viene ignorato, non riceve un penny, il viaggio continua in una piccola carrozza per una sola persona, dove Yorik si mette a scrivere le sue note, e se la moleskine fosse stata inventata prima, sarebbe tornata utile. Ci sono fondamentalmente tre categorie di viaggiatori:

  • i semplici viaggiatori: scioperati, curiosi, bugiardi, orgogliosi, vani, ipocondriaci;
  • i viaggiatori per necessità: il delinquente e il fellone – ballista traditore in tempi post-foscoliani – il disgraziato e l’innocente, il viaggiatore semplice;
  • e il viaggiatore sentimentale, in viaggio per il gusto di farlo, a caccia di nuovi saperi, e non per incontrare chi si conosce già.

Sceso dalla carrozza rimane colpito da una giovane donna a cui porge la mano e che lo emoziona da subito, adocchiata anche dal frate, sensibile al fascino femminile. Il frate tira fuori la sua tabacchiera e si mette a sniffare del tabacco insieme a Yorik, iniziano a conversare, vuole sapere dove è diretto, Yorik risponde a Parigi, la donna invece sta andando ad Amiens, mentre Yorik riflette sulla migliore strategia da adottare, la donna si è già allontanata lasciandolo solo con i suoi pensieri. Scopre da un’altra persona che la donna è di Bruxelles, non si sa se sia sposata o vedova. Decide di proseguire il viaggio con il garzone scudiero La Fleur, a Nampont incontra un uomo disperato per la morte del suo asino, il cocchiere è indifferente al tema e riprende la guida correndo come un pazzo. Lo sguardo di Yorik si illumina quando sente che stanno arrivando ad Amiens, stesso luogo dove è diretta la dama che ha incontrato all’inizio del viaggio insieme al fratello: “ella aveva tanta bontà nell’animo quanto negli occhi.”[1] Con sua grande sorpresa, riceve una lettera da Madame de L. che lo invita a visitarla a Bruxelles non appena sia libero da impegni. Yorik è entusiasta, poi però si ricorda delle promesse fatte a Eloise, e allora tocca andare a Bruxelles con Eloise, a visitare Madame de L., in netta contraddizione alla mossa iniziale, ma “il cuore, ne’ suoi trasporti, vuole sempre, a dispetto della ragione dire troppo.”[2]

fine prima parte…

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[1] L. Sterne, Viaggio Sentimentale, trad. Ugo Foscolo, Mondadori, Milano, 1983, p. 77.

[2] Ibidem, p. 81.

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